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SUMMARY:MADE IN ILVA (REPLICA SCOLASTICA)
DESCRIPTION:Lo spettacolo è stato tradotto in tre lingue e presentato nei maggiori festival internazionali con oltre 200 repliche in più di 15 paesi. Definito dalla critica un capolavoro di teatro fisico\, un esempio di biomeccanica contemporanea\, MADE IN ILVA è un assolo in cui l’attore interpreta un operaio\, archetipo del lavoratore contemporaneo\, che agisce ingabbiato in strutture metalliche compiendo azioni ripetitive e acrobatiche che lo portano all’alienazione. \nLa drammaturgia intreccia testimonianze dei lavoratori dell’ILVA a frammenti poetici dell’opera di L. Di Ruscio e testi appositamente composti. Le musiche\, i ritmi ossessivi\, i canti originali\, l’approccio fisico\, poetico e di forte impatto visivo\, fanno dello spettacolo un’opera d’arte totale. MADE IN ILVA esprime una critica universale al processo di brutalizzazione generato dal sistema di produzione contemporaneo. \nMADE IN ILVA trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto e dalle testimonianze di alcuni operai\, intervistati dalla compagnia che lavorano nella stessa fabbrica\, per incontrare i testi poetici di Luigi di Ruscio e Peter Shneider.La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. \nLo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale\, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società. \nL’attore spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni\, azioni acrobatiche e ripetitive\, interagendo continuamente con suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo\, in cui le note si intrecciano col canto di una voce femminile che gli ordina “Lavora! Produci! Agisci! Crea!”.Egli pone il suo rifugio in una scena composta da strutture metalliche\, resa cangiante dall’uso di video-proiezioni che rievocano il contesto della fabbrica\, delle numerose fabbriche che ancora esistono come fantasmi di un’epoca moderna ormai trascorsa. Immagini e suoni popolano i suoi sogni\, come residui archeologici che si trascinano ancora in vita\, come agonizzanti\, nella memoria e nei ricordi ossessivi di chi ancora oggi lavora in simili luoghi.L’attore attraversa questa sorta di inferno contemporaneo\, fatto di ritmi alienanti e spazi distorti\, giungendo a spogliarsi della propria identità e ad indossare una maschera anonima\, senza volto\, per difendere l’essenza del proprio animo. \nL’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile\, nel tentativo di sentire la propria carne calda\, il proprio vivere organico\, in contrapposizione al ferro-freddo\, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale\, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Nomination al Total Theatre Awards – Fringe Festival di EdimburgoPremio speciale della giuria al Festival FITIC – RomaniaPremio Cassino Off per l’impegno civile nelle arti scenichePremio Landieri – teatro d’impegno civileMiglior spettacolo straniero al 16° IIFUT – IranPremio della critica – Ermo ColleII° Premio Museo CerviSelezione Visionari al Festival KilowattOffX3 Teatro Spazio OFF \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Regia Anna Dora DornoCon Nicola PianzolaMusiche originali Riccardo NanniCanti originali e voce dal vivo Anna Dora DornoProduzione Instabili VagantiSupportato in residenza da Spazio OFF – Trento \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì ore 11.00
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LOCATION:PACTA Salone\, VIA ULISSE DINI 7\, MILANO\, 20142\, Italia
CATEGORIES:DONNE TEATRO DIRITTI,IN SCENA 22/23,REPLICHE SCOLASTICHE
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SUMMARY:MADAME BOVARY
DESCRIPTION:Emma Rouault è diventata moglie di Charles Bovary\, medico di provincia e vedovo da poco. Tutta presa da letture sentimentali\, fatte in particolare durante la sua educazione in convento\, sogna un’esistenza di passioni e avventure e rimane delusa dalla banalità quotidiana del matrimonio. Per l’insoddisfazione della moglie\, Charles passa dal villaggio di Tostes a quello di Yonville. Qui si svolge il resto della vicenda e qui appaiono altri personaggi (Il farmacista Homais\, l’esattore Binet\, il mercante Lheureux\, i due amanti ..) che contribuiscono al precipitare di Emma in un abisso di debiti\, tradimenti e ricatti\, fino alla tragedia finale. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Flaubert e Madame: Appetito di vitaLa storia di MADAME BOVARY si consuma in un piccolo mondo\, comico nella sua banalità\, tremendo nella sua implacabilità. Emma\, già dal titolo\, appare nella sua situazione sociale di donna maritata e\, in un certo qual modo\, estraniata da quel cognome che non le appartiene. Non può essere rappresentata se non nelle sue relazioni con l’ambiente di provenienza e con quello in cui vive. Emma è una donna qualunque\, sentimentaloide se si vuole\, ma è soprattutto una ribelle\, è ‘un barbaro’\, come Flaubert definiva se stesso. Ma perché l’autore ha voluto per lei una fine così atrocemente violenta? Emma Bovary si è suicidata o ‘è stata suicidata’ ? \nMadame Bovary rende immortale la lotta tra l’ideale e il reale\, tra l’infinito e il finito\, tra ciò che vorremmo essere e ciò che effettivamente siamo. Rende palese il dissidio fra una vita “altra”\, spesso al disopra della limitatezza della vita di tutti i giorni – e lo scenario in cui essa si svolge effettivamente. Emma sogna Parigi\, le grandi feste\, la mondanità e la vanità. Nel vuoto aperto da questo silenzio\, gli oggetti e i luoghi si dilatano e amplificano i propri significati\, imparano a parlare da sé. Creano le vibrazioni del desiderio sempre inappagato.La violenza\, come il riso\, la paura\, l’ironia\, e un po’ di vertigine\, sviluppa una variazione su questi temi\, volendo mescolare l’amore sensuale\, l’amore mistico e l’esaltazione dei sensi nel rispetto del punto di vista dei protagonisti e di Flaubert stesso. \n La prospettiva moderna restaura l’immagine documentaria\, gratta via la ridondante patina che la alterava\, scoprendo qualcosa di spiazzante. Come la polvere\, le scoloriture\, le usure\, vengono spesso considerate segni intrinseci delle cose antiche\, allo stesso modo\, qui\, la voce over grida allo spettatore tutta la propria assenza: è uno ‘sporco’ col quale eravamo abituati a convivere\, un costante rumore di sottofondo del quale ci rendiamo conto nel preciso istante in cui cessa. \nAnnig Raimondi \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Gustave Flaubertscrittura scenica e regia Annig Raimondicon Annig Raimondi e Riccardo Magherinispazio scenico e disegno luci Fulvio Michelazzielementi scenici Progetto Ri-costruzione ASST Lodimusiche originali Les violons d’ Emma Maurizio Pisatiinstallazione musicale Loris Mattia Sibonicostumi Nir Lagzielassistenti alla regia Marianna Cossu e Maria Grossoproduzione PACTA. dei Teatri \nSi ringraziano per la collaborazione Riccardo Magherini e tutto lo staff di PACTA \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:PANDORA\, NON APRIRE QUEL VASO!
DESCRIPTION:Chi sono quelle narratrici misteriose che entrano in scena con un vaso bellissimo che sembra porti solo sventura? Cosa nasconde quel vaso? In un’atmosfera magica e misteriosa\, le voci di Pandora\, Penelope\, Aracne\, Arianna e Medea accompagnano lo spettatore “nelle storie di loro bambine\, per mare\, nei palazzi\, nelle stanze più nascoste”. \nPandora\, la prima donna che Zeus regala agli uomini per punirli della colpa di Prometeo non è solo colei che ha portato la sventura nel mondo\, ma la ragazza che vuole conoscere e che riesce a trovare\, sul fondo del peggiore dei vasi\, un dono più prezioso dell’immortalità. Aracne\, la giovane donna che con tracotanza sfidò la dea Atena e venne punita altri non era che una fanciulla che aveva un talento in cui credeva. \nLo spettacolo da voce a queste donne mitiche che prendono corpo dallo spessore di una narrazione che le rende vive e attuali. In queste donne\, ragazze\, maghe\, streghe possiamo rispecchiarci\, vedere l’origine di molti volti del femminile e degli stereotipi nei quali queste figure sono rimaste imprigionate per secoli. \nIn scena si intrecciano narrazione e partitura fisica\, le attrici indossano costumi scenografici decorati e la partitura originale di suoni e musica mescola passato e presente. Al centro il lavoro dell’attore creativo con il suo corpo e la sua voce. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				tratto da Mitiche\, La nuova frontiera\, di Giulia Caminitoregia Michela Embrìacocon Benedetta Conte e Michela Embrìacoriduzione drammaturgica Benedetta Conte e Michela Embrìacoscenografia e costumi Giusi Campisipartitura luci Mariano De Tassismusica originale Carlo Casillorealizzazione costumi Antonella Vecchitecnico Luci Luca Brunproduzione MULTIVERSOteatrocon il contributo di Fondazione Caritro e Provincia autonoma di Trentocon il patrocino di Comune di Trento \nUn grazie speciale a Verena Decarli per l’aiuto nelle decorazioni degli oggetti \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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