A PORTE CHIUSE
di Jean-Paul Sartre
A PORTE CHIUSE (Huis Clos)
di Jean-Paul Sartre

regia Virginio Liberti
INES - Annig Raimondi
ESTELLE - Maria Eugenia D’Aquino
GARCIN - Riccardo Magherini
voce del Cameriere Antonio Rosti
traduzione Massimo Bontempelli
disegno luci Fulvio Michelazzi
scene e costumi Horacio de Figueiredo
suono Tommaso Taddei
drammaturg Paolo Bignamini
assistenti regia Roberta De Stefano, Carlo Decio

Con il contributo della Regione Toscana – Sistema Regionale dello Spettacolo'
Huis Clos rappresenta una delle opere di maggior successo del Sartre drammaturgo: ponte di passaggio tra il filosofo nichilista de La nausea e quello impegnato deL'esistenzialismo è un umanismo, A porte chiuse ha conosciuto numerosi allestimenti anche in Italia. Tuttavia, prigioniero della sua stessa forza esplicativa, il testo attende ancora una riscoperta di certe pieghe drammaturgiche, che aprono ad aporie morali o a sensuali ambiuguità.
Sartre raccomanda un teatro dove si discutano le grandi questioni contemporanee, un teatro che non si concentri esclusivamente sui caratteri dei personaggi, ma che miri a evidenziare le dinamiche delle idee che essi esprimono.
Il teatro sartriano è teatro dell’attualità perché concepito nel confronto con la contemporaneità, corstruito attraverso situazioni limite, la cui sfida è sempre la libertà, la responsabilità, il senso dell’esistenza, estremi predicati spesso in contraddizione con l'azione stessa.
I tre personaggi di A porte chiuse (riuniti in una stanza per l'eternità, poiché sono già morti) sono condannati per sempre a giudicarsi e ad essere giudicati, essendo ciascuno prigioniero della coscienza dell’altro. In questo “inferno”, infatti, le torture che i tre subiscono non richiedono né personale specializzato, né alcuno degli strumenti classici utilizzati dai carnefici: basta un luogo chiuso e la condanna ad essere lasciati senza fine a subire la presenza gli uni degli ‘altri’. Lo spettacolo si avvale infine di un inedito lavoro di revisione drammaturgica sul testo a opera di Paolo Bignamini, che mira a svelare una bruciante contemporaneità nascosta sotto la parola sartriana.
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La strada scarlatta Marzo 2011
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