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SUMMARY:IL RITRATTO DI DORIAN GRAY ovvero La moda dell’Eccesso - Replica scolastica
DESCRIPTION:​ \nCol gusto per l’esplorazione dei grandi romanzi e delle commedie dimenticate\, Annig Raimondi\, in veste di drammaturga e regista\, riporta in scena l’opera di Oscar Wilde. “Il Ritratto di Dorian Gray ovvero La Moda dell’Eccesso” è una rappresentazione intensa che esamina i temi dell’estetica\, della bellezza e del prezzo dell’eccesso. \nDorian Gray\, un giovane di straordinaria bellezza\, trasforma il culto della perfezione in una spirale narcisistica e autodistruttiva. Caduto sotto l’influenza di lord Henry\, quando il suo amico pittore Basil dipinge un suo ritratto\, Dorian lancia una fatale preghiera: mantenere per sempre intatta la sua giovinezza e la sua bellezza. In questo desiderio\, il dipinto diventa il deposito dell’anima e della corruzione progressiva della sua coscienza. L’esistenza di Dorian\, intrisa di piaceri materiali e di sogni in contrasto con la realtà interiore\, evolve in una catastrofe inevitabile\, in cui la verità si svela attraverso una maschera atroce. \n“Il Ritratto di Dorian Gray” va oltre una semplice narrazione di vanità: è una riflessione profonda sul conflitto tra apparenza e verità interiore\, sul prezzo del desiderio di eternità e sulla fragilità dell’anima umana. La tensione tra il piacere terreno e il sogno idealizzato conduce a una drammatica caduta\, fungendo da monito sull’importanza dell’arte e della moralità. \nUn’opera che\, con la sua messa in scena raffinata e provocatoria\, saprà emozionare e far discutere\, lasciando un segno indelebile nella memoria di chi la guarda. \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Oscar WildeDrammaturgia e Regia Annig RaimondiCast Francesco Errico\, Anna Germani\, Stefano TirantelloScene Isolde MichelazziMusiche originali You go\, you charm di Maurizio Pisati. Tannhäuser di Richard WagnerDisegno Luci Manfredi MichelazziCostumi Nir LagzielCreazioni Sembianze preziose di Marlene PisatiAssistente alla regia Filippo NatoliSi ringraziano Elena Polvani\, Fulvio Michelazzi\, Eliel Ferreira De Sousa\, Michele MagliaroProduzione PACTA . dei Teatri \nIn abbonamento Invito a teatro\n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				\n\nMartedì 25 marzo\, ore 11:30\n \nVenerdì 21 marzo\, ore 20:45\n\n\n \nSabato 22 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nDomenica 23 marzo\, ore 17:30\n\n\n\n\n\n\n \nMartedì 25 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n \nMercoledì 26 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nGiovedì 27 marzo\, ore 19:00\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nVenerdì 28 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nSabato 29 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nDomenica 30 marzo\, ore 17:30\n\n\n\n\n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \nSpettacolo in abbonamento Invito a Teatro \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:IL RITRATTO DI DORIAN GRAY ovvero La moda dell’Eccesso
DESCRIPTION:​Col gusto per l’esplorazione dei grandi romanzi e delle commedie dimenticate\, Annig Raimondi\, in veste di drammaturga e regista\, riporta in scena l’opera di Oscar Wilde. “Il Ritratto di Dorian Gray ovvero La Moda dell’Eccesso” è una rappresentazione intensa che esamina i temi dell’estetica\, della bellezza e del prezzo dell’eccesso. \nDorian Gray\, un giovane di straordinaria bellezza\, trasforma il culto della perfezione in una spirale narcisistica e autodistruttiva. Caduto sotto l’influenza di lord Henry\, quando il suo amico pittore Basil dipinge un suo ritratto\, Dorian lancia una fatale preghiera: mantenere per sempre intatta la sua giovinezza e la sua bellezza. In questo desiderio\, il dipinto diventa il deposito dell’anima e della corruzione progressiva della sua coscienza. L’esistenza di Dorian\, intrisa di piaceri materiali e di sogni in contrasto con la realtà interiore\, evolve in una catastrofe inevitabile\, in cui la verità si svela attraverso una maschera atroce. \n“Il Ritratto di Dorian Gray” va oltre una semplice narrazione di vanità: è una riflessione profonda sul conflitto tra apparenza e verità interiore\, sul prezzo del desiderio di eternità e sulla fragilità dell’anima umana. La tensione tra il piacere terreno e il sogno idealizzato conduce a una drammatica caduta\, fungendo da monito sull’importanza dell’arte e della moralità. \nUn’opera che\, con la sua messa in scena raffinata e provocatoria\, saprà emozionare e far discutere\, lasciando un segno indelebile nella memoria di chi la guarda. \nNOTE DI REGIA‘Ciascuno porta dentro di sé il cielo e l’inferno’\, sentenzia Dorian.Il ritratto di Dorian Gray\, che Oscar Wilde scrisse nel 1890\, sembra essere il precursore della società postmoderna\, basata sul culto narcisistico dell’immagine e caratterizzata dalla diffusione dell’‘estetizzazione’ degli aspetti della propria vita. Un irrefrenabile desiderio dell’eterno è il punto in comune. Qual è l’eccesso (e la conseguente rinuncia) di Dorian Gray? La vanità\, la lotta contro la morte (o contro la vita\, che è la stessa cosa)\, i rapporti con gli altri\, un esagerato senso di coscienza che gli sciupa i piaceri.In questa messa in scena\, una discesa agli inferi sempre più profonda\, mascherata dalle buone maniere\, dominano la scena tre misteriosi custodi\, le cui vite sono indissolubilmente legate a quel ritratto. Una triade allegorica che nasce dalla scissione della greca configurazione di kalòs e agathòs\, bello e buono/giusto. L’elemento del buono è rappresentato da Basil\, il pittore esteta; Dorian/Narciso\, giovane orfano\, è il bello sino a trans-gredire nel territorio opposto\, sempre all’insegna dell’eccesso: l’orrido\, il malsano. Terzo componente è Lord Henry Wotton\, il voyeur\, l’occhio che guarda impartecipe\, l’influencer. Figure che espongono l’impossibile polarizzazione di quelle categorie la cui netta separazione è funzionale al mantenimento dell’ordine sociale: maschio/femmina\, bene/male\, ragione/istinto\, emotivo/cognitivo. In una società in cui questo ordine binario permette il controllo e il condizionamento delle coscienze\, di contro Wilde richiama alla molteplicità delle direzioni in cui una personalità si può sviluppare\, anticipando le discussioni contemporanee su genere\, sessualità e identità personale. Scrisse Wilde: ‘Lord Henry è come la gente pensa che io sia\, Basil è come sono\, Dorian Gray è come vorrei essere. È come vorrei essere in altri tempi\, forse”\, lì dove Wilde rivendicava per la sua vita e la sua opera libertà di espressione e di esistenza.Annig Raimondi \n  \n​ \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Oscar WildeDrammaturgia e Regia Annig RaimondiCast Francesco Errico\, Anna Germani\, Stefano TirantelloScene Isolde MichelazziMusiche originali You go\, you charm di Maurizio Pisati. Tannhäuser di Richard WagnerDisegno Luci Manfredi MichelazziCostumi Nir LagzielCreazioni Sembianze preziose di Marlene PisatiAssistente alla regia Filippo NatolaSi ringraziano Elena Polvani\, Fulvio Michelazzi\, Eliel Ferreira De Sousa\, Michele MagliaroProduzione PACTA . dei Teatri \nIn abbonamento Invito a teatro\n			\n				\n				\n				\n				\n				INCONTRI:\n				\nVenerdì 21 marzo\, prima dello spettacoloAPERITIVO E INCONTRO CON LA REGISTAPer festeggiare il debutto della nuova produzione PACTA . dei Teatri\, la regista Annig Raimondi incontrerà gli spettatori e brinderà con loro. Al termine dell’aperitivo inizierà lo spettacolo.\n\n  \n\nDomenica 23 marzo\, ore 16.30In collaborazione con La Lettura Intorno – Bookcity MilanoSCRITTI DAL CARCERE di Oscar WildeA cura di Annig Raimondi\, con Francesco Errico\, Anna Germani \, Annig Raimondi\, Stefano TirantelloUn omaggio a Il ritratto di Dorian Gray\, scritto nel 1890 da Oscar Wilde\, il più celebre manifesto dell’estetismo e della poetica dell’art for art’s make\, secondo cui l’espressione artistica è libera e indipendente dai principi della morale. Lettura delle lettere che Wilde scrisse in sua difesa quando venne incriminato e processato per la sua opera\, stralci dall’ opera stessa e dall’ultimo suo scritto durante il periodo di detenzione: LA BALLATA DEL CARCERE DI READING.INGRESSO LIBERO\, prenotazione obbligatoria: biglietteria@pacta.org\n  \nChi partecipa al reading avrà una riduzione allo spettacolo DORIAN GRAY OVVERO LA MODA DELL’ECCESSO che seguirà all’incontro (biglietti a 8€\, fino a esaurimento posti disponibili). \n\n\n  \n\nDomenica 30 marzo\, ore 18:45 (dopo la replica dello spettacolo)IL TEMPO DELLA PAROLA GIUSTAIncontro con Gabrio Forti\, Docente di Diritto penale e Criminologia\, Direttore dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia penale Università Cattolica di Milano\, e Arianna Visconti\, curatrice del libro “Il tempo della parola giusta”.Per affermare la giustizia e opporsi alle ingiustizie occorre saper trovare parole “giuste” perché dette nel momento giusto e\, soprattutto\, generate da un pensiero che ha richiesto il suo giusto tempo. È il tema che attraversa tutto il libro Il tempo della parola giusta di Gabrio Forti\, a cura di Matteo Caputo e Arianna Visconti\, dove la letteratura getta luce sui nodi della giustizia penale secondo percorsi che trovano la loro chiave essenziale nell’immagine di copertina\, un famoso dipinto di Norman Rockwell\, che ogni lettore è invitato a interpretare.\n\n​ \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				\n\nVenerdì 21 marzo\, ore 20:45\n\n\n \nSabato 22 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nDomenica 23 marzo\, ore 17:30\n\n\n\n\n\n\n \nMartedì 25 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n \nMercoledì 26 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nGiovedì 27 marzo\, ore 19:00\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nVenerdì 28 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nSabato 29 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nDomenica 30 marzo\, ore 17:30\n\n\n\n\n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \nSpettacolo in abbonamento Invito a Teatro \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:NON COMMETTERE ATTI IMPURI o la BOUTIQUE HUMAINE
DESCRIPTION:Vietato ai minori di 14 anni\nDa Totò a Marilyn Manson\, da Pinocchio a Ulisse\, da Francis Bacon al reality\, uno spettacolo di corpi in musica dove i personaggi\, le caricature\, le immagini evocative\, risolti nell’atto fisico e in una scenografia povera diventano “creature” che scivolano continuamente in musica di scena e accenti che si negano a una prosa asettica\, mentre l’attenzione agli spazi\, ai ritmi\, ai gesti si fondano su principi di danza più che di teatro in senso stretto. È anche un viaggio accelerato e “sovreccitato” nella storia dell’uomo vista dallo spioncino della tentazione. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di e con Roberto De Sarno \ncon la partecipazione di Raffaela Migliori \nsound & light design Piermarco Lunghi \nassistente di scena Myriam Sokoloff produzione Pop.Opera \nin residenza presso Nunc\, Castiglion Fiorentino (AR) \ncon il sostegno del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/ Kilowatt)\, Comune di Castiglion Fiorentino \nun ringraziamento particolare a Jacopo Bucciantini e L’Ulcera del signor Wilson / Sosta Palmizi \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				\n\nVenerdì 14 marzo\, ore 20:45\n\n\n \nSabato 15 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nDomenica 16 marzo\, ore 17:30\n\n\n\n\n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \nSpettacolo in abbonamento Invito a Teatro \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:DALSER LA MUSSOLINA
DESCRIPTION:E’ la notte tra il 15 e il 16 luglio 1935. Ida Dalser\, appena fuggita dal manicomio di Pergine\, da sola\, di notte\, percorre la strada che da Pergine Valsugana arriva alla casa di sua sorella\, a Sopramonte\, piccola frazione sopra la città di Trento. Come in una fiaba nera\, sta attraversando un bosco ed è convinta che a casa della sorella troverà il suo amore\, Benito Mussolini\, che la salverà. In un flusso di coscienza che procede senza pause ripercorre la sua vita e immagina una realtà parallela\, molto lontana da quella che la porterà alla morte da lì a un paio d’anni. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				drammaturgia Angela Demattéregia Michela Embrìacocon Michela Embrìacoscenografie e costume Giusi Campisiprogetto sartoriale Lea Lausch GelZunpartitura luci Mariano de Tassismusiche originali Adele Pardi e Stefano Artinisound design Stefano Artinivisual art e fotografia Pierluigi Cattani Faggiontecnica Luca Bruncoproduzione MULTIVERSOTeatro e PACTA . dei Teatri in collaborazione con il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trentoin partnership con la Fondazione Museo Storico del Trentino \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				\n\nVenerdì 7 marzo\, ore 20:45\n\n\n \nSabato 8 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nDomenica 9 marzo\, ore 17:30\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nMartedì 11 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n\n\n\n\n \nMercoledì 12 marzo\, ore 20:45\n\n\n\n\n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \nSpettacolo in abbonamento Invito a Teatro \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:IL GIOCO DELLE PARTI
DESCRIPTION:LEONE (…) Guarda\, è come se t’arrivasse all’improvviso\, non sai da dove\, un uovo fresco…  \nGUIDO Un uovo fresco?  \nLEONE Un uovo fresco.  \n(…)  \n Se non sei pronto a ghermirlo\, te ne lascerai cogliere o lo lascerai cadere.  \nNell’un caso e nell’altro\, ti si squacquererà davanti o addosso.  \nSe sei pronto\, lo prendi\, lo fori\, e te lo bevi.  \nChe ti resta in mano?  \nGUIDO Il guscio vuoto.  \n\nPirandello scrive Il giuoco delle parti nel 1918: la trama ruota attorno a un triangolo amoroso che coinvolge Leone Gala\, sua moglie Silia e l’amante di lei\, Guido Venanzi. Leone\, filosofo distaccato e razionale con la passione della cucina\, accetta con ostentata indifferenza l’infedeltà della moglie\, in una sorta di «gioco delle parti» in cui ciascuno recita un ruolo di fronte a sé stesso e alla società. Silia\, insoddisfatta della distaccata indifferenza di Leone e\, allo stesso tempo\, desiderosa di sempre maggiore libertà\, trama per disfarsi del marito coinvolgendo il suo amante Guido in un piano per uccidere Leone. Leone\, tuttavia\, intuisce le intenzioni della coppia e\, con una sottile manipolazione\, riesce a invertire le sorti del gioco. \n“In questa agra commedia\, – spiega il regista e drammaturgo Paolo Bignamini – la vita appare beffarda: non si lascia imbrigliare in nessuna forma e\, anche se riusciamo ad afferrarla\, si rivela un guscio inerte\, come quello di un uovo svuotato del suo contenuto\, che possiamo solo schiacciare e gettare via. Non ci sono veri vincitori nel gioco delle parti\, solo l’amarezza di una condizione condivisa: la rassegnata serenità di Leone Gala cela una vitalità feroce\, e l’enigmatica colazione al termine del dramma suggella – non senza una crudele\, insistita\, ironia – il comune esito esistenziale\, un destino dal quale non c’è via di scampo”. \nIn questa inedita rivisitazione drammaturgica a tre personaggi\, che tiene conto anche della novella “Quando si è capito il giuoco” da cui la pièce prende le mosse\, emerge con chiarezza la visione Pirandelliana della realtà: da un lato\, una ferocia dell’umano\, un istinto che cova come cenere sotto una cortina che lo imbriglia nelle convenzioni sociali. Dall’altro\, un distacco\, una disillusione come difesa da sé e dalla realtà\, che divengono paradigma impietoso e premonitore di tanto teatro contemporaneo. Anche per questo motivo\, “Il gioco delle parti” è stato individuato\, alla luce della sua emblematicità\, come testo italiano particolarmente significativo da rappresentare all’interno del festival biennale europeo “Clashing Classics. Multilingualism on Stage”\, organizzato dalla rete Tranet – Trans-national european theatre\, di cui PACTA è partner. Una replica speciale dello spettacolo andrà in scena lunedì 3 marzo 2025\, alle ore 19.30\, sempre al PACTASalone\, in collegamento streaming con Avignone e Berlino.Lungo la stagione 2024/2025\, infatti\, nei Paesi coinvolti nel festival – Italia\, Francia e Germania – tre testi di autori considerati dei “classici” moderni e contemporanei (Pirandello\, Marivaux\, Fassbinder)\, vengono portati in scena nei teatri europei del progetto e trasmessi in diretta video nelle sale teatrali collegate.Con “Il gioco delle parti”\, PACTA sceglie di coniugare così la pluriennale riflessione portata avanti dalla compagnia milanese sul teatro di Pirandello con l’apertura internazionale e l’attenzione alle nuove tecnologie. In questo modo\, classico e contemporaneo dialogano alla ricerca di nuovi pubblici e di un nuovo paradigma di lettura. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				da Luigi Pirandello \ndrammaturgia e regia Paolo Bignamini \ncon Riccardo Magherini\, Annig Raimondi\, Alessandro Pazzi \ncostumi Nir Lagziel \ndisegno luci Fulvio Michelazzi (AILD) \nCostruzione scene Eliel Ferreira de Sousa \nassistente alla regia Anna Germani \nproduzione PACTA . dei Teatri in collaborazione con il progetto vincitore del bando UE CREA-CULT-2023-COOP TraNET – (Trans)National European Theatre: audiovisual tools and simultaneous interpreting for the internationalisation of theatre production and consumption I Festival Biennale Europeo CLASHING CLASSICS. Multilingualism on Stage \nIn Invito a teatro \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:30 \nvenerdì 20:45 \nsabato 19:30 \ndomenica 17:30 \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 22€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \nSpettacolo inserito in Invito A teatro \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:LA MONACA DI MONZA alias SUOR VIRGINIA MARIA alias MARIANNA DE LEYVA
DESCRIPTION:L’interno di un convento è la scena della storia.Una grata immensa\, un divisorio\, un ostacolo per una storia d’amore.Qui è la Monaca di Monza\, personaggio complesso e misterioso\, che riassume e rievoca molte caratteristiche dei diversi personaggi delle monache di clausura fra il ‘600 e l’800\, dalla cronaca scandalosa\, al processo\, alla letteratura e viceversa. \nLo spettacolo è costruito ispirandosi non solo a Manzoni ma anche a Diderot\, Stendhal e agli atti del processo intentato contro la suora\, il cui nome alla nascita era Marianna De Leyva\, donna realmente esistita\, alias Suor Virginia Maria. Sulla vita della figura storica di questa monaca esistono molti documenti. Dopo essere stata liberata dalla carcerazione in quella cella minuscola in cui fu murata viva per 13 anni\, visse fino a 75 anni\, età eccezionale per l’epoca. \nAttingendo agli atti del processo che la riguardò\, la messa in scena vuole evidenziare come la sua storia non si concluse con la sua scomparsa e pone nuovamente la monaca a confronto coi suoi inquisitori. Certo\, non si riuscirà mai a conoscere la verità. Proviamo però a sollevare una domanda….  \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				da Manzoni\, Diderot\, Stendhal e gli atti del processodrammaturgia e regia Annig Raimondicon Alessandro Pazzi\, Annig Raimondi ed Eliel Ferreira de Sousascene Isolde Michelazzimusiche originali Maurizio Pisaticostumi Nir Lagzieldisegno luci Manfredi Michelazziassistenti alla regia Marianna Cossu\, Stefano Tirantello\, Bianca Tortatoproduzione PACTA . dei Teatri \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 11 aprile ore 20:45 \nvenerdì 12 aprile ore 20:45 \nsabato 13 aprile ore 20:45 \ndomenica 14 aprile ore 17:30 \nmartedì 16 aprile ore 20:45 \nmercoledì 17 aprile ore 20:45 \ngiovedì 18 aprile ore 19:00 \nvenerdì 19 aprile ore 20:45 \nsabato 20 aprile ore 20:45 \ndomenica 21 aprile ore 17:30 \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \nSpettacolo in abbonamento Invito a Teatro \n			\n				\n				\n				\n				\n				INCONTRI DOPO LO SPETTACOLO\n				Domenica 14 aprile\, Gabrio Forti\, professore di Diritto Penale e Criminologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore \nMercoledì 17 aprile\, Giulia Maino e Giulia Trivero\, co-fondatrici dell’associazione Amleta \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:LE VOCI DEI BAMBINI
DESCRIPTION:“Dicono che esiste un Dio dei bambini/Sono sicura che esiste/Il Dio dei bambini/Che non cancella le loro parole/Che non dice che sono bugie.” \nMargherita Rimi\, poetessa\, medico e neuropsichiatra infantile\, svolge da anni in Sicilia\, un’intensa attività di prima linea per la cura e la tutela dell’infanzia\, contro le violenze e gli abusi sui minori e a favore dei bambini portatori di handicap. Da questo lungo vissuto sul campo e dalle numerose testimonianze lette\, nasce la raccolta Le voci dei bambini – Poesie 2007-2017\, edito da Mursia nel 2019. In questo suo piccolo poema\, una miriade di giovani voci dolenti eppure lievi e coraggiose\, si intrecciano fra loro e con quelle dei grandi – talvolta orchi\, talvolta maghi – con cui si trovano a dover fare i conti ogni giorno. L’autrice con i suoi versi ci pone di fronte al grande tema dell’infanzia: l’infanzia brutalmente violata ed offesa\, ma anche quella di ognuno di noi con le sue paure ed i suoi mostri\, il candore\, certe voci e certi odori\, l’eterna rincorsa ad essere amati. E dunque\, di fronte all’altra grande questione\, quella della verità: la verità di chi siamo\, delle nostre radici più nascoste\, e la verità di ciò che facciamo\, dell’eventuale nostro coraggio. La sua poesia piena di silenzio\, intoccabile\, ci chiama ad un ascolto sensibile dei bambini e dei bambini che siamo stati. \n  \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				regia di e con Lorena Nocera \ncon Silvia Colli violino\, Maurizio Piantelli tiorba e chitarra e con Agata Saletti violino\, Olivia Colonna Zyumbrovskiy tastiera \nluci Fulvio Michelazzi (AILD) \nproduzione Presidio Poetico aps e Musicarte Lodi \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				sabato 6 aprile\, ore 20:45 \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \n			\n				\n				\n				\n				\n				INCONTRI DOPO LO SPETTACOLO\n				Dopo lo spettacolo intervista con la poetessa Margherita Rimi a cura del direttore di Kamen’ – rivista internazionale di Poesia e filosofia – Amedeo Anelli \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:COME UN GRANELLO DI SABBIA
DESCRIPTION:A diciotto anni Giuseppe Gulotta\, giovane muratore con una vita come tante\, viene arrestato e costretto a confessare l’omicidio di due carabinieri ad “Alkamar”\, una piccola caserma in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti\, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio\, uno qualsiasi. Gulotta ha vissuto ventidue anni in carcere da innocente e trentasei anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito\, ha lottato a testa alta\, restando lì come un granello di sabbia all’interno di un enorme ingranaggio. Fino al processo di revisione (il decimo di una lunga serie)\, ostinatamente cercato e ottenuto\, che lo ha definitivamente riabilitato.\n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST\n				Testo e regia Salvatore Arena e Massimo Barilla\nCon Salvatore Arena\nScene Aldo Zucco\nMusiche originali Luigi Polimeni\nDisegno luci Stefano Barbagallo\nEquipe tecnica di scenografia Antonino Alessi\, Grazia Bono\, Caterina Morano\nAssistente alla regia Ylenia Zindato\nConsulenza storica Giuseppe Gulotta e Nicola Biondo\, autori del libro “Alkamar. La mia vita in carcere da innocente” (Chiarelettere)\nProduzione Mana Chuma Teatro\nIn collaborazione con La.P.E.C. e Giusto Processo Latitudini\nCon il sostegno di Comune di Bova e Fondazione Giuseppe Gullotta\nPremio selezione Inbox 2016 – Premio della critica ANCT 2019 – Premio del pubblico e Premio miglior attore International Monodrama Festival Bitola 2023\n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI\n				Martedì 26 marzo\, ore 20:45\nMercoledì 27 marzo\, 20:45\nGiovedì 28 marzo\, ore 19:00\n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:MICROMEGA
DESCRIPTION:Micromega è un abitante della costellazione di Sirio dalle spropositate dimensioni (è alto otto leghe\, cioè circa 36 km) e dall’intelletto acuto. Essendosi dedicato alla filosofia\, intraprende un viaggio che lo porterà ad entrare in contatto con un abitante di Saturno (“il nano” alto solo 2 km) che ha i suoi stessi interessi. Sebbene vi sia diversità (fisicamente parlando) i due decidono di scambiarsi informazioni circa le popolazioni incontrate durante le loro peregrinazioni. Partendo alla volta della Terra sono intenzionati ad ampliare le proprie conoscenze. Agli occhi dei due extraterrestri\, gli umani appaiono microscopici e\, di conseguenza\, i loro conflitti interni sembrano ancor più immotivati ai due giganti.\nQuesto racconto filosofico di Voltaire (1752) presenta molte similarità con i Viaggi di Gulliver (1726)\, romanzo fantastico e satirico di J. Swift\, il quale fa il resoconto dei suoi viaggi presso strani popoli.\n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Maddalena Mazzocut-Mis\nregia Annig Raimondi\ncon Alessandro Pazzi\, Stefano Tirantello\nscenografi a Isolde Michelazzi\nmusiche Maurizio Pisati\ncostumi Nir Lagziel\ndisegno luci Fulvio Michelazzi (AILD)\nconsulenza al trucco Elena Polvani\ncostruzioni Eliel Ferreira de Sousa\nassistenza alla regia Stefano Tirantello\ncoproduzione PACTA . dei Teatri / PontosTeatro\n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				venerdì 15 marzo ore 20:45 \nsabato 16 marzo ore 20:45 \ndomenica 17 marzo ore 17:30 \nmartedì 19 marzo ore 20:45 \nmercoledì 20 marzo ore 20:45 \ngiovedì 21 marzo ore 19:00 \nvenerdì 22 marzo ore 20:45 \nsabato 23 marzo ore 20:45 \ndomenica 24 marzo ore 17:30 \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \nSpettacolo in abbonamento Invito a Teatro \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:NOI SAREMO FELICI MA CHISSÀ QUANDO
DESCRIPTION:Belgrado\, 1999. Tra il 24 marzo e l’11 giugno\, in seguito al fallimento dei negoziati di Rambouillet per la pace in Kosovo\, le forze armate della Nato sferrano un attacco aereo in Serbia e Montenegro\, bombardando bersagli considerati strategici\, alcuni dei quali nel cuore della città di Belgrado.\nL’obiettivo dichiarato dalla Nato è porre fine alla “deliberata politica di oppressione\, pulizia etnica e violenza perseguita dal regime di Belgrado sotto la direzione del presidente Milošević” in Kosovo.\nL’intervento internazionale\, al caro prezzo di numerose vittime tra i civili\, obbligherà Milošević ad accettare un piano di pace.\nDurante quei giorni drammatici\, sul quotidiano italiano la Repubblica viene pubblicato un vero e proprio “Diario di guerra” firmato da Biljana Srbljanović\, giovane e affermata drammaturga serba\, che non vuole lasciare la città durante l’assedio. Ed è su questa testimonianza che si basa Noi saremo felici ma chissà quando\, una dura riflessione su quella guerra\, su ogni guerra\, diretta da Paolo Bignamini e intensamente interpretata da Ksenija Martinovic che ha vissuto sulla propria pelle quei drammatici fatti.\nNata e cresciuta a Belgrado\, nel 1999 Ksenija ha dieci anni. È ancora una bambina\, ma già abbastanza grande per ricordare le terribili giornate in cui vive in prima persona i bombardamenti sulla città. Attraverserà poi a piedi la dogana e raggiungerà suo padre che da anni lavora in Italia\, dove resterà per alcuni mesi.\nDall’osservatorio tutt’altro che sereno dell’oggi\, Diario da Belgrado risuona per Ksenija come un’eco della sua storia personale.\nA più di vent’anni da allora\, nella nuova instabilità del nostro presente\, reincontrare quelle pagine ci mette di fronte a una specie di cortocircuito del tempo: la distanza dovrebbe darci una qualche obiettività\, una sorta di lucidità di pensiero che però perdiamo subito\, nella palude dei torti\, delle colpe\, dei crimini\, delle recriminazioni.\nLeggere l’esperienza della quotidianità modificata\, piegata\, forzata della guerra vissuta da Biljana Srbljanović è un doloroso specchio dal quale emerge la dimensione profondamente tragica di ogni guerra\, quella che porta solo lutto e sconfitta\, come ben sappiamo fin dai tempi di Euripide.\n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				da “Diario da Belgrado”di Biljana Srbljanovićcon Ksenija Martinovicregia di Paolo Bignaminiscene e costumi Maria Paola Di Francescodisegno luci Simone Morettiassistente alla regia Giulia Asseltaproduzione Centro Teatrale Bresciano – deSidera Teatro de Gli Incamminatimedia partner La RepubblicaSi ringraziano: PACTA . dei Teatri e Mario Cei \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				​Biljana Srbljanovic\, in uno degli ultimi e più toccanti passaggi della sua corrispondenza per il quotidiano italiano la Repubblica\, scriveva: “(…) mi meraviglio di me stessa e della mia incapacità di gioire della notizia: «finalmente la guerra è finita». Una volta pensavo che avrei festeggiato\, che avrei amato la prima personanella quale mi fossi imbattuta… Adesso non provo più nulla”.C’era\, davanti a lei\, una desolazione che richiedeva molto coraggio: nell’osservare il futuro che la aspettava in quel momento\, la felicità era più di una chimera. Era un’insensatezza. \nKsenija Martinovic\, serba come Biljana Srbljanovic\, attraversa sulla scena del nostro spettacolo un giardino fiorito: è il giardino immaginario della sua infanzia\, nella quale irrompe\, all’età di dieci anni\, l’incubo dei bombardamenti.Quel giardino\, a poco a poco\, viene devastato\, e allo stesso modo anche la normalità della vita si guasta: ciò che è abituale diventa eccezionale – accendere la luce in una stanza\, riempire la vasca da bagno\, fare la spese al mercato. \nLa vita diventa una lotta per sopravvivere\, la paura rende insensibili\, impietriti\, disumani.Intersecando testimonianza diretta e memoria\, ciò che è stato tragicamente oggettivo e quello che invece è ricordo\, soggettiva\, evocazione\, emerge – sfaccettato – un pezzo di storia recente che ci riguarda. Al di là dell’Adriatico\, poco più di vent’anni fa\, è accaduto qualcosa di inaccettabile e consueto: la guerra. Sappiamo bene che è una contraddizione\, eppure continua ad accadere. E nella contraddizione di quel 1999 c’èun paradigma ancora più leggibile: era anche la nostra guerra. \nRaccontare quei tre mesi di bombardamenti è un doloroso percorso che si conclude – per usare le parole di Biljana Srbljanovic – in un greve silenzio\, per piangere sulla via insanguinata della pace.La felicità? Forse un giorno\, sì\, noi saremo di nuovo felici… Ma chissà quando… \nPaolo Bignamini \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 5 marzo ore 20:45 \nmercoledì 6 marzo ore 20:45 \ngiovedì 7 marzo ore 19:00 \nvenerdì 8 marzo ore 20:45 \nsabato 9 marzo ore 20:45 \ndomenica 10 marzo ore 17:30 \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:Il cinema incontra i diritti
DESCRIPTION:All’interno della Rassegna DonneTeatroDiritti XV edizione dall’1 marzo al 21 aprile il foyer del teatro ospiterà Cinema al Cubo – Diritti e Mobilità in collaborazione con l’Università di Padova – Dipartimento di Scienze Storiche\, Geografiche e dell’Antichità.\nSaranno proiettate le produzioni audiovisive esito di un laboratorio partecipativo svolto all’interno del Mobilab – Digital Laboratory for Mobility Research e ricompreso nell’ambito delle attività di ricerca e terza missione del Centro di Studi Avanzati Mobility & Humanities sotto la supervisione della professoressa Chiara Rabbiosi.\n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				Ogni sera di spettacolo per tutta la durata della rassegna DonneTeatroDiritti\n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Accesso libero previo acquisto del biglietto di uno spettacolo della rassegna DonneTeatroDiritti
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CATEGORIES:CINEMA AL CUBO,DONNE TEATRO DIRITTI,IN SCENA 24/25
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SUMMARY:CONFITEOR
DESCRIPTION:L’azione di Confiteor è affidata a due voci: un giovane che per eccesso di amore\, e quindi di disperazione si fa fratricida\, ed una madre che nell’abisso del proprio dolore non desiste dal gettare la sua annichilita speranza sull’orgoglioso calvario del figlio. Due voci incatenate la cui violenta risonanza riempie da sola l’intero spazio scenico. Un’opera capolavoro\, che il teatro italiano ha sempre trascurato proprio per la sua pericolosa capacità di risvegliare le coscienze degli spettatori e dei teatranti.\nIl nocciolo attualissimo dello spettacolo è il dilemma\, il mistero\, il buio che d’improvviso travolge una famiglia con la nascita di un ‘diverso’\, di un disabile. La vita di una famiglia (madre\, padre e due figli) qui in quest’opera è l’apoteosi della ricerca spasmodica dell’amare senza riuscire a capire come fare. Uno spettacolo per chi ama il teatro\, per chi crede nel teatro come possibilità di cambiamento\, uno spettacolo che capiterà raramente di vedere sulle scene italiane.\nUn’opera di Giovanni Testori.\n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Giovanni Testoriregia Alfredo Traversacon Giuseppe Calamunci Manitta e Tiziana Risoloproduzione Enecedetecon il contributo di Giorgio Lotti e Fondazione Testori Milano \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				venerdì 1 marzo\, ore 20:45 \nsabato 2 marzo\, ore 20:45 \ndomenica 3 marzo\, 17:30 \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero!\n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:FUNAMBOLI - primo step
DESCRIPTION:L’essere umano subisce una metamorfosi costante; processi naturali della vita come il passaggio dall’infanzia all’età adulta o l’invecchiamento sono sostanzialmente modificazioni del corpo\, ma ci sono cambiamenti che trascendono l’aspetto biologico\, influenzando la mente e provocando la reazione dei corpi: di questi mutamenti irregolari\, lenti o repentini è responsabile il contesto ambientale che circonda l’essere umano.Se guardiamo la vita di un corpo come un video accelerato quello che vediamo è una metamorfosi. Tre corpi in situazioni diverse subiscono tre metamorfosi diverse\, tre corpi diversi (donna\, uomo\, bambino) nella stessa situazione mutano in maniera differente.Di fronte a fenomeni sociali come la guerra\, la povertà\, la violenza di genere e l’emigrazione come reagisce il corpo? I muscoli\, il tono di voce\, lo sguardo o il modo di muoversi cambiano? Cosa succede al nostro modo di pensare\, ai nostri atteggiamenti e comportamenti? Come e quanto mutiamo interiormente?Una bicicletta sonora\, il corpo di una performer e una cineproiezione compongono un’opera funambolica sul baratro della modernità… \nAram Ghasemy è un’artista multidisciplinare Iraniana. E’ laureata presso la Facoltà di Teatro dell’Università di Arte e di Architettura di Teheran\, e presso la Facoltà di Arte performative e interattive dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Si è diplomata come attrice presso l’Accademia di Recitazione Amin Tarokh/Film Acting Studio. Dal 2000 è autrice e regista teatrale e fonda la compagnia Tarmeh (La Veranda Luminosa)\, nella quale insegna teatro anche ad attori diversamente abili. Dal 2007 vive e lavora in Italia nell’ ambito delle arti performative\, danza e arte multimediale. \nMohammad Miraliakbari è uno scrittore\, regista\, produttore\, sceneggiatore e film maker Iraniano\, che vive e lavora a Teheran. \nBeppe Sordi lavora alla costruzione del materiale sonoro:a tratti denso\, organico e pulsante a tratti pulviscolare\, rarefatto. Utilizza la sintesi analogica e un congegno elettroacustico\, con un approccio prevalentemente improvvisativo e di attenzione al gesto. \nLivio Colombo è interessato all’aspetto tattile e sensoriale della pellicola\, con tutto ciò che ne consegue in termini di elaborazione in camera oscura. I suoi film in Super8 sono stati presentati alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro 2015. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				regia/performer Aram Ghasemydrammaturgia Mohammad Miraliakbarisuoni Beppe Sordicineproiezioni Livio Colomboproduzione Associazione Culturale Tarmeh \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 10€ – ridotto (under 25/over 60 e convenzionati 8€) \n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:SIAMO TUTTI UN PASSAGGIO NEL MONDO
DESCRIPTION:Viaggio nei versi di speranza di Emanuela Botti in arte BoEm\nSpettacolo Incontro con la poeta BoEm e Leonardo CardoDonneTeatroDiritti in collaborazione con Festival delle Abilità \nUn viaggio che mira a testimoniare la gioia del vivere in totalità\, in contrapposizione con la violenza che soffoca ogni pensiero. Un dialogo tra la Poesia e gli arrangiamenti originali alla fisarmonica di Matteo Curatella\, di grande forza espressiva\, che quasi impone\, con abilità persuasiva\, una riflessione sul nostro vivere il presente. Perché la Poesia non è omogeneità ma un linguaggio trasversale\, un suono\, un ricordo\, un profumo\, un dolore\, un’immagine\, qualcosa di inafferrabile ma talmente concreta e necessaria da riportarci all’essenza profonda del mondo. \nIl filo conduttore sono i versi di BoEm\, “donna esclamativa”\, capace di comunicare in modo chiaro e universale\, di commuoversi e di commuovere il pubblico di lettori\, appassionati e curiosi. Autrice di libri\, libretti d’arte\, aforismi e numerosi inediti. Affascinata dal quotidiano\, scrive di femminile\, violenza\, eros\, lavoro\, impegno civile\, sentimenti\, gender\, guerre\, affidando alla chiusa sempre un’impronta di speranza. \nIl percorso narrativo si sviluppa attraverso la scelta accurata di poesie tratte da “Le Fate ingorde”\, (La Vita Felice\, 2018)\, menzione d’onore al Premio Lorenzo Montano 2019 e seconda classificata alla V edizione del Premio Internazionale Salvatore Quasimodo\, e da “FemmeoB”\, (Scrivere Poesia Edizioni\, 2022)\, che sostiene Bossy Italy Onlus con un terzo del ricavato della vendita\, portando avanti un progetto che tende a valori di solidarietà\, supporto\, antidiscriminazione. La selezione pensata affronta un viaggio interiore\, tra cadute e rinascite\, doni da offrire e da ricevere\, visioni e ferite\, cura e bellezza\, fragilità e consapevolezza\, esplorazione e diversità\, per concedersi e concedere riflessioni\, momenti alti di cultura\, di amore. \nTraduzione in Lingua dei Segni Italiana a cura di Mita Graziano \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 10€ – ridotto (under 25/over 60 e convenzionati 8€) \n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:SHOCKING ELSA
DESCRIPTION:Un’artista straordinaria della moda italiana\, Elsa Schiaparelli. Un modello di donna indipendente\, intraprendente\, capace di sfidare il sistema in nome della sua creatività e delle sue intuizioni rivoluzionarie. La rivalità con Coco Chanel\, la difficoltà di affermarsi in terra straniera\, gli anni di resistenza durante la guerra: tutti questi episodi fanno della vita di Elsa un filtro per guardare il presente e trovare un punto di vista che suggerisce sempre una via d’uscita\, un’occasione di rinascita. \nIn scena Schiap\, come amava farsi chiamare\, col suo fare ironico e sferzante\, apostrofa divertita l’invisibile presentatore di un improbabile quiz. Un set televisivo allestito per lei sola\, unica concorrente in gara alle porte dell’aldilà\, un passo prima dell’oblio dell’incoscienza. Per rispondere al quiz è costretta a indagare sé stessa e a non trascurare nessuna punta aguzza\, anche quelle che graffiano e fanno male. È stata tante cose in vita: stilista\, amante\, inventrice\, madre\, ribelle\, immigrata. Ma in quest’ultimo confronto\, cosa scoprirà? Tra Parigi\, Roma\, Svizzera e Stati Uniti un viaggio rosa shocking\, come il colore inventato da Schiap. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				ideazione di Maria Eugenia D’Aquino\, Alberto Oliva\, Ilaria Arosio\ndrammaturgia Livia Castiglioni\nregia Alberto Oliva\ncon Maria Eugenia D’Aquino\nvoce off Riccardo Magherini\ndisegno luci Fulvio Michelazzi\nvisual designer Filippo Rossi\, Selene Sanua\, Christian Bona – Galattico Studio\nmusiche originali “Ho creato vestiti con le stelle” Maurizio Pisati\ncostumi e accessori ideati da Angelica Megna\, Adriana Cappellari e Gaia dell’Elba\, IAAD Istituto di Arte Applicata e Design\, corso di Storia del Costume e della Moda di Francesca Interlenghi\nrealizzati da Cristina Ongania e Mirella Salvischiani\nparrucca e acconciatura Paride Parrucche Milano\ncostruzioni Eliel Ferreira\nassistente alla regia Fabrizio Kofler\nproduzione PACTA . dei Teatro \nDurata 70’\n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:LA MONACA DI MONZA alias SUOR VIRGINIA MARIA alias MARIANNA DE LEYVA
DESCRIPTION:L’interno di un convento è la scena della storia.Una grata immensa\, un divisorio\, un ostacolo per una storia d’amore.Qui è la Monaca di Monza\, personaggio complesso e misterioso\, che riassume e rievoca molte caratteristiche dei diversi personaggi delle monache di clausura fra il ‘600 e l’800\, dalla cronaca scandalosa alla letteratura e viceversa\, da Enrichetta Caracciolo a la Religieuse di Diderot\, alle monache napoletane portate in luce da Stendhal. \nMarianna De Leyva\, nata a Milano nel 1575 da famiglia nobile\, divenuta poi Suor Virginia Maria e coinvolta in uno scandalo che sconvolse la città di Monza\, è stata resa immortale dal Manzoni che\, unendo verità storica e finzione letteraria\, nei Promessi Sposi la chiamò Gertrude\, la Monaca di Monza o la Signora\, inquietante ‘tessitrice di trame’. Sulla vita della figura storica di Suor Virginia Maria esistono molti documenti. Attingendo agli atti del processo che la riguardò\, la messa in scena vuole evidenziare come la sua storia non si concluse con la sua scomparsa. Era ancora viva e il cardinale Federico Borromeo\, che l’aveva inizialmente punita murandola a vita in una minuscola cella\, già abbozzava su di lei i titoli di una sua biografia\, come esempio di verace penitente. Certo\, non si riuscirà mai a conoscere la verità. Proviamo però a sollevare una domanda\, a riportarla in vita attraverso la relazione dei fatti\, e l’indagine che ci permettono Storia e Letteratura. \nPassioni e delitti. Stregoneria e travestimenti. Relazioni processuali\, narrazione dei “successi” di famiglie illustri o delle “disgrazie” dei poveri diavoli. Alla turbolenza del conflitto interiore e alla dinamicità delle vicende\, si contrappone\, quasi come un secondo processo\, la staticità inquisitoria ma anche trasgressiva di uno sguardo maschile che interviene e che penetra nella più esclusiva società di donne\, in questo ‘luogo di donne’\, o loro prigione.La scena diviene così la cornice di un sublime femminile con tragiche eroine\, ma anche cornice delle atrocità commesse dalla giustizia e dai suoi giudici a carico di persone accusate\, torturate\, riconosciute colpevoli senza prove definitive.La Monaca\, che dopo la carcerazione riuscì a vivere ancora a lungo\, diventa emblema di un’opposizione ai compromessi e alla violenza della società\, uno spirito moderno in cerca d’identità e libertà\, portavoce di una contestazione verso i poteri civili e politici. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				da Manzoni\, Diderot\, Stendhal e gli atti del processodrammaturgia Annig Raimondicon Alessandro Pazzi\, Annig Raimondi ed Eliel Ferreira de Sousascene Isolde Michelazzimusiche originali Maurizio Pisaticostumi Nir Lagzieldisegno luci Manfredi Michelazziassistenti alla regia Marianna Cossu\, Stefano Tirantello\, Bianca Tortatoproduzione PACTA . dei Teatri \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				\n				\n				\n				\n				INCONTRI SULLO SPETTACOLO:\n				Martedì 9 maggio\, dalle 19.30 alle 20.00\, APPROFONDIMENTO SU “LA MONACA DI MONZA” CON LA REGISTA ANNIG RAIMONDI \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:1939. UNA VITA A DOMINO
DESCRIPTION:La storia di Domenico\, pescatore\, ha il culmine nell’anno del 1939. Deportato per non aver fatto il saluto fascista al podestà di Bari. Deportato ingiustamente in un’isola della Puglia voluta dal Duce dove si rinchiudono gli omosessuali italiani\, a San Domino. In quell’anno le vicende di Domenico si intrecciano con Aldo Moro che viene assunto all’Università di Bari\, a Batman il fumetto americano che invaderà il mondo. Deportato sull’isola vivrà amicizie con altri italiani tutti omosessuali\, provenienti da varie regioni d’Italia\, districandosi tra i dialetti regionali. \nUno sguardo ironico e particolare dell’Italia di quel tempo attraverso tanti personaggi che sono interpreti di singolari circostanze di vita. Nel campo\, tra prove per il teatro\, arrivo di nuovi deportati e storie varie\, si snoda la vicenda di Domenico tra situazioni drammatiche e comiche. Arriverà a superare tutte le circostanze che la vita in un campo di prigionia presuppone\, tra risate\, canti e stupri. \nIn tutta fretta pochi giorni prima della dichiarazione di guerra il campo degli omosessuali\, grazie al generale del Duce\, Bocchini\, verrà evacuato\, Domenico rimarrà sull’isola alcuni giorni da solo\, poi farà rientro in città. Qui prima di essere deportato aveva avuto un rapporto d’amore con Lucia. Non la ritroverà. Lucia originaria del Veneto si era imbarcata per l’America\, non avendo avuto più notizie di lui\, con un neonato tra le braccia. Domenico rimarrà da solo a guardare il mare per un po’\, prima di finire in una casa di riposo dove terminerà i suoi giorni. Forse impazzendo ascoltando dalla neonata tv italiana che al comandante del suo campo di prigionia veniva conferita un’onorificenza dal Presidente della Repubblica Italiana per meriti sul lavoro. \nUn’ affresco dell’Italia\, l’Italia di sempre. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di e con Alfredo Traversaallestimento Immaginicostumi Arcademusica di J Strauss jr.produzione Associazione Culturale ENECEDETE \ncon il sostegno di CIRCUITO CLAPS \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				1939_UnaVitaADominio (1)\n					\n					\n					\n				\n				1939_UnaVitaADominio (2)\n					\n					\n					\n				\n				1939_UnaVitaADominio (3)\n					\n					\n					\n				\n				1939_UnaVitaADominio (4)
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SUMMARY:RAZZA SACRA. Pasolini e le sue donne
DESCRIPTION:Pasolini si risveglia in un luogo buio che ricorda sinistramente un carcere.Si guarda intorno spaesato. Ricorda a malapena il proprio nome\, nessun altro indizio sulla propria identità o sul perché sia finito in quel posto.All’interno della cella si palesa una figura femminile che lui non riconosce: Laura Betti che lo spinge a ricordare. Il superamento dell’amnesia fa parte di un percorso che Pierpaolo dovrà effettuare\, procedendo per gradi fino allo svelamento di uno scioccante atto catartico da lui compiuto e rimosso. \nIL PROGETTOEsiste un aspetto della vita di Pasolini\, di vitale importanza\, raramente indagato in profondità: il suo rapporto con le donne.Alcuni scatti fotografici sono ben impressi nell’immaginario collettivo (quel bacio così virile ed appassionato con Maria Callas\, le passeggiate per i vicoli di Roma con Laura Betti…)\, ma ciò che il femminile ha rappresentato nell’esistenza e nella definizione umana e artistica di Pier Paolo resta ancora un terreno poco esplorato. \nLa sua vita è stata accompagnata da donne di grandissimo spessore culturale (Fallaci\, Morante\, Bemporad…) e artistico (Silvana Mangano\, Anna Magnani e ovviamente “Maria”). Donne legate a lui in maniera viscerale\, travagliata\, conflittuale o adorante\, che Pier Paolo ripagava con un sentimento profondo\, rivestendo le figure di padre\, fratello maggiore\, e soprattutto figlio.Non c’è dubbio quindi che il femminile abbia inevitabilmente permeato la sua percezione del mondo. \nEsiste poi un femminile ancora più profondo\, inesplorato\, verso cui Pier Paolo si relazionava in maniera contraddittoria. Il disgusto per il grembo\, il sangue e le viscere\, (che gli rinfacciò Oriana Fallaci\, quando il poeta le confessò di non riuscire a leggere il suo “Lettera a un bambino mai nato”)\, ma allo stesso tempo anche il trasporto incondizionato verso il femminile ferito e usurpato (anche se si tratta di figure straordinarie come Maria Callas o Silvana Mangano). \nE poi\, c’è Susanna.Sua madre\, la donna che ha talmente permeato la vita di Pier Paolo da assurgere per lui a Madonna (come nel suo Vangelo secondo Matteo) ad Amore così assoluto da divenire prigione.Una donna diversa da ogni altra. Provvista di carne e sangue (l’odore delle primule in fiore del suo cappotto\, diventa memoria sensoriale in grado di rievocare nel poeta una passione lancinante) eppure meravigliosamente affrancata dal corpo che incombe materico e ingombrante in tutte le altre presenze nella vita di Pier Paolo.Una donna alla quale il poeta dedicherà versi così devastanti da diventare enigmatici (“nella tua grazia\, nasce la mia angoscia”)Versi ai quali lo spettacolo darà un’interpretazione inedita e sorprendente. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Lo spettacolo utilizza un registro in grado di mischiare elementi apparentemente inconciliabili\, in una veste assolutamente originale. Echi del processo kafkiano\, suggestioni tratte dalla tradizione popolare sulla stregoneria ed episodi strettamente biografici della vita del poeta. Il tutto organicamente sviluppato in una drammaturgia che\, pur partendo con i classici stilemi di un mistero da risolvere\, approda ad uno svelamento finale in grado di abbattere i confini del reale per divenire sguardo nell’anima del grande scrittore.Un finale in grado di dare una chiave di lettura inedita non solo al percorso umano e artistico di Pier Paolo Pasolini\, ma anche alla sua tragica morte.Grossa rilevanza sarà data alle atmosfere\, con disegni luce e proiezioni video dai colori fiamminghi\, musiche elettroniche arricchite da strumenti antichi del folklore nordeuropeo e un numero di danza contemporanea\, fra taranta e rito sciamanico. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Un progetto teatrale di Mariano Lamberti e Riccardo PechiniScritto da Riccardo Pechini in collaborazione con Mariano LambertiRegia di Mariano LambertiCon Marco Vergani – Pasolini\, Marina Remi – Laura Betti/Oriana Fallaci/Maria Callas /Silvana ManganoScene Giuliano PannutiCostumi Valeria RiccaMusiche Andrea AlbaneseCoreografie Marco Angelilliproduzione Napoli Teatro Festival \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \n  \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:RAGAZZE DI VETRO
DESCRIPTION:La campana di vetro (1963) è l’unico romanzo di Sylvia Plath\, dalla forte impronta autobiografica. Appena il libro vede la stampa\, la poetessa statunitense si toglie la vita. \nLa protagonista del romanzo\, Esther\, dopo un’importante borsa di studio presso una rivista di moda a New York\, passa un mese a lottare con la depressione\, cercando disperatamente di ritrovare la studentessa grintosa e di successo che era prima. La svanita capacità di scrivere\, di dormire e di interagire con le persone la portano a ingoiare un flacone di sonniferi. \nIl suo corpo viene ritrovato inerte ma vivo. Da qui ha inizio un lungo calvario tra ospedali\, manicomi e terapie di elettroshock per ritrovare la linfa vitale e la voglia di vivere. A grande sorpresa\, nella stessa casa di cura arriva la sua amica d’infanzia Joan\, con la quale ha avuto persino lo stesso fidanzato in passato. Anche lei ha tentato il suicidio\, anche lei ha un rigetto verso la società e tutto quello che la concerne. \nTra il silenzio dell’apatia e la messinscena di una quotidianità fatta di cose banali ma importanti\, Esther e Joan cercano di superare le tragedie delle loro vite. Ma una volta varcata la porta della casa di cura\, chi vorrà più sposarla dopo che è stata… dove è stata? \n“Dovrebbe esistere un rito per celebrare la seconda nascita – per quando si è stati rattoppati\, ricostruiti e omologati per la strada.” \n  \nSPETTACOLO IN ABBONAMENTO INVITO A TEATRO \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				In un mondo fragile\, recluso e ovattato\, si sviluppa il conflitto interiore di Esther con l’esterno attraverso presenze\, voci e luoghi filtrati dai ricordi della poetessa\, presenza costante segnata dalle voice off\, durante la sua ultima notte prima del suicidio\, intenta a ripercorrere nella mente quel lontano tentativo di suicidio di dieci anni prima attraverso la rilettura del suo romanzo. \nLa scrittura scenica pone l’accento alla percezione soggettiva e distorta della mente di Sylvia. Una sola attrice si trasformerà in tutti i personaggi che circondano Esther\, rappresentanti di una società a volte a lei lontani\, a volte a lei vicini\, ma come senza un volto definito\, visti attraverso uno sguardo offuscato dalla malattia\, dalle sue terapie e dalla sua consapevolezza di diversità.Il dispositivo scenico vuole dar risalto alla fragilità dell’anima ricreando gli spazi della quotidianità della protagonista da una struttura fatta di luci e di trasparenze\, come a simboleggiare una contemporanea campana di vetro. Il metallo\, l’acqua e la macchina da scrivere conquistano un ruolo centrale per evocare il paesaggio dell’anima e della quintessenza di Esther/Sylvia. \nLa necessità di immergere in modo totalizzante gli spettatori nel mondo interiore della protagonista\, porta alla scelta di far fruire lo spettacolo attraverso una ricca drammaturgia sonora\, in cuffia. La voce di Esther è limpida\, mentre quelle degli altri personaggi sono percepite distanti come dalla mente offuscata della protagonista e si vanno man mano a avvicinarsi proporzionalmente al suo percorso di guarigione. Le voci delle attrici in scena sono accompagnate dai suoni provenienti dall’ambiente e dagli interventi registrati di Sylvia\, circondate dal paesaggio sonoro che richiama il rituale di una quotidianità che si rivela essere irripetibile. Oltre ai suoni\, alle voci e a canzoni cantate dal vivo regna il silenzio. \nL’importanza della soggettiva comporta la volontà di lavorare per una dissociazione tra suono e immagine. Così le scene si sviluppano con una precisa sintesi di movimenti\, degli interpreti\, del suono e delle luci\, portando il linguaggio scenico verso l’astratto come in una fotografia di Gregory Crewdson. \nRagazze di vetro vuole raccontare le difficoltà\, le fragilità e l’eterna lotta dell’animo di una giovane donna dotata di talento artistico che ha necessità di forzare il limite\, spostare il confine\, altalenare sopra la linea di passaggio tra la realtà e l’arte\, la società e l’individuo\, la vita e la morte. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI DRAMMATURGIA:\n				La drammaturgia di Ragazze di vetro vuole focalizzarsi sul tema della depressione giovanile e la fragilità femminile\, causate anche dalla difficoltà di coniugare il ruolo della donna con l’ambizione di affermarsi come artista nella società. La figura di Sylvia Plath\, Esther nel romanzo\, è simbolo di una lotta\, interiore e sociale\, per l’emancipazione femminile che tuttora ha necessità di essere messa al centro dell’attenzione del pubblico\, dovuta alla persistenza della disparità di genere in ambito artistico e lavorativo in generale. L’instabilità della salute mentale della protagonista è sicuramente la circostanza principale di “La campana di vetro” che poi è anche un costante della vita dell’autrice. L’obbligo di misurarsi con le rigide regole della normalità sociale e sentire interiormente la spinta verso una diversità\, verso qualcosa che esuli dagli schemi riconosciuti e accettati\, accompagnati da una sensibilità e un’intelligenza fuori dal comune\, non possono che portare verso le zone più oscure della mente\, come ulteriore affermazione della necessità di essere riconosciuti come individuo e non come uno dei tanti esemplari prefabbricati. \nLa struttura drammaturgica si sviluppa a partire dal carattere autobiografico del romanzo e dell’opera letteraria di Sylvia Plath: due settimane dopo l’uscita del romanzo\, la poetessa statunitense si toglie la vita. L’immagine di partenza è l’ultima sera di Sylvia nel suo appartamento di Londra che si prepara al suicidio. È inevitabile il confronto con Esther\, sé stessa di 10 anni prima che aveva compiuto quel gesto estremo\, ma anche con alcune sue poesie\, racconti e materiali autobiografici. La presenza di Sylvia è affidata alla sola voce che avvolge la scena in un filtro epico.Il linguaggio vuole perseverare la poesia e la ricchezza di immagini dell’autrice\, ma nello stesso tempo dare corpo e concretezza teatrale alle parole. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				dal romanzo “La campana di vetro” e altri materiali di Sylvia PlathAdattamento di Maddalena Mazzocut-Mis e Sofia PelczerRegia Sofia PelczerCon Francesca Tripaldi e Viola Luciovoice off Sara ZanobbioConsulenza scenografica Giulia Olivieriallestimento a cura di Arianna Guaglione e Diego Piemontesein ricordo di Sofia PelczerProduzione Teatro Sguardo Oltre \n  \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:MADE IN ILVA
DESCRIPTION:Lo spettacolo è stato tradotto in tre lingue e presentato nei maggiori festival internazionali con oltre 200 repliche in più di 15 paesi. Definito dalla critica un capolavoro di teatro fisico\, un esempio di biomeccanica contemporanea\, MADE IN ILVA è un assolo in cui l’attore interpreta un operaio\, archetipo del lavoratore contemporaneo\, che agisce ingabbiato in strutture metalliche compiendo azioni ripetitive e acrobatiche che lo portano all’alienazione. \nLa drammaturgia intreccia testimonianze dei lavoratori dell’ILVA a frammenti poetici dell’opera di L. Di Ruscio e testi appositamente composti. Le musiche\, i ritmi ossessivi\, i canti originali\, l’approccio fisico\, poetico e di forte impatto visivo\, fanno dello spettacolo un’opera d’arte totale. MADE IN ILVA esprime una critica universale al processo di brutalizzazione generato dal sistema di produzione contemporaneo. \nMADE IN ILVA trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto e dalle testimonianze di alcuni operai\, intervistati dalla compagnia che lavorano nella stessa fabbrica\, per incontrare i testi poetici di Luigi di Ruscio e Peter Shneider.La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. \nLo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale\, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società. \nL’attore spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni\, azioni acrobatiche e ripetitive\, interagendo continuamente con suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo\, in cui le note si intrecciano col canto di una voce femminile che gli ordina “Lavora! Produci! Agisci! Crea!”.Egli pone il suo rifugio in una scena composta da strutture metalliche\, resa cangiante dall’uso di video-proiezioni che rievocano il contesto della fabbrica\, delle numerose fabbriche che ancora esistono come fantasmi di un’epoca moderna ormai trascorsa. Immagini e suoni popolano i suoi sogni\, come residui archeologici che si trascinano ancora in vita\, come agonizzanti\, nella memoria e nei ricordi ossessivi di chi ancora oggi lavora in simili luoghi.L’attore attraversa questa sorta di inferno contemporaneo\, fatto di ritmi alienanti e spazi distorti\, giungendo a spogliarsi della propria identità e ad indossare una maschera anonima\, senza volto\, per difendere l’essenza del proprio animo. \nL’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile\, nel tentativo di sentire la propria carne calda\, il proprio vivere organico\, in contrapposizione al ferro-freddo\, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale\, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista. \n			\n				\n				\n				\n				\n				PREMI E RICONOSCIMENTI:\n				Nomination al Total Theatre Awards – Fringe Festival di EdimburgoPremio speciale della giuria al Festival FITIC – RomaniaPremio Cassino Off per l’impegno civile nelle arti scenichePremio Landieri – teatro d’impegno civileMiglior spettacolo straniero al 16° IIFUT – IranPremio della critica – Ermo ColleII° Premio Museo CerviSelezione Visionari al Festival KilowattOffX3 Teatro Spazio OFF \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Regia Anna Dora DornoCon Nicola PianzolaMusiche originali Riccardo NanniCanti originali e voce dal vivo Anna Dora DornoProduzione Instabili VagantiSupportato in residenza da Spazio OFF – Trento \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTO
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SUMMARY:MADE IN ILVA (REPLICA SCOLASTICA)
DESCRIPTION:Lo spettacolo è stato tradotto in tre lingue e presentato nei maggiori festival internazionali con oltre 200 repliche in più di 15 paesi. Definito dalla critica un capolavoro di teatro fisico\, un esempio di biomeccanica contemporanea\, MADE IN ILVA è un assolo in cui l’attore interpreta un operaio\, archetipo del lavoratore contemporaneo\, che agisce ingabbiato in strutture metalliche compiendo azioni ripetitive e acrobatiche che lo portano all’alienazione. \nLa drammaturgia intreccia testimonianze dei lavoratori dell’ILVA a frammenti poetici dell’opera di L. Di Ruscio e testi appositamente composti. Le musiche\, i ritmi ossessivi\, i canti originali\, l’approccio fisico\, poetico e di forte impatto visivo\, fanno dello spettacolo un’opera d’arte totale. MADE IN ILVA esprime una critica universale al processo di brutalizzazione generato dal sistema di produzione contemporaneo. \nMADE IN ILVA trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto e dalle testimonianze di alcuni operai\, intervistati dalla compagnia che lavorano nella stessa fabbrica\, per incontrare i testi poetici di Luigi di Ruscio e Peter Shneider.La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. \nLo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale\, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società. \nL’attore spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni\, azioni acrobatiche e ripetitive\, interagendo continuamente con suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo\, in cui le note si intrecciano col canto di una voce femminile che gli ordina “Lavora! Produci! Agisci! Crea!”.Egli pone il suo rifugio in una scena composta da strutture metalliche\, resa cangiante dall’uso di video-proiezioni che rievocano il contesto della fabbrica\, delle numerose fabbriche che ancora esistono come fantasmi di un’epoca moderna ormai trascorsa. Immagini e suoni popolano i suoi sogni\, come residui archeologici che si trascinano ancora in vita\, come agonizzanti\, nella memoria e nei ricordi ossessivi di chi ancora oggi lavora in simili luoghi.L’attore attraversa questa sorta di inferno contemporaneo\, fatto di ritmi alienanti e spazi distorti\, giungendo a spogliarsi della propria identità e ad indossare una maschera anonima\, senza volto\, per difendere l’essenza del proprio animo. \nL’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile\, nel tentativo di sentire la propria carne calda\, il proprio vivere organico\, in contrapposizione al ferro-freddo\, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale\, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Nomination al Total Theatre Awards – Fringe Festival di EdimburgoPremio speciale della giuria al Festival FITIC – RomaniaPremio Cassino Off per l’impegno civile nelle arti scenichePremio Landieri – teatro d’impegno civileMiglior spettacolo straniero al 16° IIFUT – IranPremio della critica – Ermo ColleII° Premio Museo CerviSelezione Visionari al Festival KilowattOffX3 Teatro Spazio OFF \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Regia Anna Dora DornoCon Nicola PianzolaMusiche originali Riccardo NanniCanti originali e voce dal vivo Anna Dora DornoProduzione Instabili VagantiSupportato in residenza da Spazio OFF – Trento \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì ore 11.00
URL:https://www.pacta.org/eventi/made-in-ilva-2/
LOCATION:PACTA Salone\, VIA ULISSE DINI 7\, MILANO\, 20142\, Italia
CATEGORIES:DONNE TEATRO DIRITTI,IN SCENA 22/23,REPLICHE SCOLASTICHE
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SUMMARY:MADAME BOVARY
DESCRIPTION:Emma Rouault è diventata moglie di Charles Bovary\, medico di provincia e vedovo da poco. Tutta presa da letture sentimentali\, fatte in particolare durante la sua educazione in convento\, sogna un’esistenza di passioni e avventure e rimane delusa dalla banalità quotidiana del matrimonio. Per l’insoddisfazione della moglie\, Charles passa dal villaggio di Tostes a quello di Yonville. Qui si svolge il resto della vicenda e qui appaiono altri personaggi (Il farmacista Homais\, l’esattore Binet\, il mercante Lheureux\, i due amanti ..) che contribuiscono al precipitare di Emma in un abisso di debiti\, tradimenti e ricatti\, fino alla tragedia finale. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Flaubert e Madame: Appetito di vitaLa storia di MADAME BOVARY si consuma in un piccolo mondo\, comico nella sua banalità\, tremendo nella sua implacabilità. Emma\, già dal titolo\, appare nella sua situazione sociale di donna maritata e\, in un certo qual modo\, estraniata da quel cognome che non le appartiene. Non può essere rappresentata se non nelle sue relazioni con l’ambiente di provenienza e con quello in cui vive. Emma è una donna qualunque\, sentimentaloide se si vuole\, ma è soprattutto una ribelle\, è ‘un barbaro’\, come Flaubert definiva se stesso. Ma perché l’autore ha voluto per lei una fine così atrocemente violenta? Emma Bovary si è suicidata o ‘è stata suicidata’ ? \nMadame Bovary rende immortale la lotta tra l’ideale e il reale\, tra l’infinito e il finito\, tra ciò che vorremmo essere e ciò che effettivamente siamo. Rende palese il dissidio fra una vita “altra”\, spesso al disopra della limitatezza della vita di tutti i giorni – e lo scenario in cui essa si svolge effettivamente. Emma sogna Parigi\, le grandi feste\, la mondanità e la vanità. Nel vuoto aperto da questo silenzio\, gli oggetti e i luoghi si dilatano e amplificano i propri significati\, imparano a parlare da sé. Creano le vibrazioni del desiderio sempre inappagato.La violenza\, come il riso\, la paura\, l’ironia\, e un po’ di vertigine\, sviluppa una variazione su questi temi\, volendo mescolare l’amore sensuale\, l’amore mistico e l’esaltazione dei sensi nel rispetto del punto di vista dei protagonisti e di Flaubert stesso. \n La prospettiva moderna restaura l’immagine documentaria\, gratta via la ridondante patina che la alterava\, scoprendo qualcosa di spiazzante. Come la polvere\, le scoloriture\, le usure\, vengono spesso considerate segni intrinseci delle cose antiche\, allo stesso modo\, qui\, la voce over grida allo spettatore tutta la propria assenza: è uno ‘sporco’ col quale eravamo abituati a convivere\, un costante rumore di sottofondo del quale ci rendiamo conto nel preciso istante in cui cessa. \nAnnig Raimondi \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Gustave Flaubertscrittura scenica e regia Annig Raimondicon Annig Raimondi e Riccardo Magherinispazio scenico e disegno luci Fulvio Michelazzielementi scenici Progetto Ri-costruzione ASST Lodimusiche originali Les violons d’ Emma Maurizio Pisatiinstallazione musicale Loris Mattia Sibonicostumi Nir Lagzielassistenti alla regia Marianna Cossu e Maria Grossoproduzione PACTA. dei Teatri \nSi ringraziano per la collaborazione Riccardo Magherini e tutto lo staff di PACTA \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:PANDORA\, NON APRIRE QUEL VASO!
DESCRIPTION:Chi sono quelle narratrici misteriose che entrano in scena con un vaso bellissimo che sembra porti solo sventura? Cosa nasconde quel vaso? In un’atmosfera magica e misteriosa\, le voci di Pandora\, Penelope\, Aracne\, Arianna e Medea accompagnano lo spettatore “nelle storie di loro bambine\, per mare\, nei palazzi\, nelle stanze più nascoste”. \nPandora\, la prima donna che Zeus regala agli uomini per punirli della colpa di Prometeo non è solo colei che ha portato la sventura nel mondo\, ma la ragazza che vuole conoscere e che riesce a trovare\, sul fondo del peggiore dei vasi\, un dono più prezioso dell’immortalità. Aracne\, la giovane donna che con tracotanza sfidò la dea Atena e venne punita altri non era che una fanciulla che aveva un talento in cui credeva. \nLo spettacolo da voce a queste donne mitiche che prendono corpo dallo spessore di una narrazione che le rende vive e attuali. In queste donne\, ragazze\, maghe\, streghe possiamo rispecchiarci\, vedere l’origine di molti volti del femminile e degli stereotipi nei quali queste figure sono rimaste imprigionate per secoli. \nIn scena si intrecciano narrazione e partitura fisica\, le attrici indossano costumi scenografici decorati e la partitura originale di suoni e musica mescola passato e presente. Al centro il lavoro dell’attore creativo con il suo corpo e la sua voce. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				tratto da Mitiche\, La nuova frontiera\, di Giulia Caminitoregia Michela Embrìacocon Benedetta Conte e Michela Embrìacoriduzione drammaturgica Benedetta Conte e Michela Embrìacoscenografia e costumi Giusi Campisipartitura luci Mariano De Tassismusica originale Carlo Casillorealizzazione costumi Antonella Vecchitecnico Luci Luca Brunproduzione MULTIVERSOteatrocon il contributo di Fondazione Caritro e Provincia autonoma di Trentocon il patrocino di Comune di Trento \nUn grazie speciale a Verena Decarli per l’aiuto nelle decorazioni degli oggetti \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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