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SUMMARY:L'ORAZIO (replica scolastica)
DESCRIPTION:Roma e Alba sono in guerra tra loro e\, per evitare la carneficina di una battaglia tra eserciti\, scelgono i propri rappresentanti affinché si affrontino in un duello mortale\, alla fine del quale l’Orazio uccide il Curiazio e Roma sottomette la città rivale. Il Curiazio era fidanzato alla sorella dell’Orazio e quest’ultimo\, sdegnato dal pianto della giovane in lutto per l’amato\, non esita a ucciderla. La comunità affronta un dilemma difficilmente risolvibile: può un eroe\, riconosciuto da tutti come lo strenuo difensore della libertà dei suoi concittadini\, essere al contempo un assassino? Rivisitando il mito\, il grande drammaturgo Heiner Müller restituisce in modo lucido e appassionato il dramma che ogni società si trova ad affrontare nel tentativo di affermare la Verità. \nIn scena tre attori\, una donna e due uomini\, affiancati dal musicista e cantante Thomas Umbaca\, si alternano nella narrazione della vicenda rivolgendosi direttamente allo spettatore per una ri-evocazione oggettiva. Con una struttura ritmica ben definita\, un flusso costante di significati e immagini trascina attori e spettatori. I costumi rimandano a epoche tra loro diverse\, a indicare tre figure di rappresentanti della comunità degli spettatori e al tempo stesso tre personaggi appartenenti alla memoria. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Heiner Mullertraduzione di Saverio Vertone e Mario Missirolicon Vladimir Todisco Grande\, Lorena Nocera e Giovanni Battista Stortimusiche di Thomas Umbaca (el. Piano\, loop station)installazione di Marcello Chiarenza e Marco Muzzolondisegno e partitura luci di Fulvio Michelazzicostumi di Caterina Villaregia di Giovanni Battista Stortiproduzione Teatro Alkaestin coproduzione con PACTA . dei Teatri \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				“Heiner Müller si cala nella contraddizione con la vista acuta del semiologo e la freddezza del chirurgo. Nel corso del dramma\, ogni azione compiuta\, ogni motivazione sottostante\, ogni opinione espressa dai cittadini\, viene presa in considerazione\, analizzata\, valutandone i pro e i contro\, nel tentativo di accertare la verità ed emettere una sentenza definitiva. Grazie al linguaggio poetico di Müller e alla sua avvincente regia degli eventi\, ci ritroviamo tutti\, attori e spettatori\, a essere gli artefici di un vero e proprio processo dal vivo\, in altre parole\, diventiamo concretamente gli artefici di un rito civile chiamato Teatro. Ed è grazie al teatro che una vicenda antica ci pone dinanzi a domande vere e necessarie: in che misura siamo disposti a rinunciare alla giustizia in cambio di protezione? Qual è il percorso che ci permette di giungere a una verità condivisa?”. \nGiovanni Battista Storti \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì ore 11.30 \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: riduzione studenti 9€ \ndocenti ogni 15 studenti OMAGGIO \nridotto docenti oltre i 15 studenti 4€ \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:Il canto di Natale (Replica scolastica)
DESCRIPTION:Il Canto di Natale (A Christmas Carol) è una delle opere più famose e popolari di Charles Dickens. Racconto fantastico sulla conversione dell’arido e tirchio Ebenezer Scrooge visitato nella notte di Natale da tre spettri preceduti da un’ammonizione del defunto amico e collega Marley\, il Canto unisce al gusto del racconto gotico l’impegno nella lotta alla povertà e la speranza che lo spirito del Natale sappia portare ognuno di noi a guardarsi dentro per riscoprire i valori dell’amicizia e del buon cuore. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Testo e regia di Massimiliano Zanellati liberamente tratto da Charles Dickens \nCon Luca Ciancia\, Francesca Pinna e Massimiliano Zanellati \nScenografia Luca Tombolato \nCostumi Valeria Bettella \nCoreografie Michela Costa \nProduzione Ditta Gioco Fiaba \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				Lunedì 27 novembre ore 9:30 & 11:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				img20\n					\n					\n					\n				\n				img17\n					\n					\n					\n				\n				img18\n					\n					\n					\n				\n				img19
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SUMMARY:BLACK BOX-Dentro l'algoritmo (replica scolastica)
DESCRIPTION:Il progetto TeatroInMatematica\, ideato da Maria Eugenia D’Aquino\, celebra il ventesimo compleanno con il nuovo spettacolo: il decimo del repertorio. Vent’anni\, dieci spettacoli\, decine e decine di laboratori\, incontri\, approfondimenti\, sempre sulla cresta dell’onda. E ora più che mai con uno spettacolo di grandissima attualità. \nIntelligenza artificiale. Machine learning. Data profiling. Capitalismo della sorveglianza. Sono termini di cui si sente parlare sempre più spesso\, in relazione ai cambiamenti rapidissimi che la società globale sta attraversando nella nostra epoca. E pur nella diversità di ambiti in cui vengono applicati\, fanno tutti riferimento al concetto matematico di algoritmo. Sono gli algoritmi a regolare ogni aspetto della vita economica e sociale. E gli algoritmi per funzionare e perfezionarsi attingono alle miriadi di dati sul nostro comportamento che ognuno di noi fornisce ogni volta che accendiamo un computer o utilizziamo uno smartphone o una carta di credito o anche solo una carta fedeltà del supermercato. \nSullo sfondo di questo scenario\, che sembra rubato ad un racconto di fantascienza ma è assolutamente quotidiano e reale\, lo spettacolo Black Box getta uno sguardo sul tema degli algoritmi e sul loro impatto nella vita quotidiana\, a partire da una semplice domanda: ha senso parlare di libertà in un mondo senza più privacy\, in cui ogni nostro gesto\, azione o pensiero sono osservati? \nMai come oggi un concetto puramente matematico ha avuto un’influenza così grande su ogni aspetto del vivere sociale\, dal livello globale a quello più individuale\, tanto che si inizia a parlare di una vera e propria rivoluzione antropologica in atto\, perché è proprio ad algoritmi che ci rivolgiamo ogni volta che decidiamo di interagire in un mondo sempre più interconnesso grazie all’utilizzo pervasivo di macchine e tecnologie informatiche. \nProtagonista dello spettacolo è Cluster\, un data mining analyst che lavora per una importante società di analisi dati. Insieme a lui è Alice\, l’intelligenza artificiale che gestisce l’ambiente di lavoro\, gli fornisce i compiti da svolgere e controlla la sua performance. Alice è una macchina\, ma conosce Cluster così bene che tra i due si crea un rapporto quasi umano\, quasi intimo. E poi c’è Celia… ma chi è Celia? \nAttraverso lo studio di flussi di dati\, comportamenti da osservare\, decisioni da prendere\, quella che sembra una giornata di lavoro come tutte le altre si trasforma però ad un tratto in un’avventura quando Alice propone a Cluster di entrare in Black Box\, un gioco di realtà virtuale innovativo\, diverso da tutti gli altri perché simile alla vita. La decisione di Cluster cambierà per sempre il suo modo di vedere non solo il proprio lavoro ma anche il mondo in cui vive\, e sé stesso. \nLo spettacolo cerca di affrontare alcune delle domande che la constatazione di vivere in una sempre più efficiente algocrazia fa nascere quotidianamente in ognuno di noi. La risposta è lasciata allo spettatore. \n“Gli algoritmi sono potenti produttori di mondo. Di chi sarà il mondo che faranno?” si chiede Massimo Mazzotti. Il futuro dell’umanità è davvero quello che prospetta Shoshana Zuboff\, psicologa e scrittrice\, nel suo libro Il capitalismo della sorveglianza? \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				progetto TeatroInMatematica di Maria Eugenia D’Aquinodrammaturgia Riccardo Miniconsulenza scientifica Massimo Mazzotti\, Director Professor Department of History University of California\, Berkeleycon Maria Eugenia D’Aquino\, Riccardo Magherini\, Lorena Noceraregia Riccardo Magherinimusiche originali CLUSTERBELLS Maurizio Pisatidisegno luci Manfredi Michelazzispazio scenico Fulvio Michelazzioggetti di scena Ernesto Janninicostruzioni Eliel Ferreira de Sousaassistente alla regia Fabrizio Koflerproduzione PACTA . dei Teatri – TeatroInMatematica ScienzaInScena \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DELL'AUTORE\n				Stai per entrare in Black Box.\n Qui all’inizio è tutto buio\, quindi meglio se mi dai la mano. Ti guiderò con mano sicura\, in modo discreto\, senza che tu te ne accorga. Dapprima solo osservandoti\, raccogliendo informazioni su quello che mangi\, compri\, leggi\, i luoghi che ami e quelli che odi\, quanto guadagni\, quello che dici quando sei con gli altri e pensi quando non c’è nessuno. Su quello che ti fa emozionare. Arrabbiare. Innamorare. Ammalare. Verrà un momento in cui ti conoscerò meglio di quanto tu ti conosca. Non devi fare niente. Solo vivere. E più vivi\, più sarò in grado di aiutarti a vivere\, di guidarti nelle scelte giuste\, quelle che ti rendono felice. Devi solo fidarti. E soprattutto\, non lasciare mai la mia mano. Perché qui all’inizio è tutto buio\, e solo io conosco la strada. \nBlack Box è un teatro in cui si muovono attori non sempre convinti di essere attori.\n Black Box è un ufficio dove si analizzano dati\, un ufficio come tanti di una società uguale a molte\, in una giornata di lavoro che sembra uguale a tutte le altre.\n Black Box è un gioco di realtà virtuale che è come la vita\, perché la vita è un gioco.\n Black Box è un viaggio dentro l’algoritmo. L’algoritmo che giorno dopo giorno\, sulla base delle nostre scelte e dei nostri comportamenti\, dà forma al mondo in cui viviamo\, ci aiuta a crearlo e lo crea per noi. È un viaggio dentro noi stessi. Dentro quella parte di noi che motiva i nostri valori\, le nostre azioni e che nessuno\, a volte neppure noi stessi\, a parte l’algoritmo\, conosce.\n Black Box prova a rispondere alla domanda: ha senso parlare di libertà in un mondo senza più privacy? \nRiccardo Mini\n			\n				\n				\n				\n				\n				COMITATO SCIENTIFICO:\n				Massimo Mazzotti\, Director Professor Department of History University of California\, Berkeley\, ha recentemente pubblicato in italiano Maria Gaetana Agnesi e il suo mondo. Una vita tra scienza e carità\, Ed. Carocci 2019; è stato il consulente storico scientifico per lo spettacolo di PACTA sulla matematica\, filosofa\, benefattrice dal titolo Né brutta né bella e illustra la materia che poi la scrittura creativa di Riccardo Mini traspone in azione scenica\, come da anni avviene nel progetto TeatroInMatematica\, alcuni testi del quale sono contenuti nel libro Il caso\, probabilmente Ed. Scienza Express.\n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 16 novembre ore 9:30 & 11:30 \n  \n  \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: riduzione studenti 9€ \ndocenti ogni 15 studenti OMAGGIO \nridotto docenti oltre i 15 studenti 4€ \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:L'adolescenza di PIGRECO (REPLICA SCOLASTICA)
DESCRIPTION:π (Pi greco) ha un problema: si sente diverso dagli altri. Nel mondo della geometria tutto gli appare chiaro\, ma ha un “infinito dentro” che non sa spiegarsi. Per cercare di risolvere il problema si rivolge a Calcolatrice\, la quale viene messa in crisi dalle assillanti domande di Pi. I due decidono di addentrarsi nel mondo della matematica seguendo il consiglio di Zero\, una entità matematica che si esprime per Haiku. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Manuele Laghi \ncon Manuele Laghi\, Miki Barbieri Torriani\, Alberto Guerra\, Mattia Maffezzoli\, Laura Martelli \nregia Marco Pepe \noggetti scenici e costumi Compagnia della Mola e Monica Giordano – artigianato teatrale \nluci e realizzazioni scene Compagnia della Mola \nproduzione Compagnia della Mola \nlo spettacolo è indirizzato ai ragazzi dagli 11 anni \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì 15 novembre ore 9:30 & 11:30 \ngiovedì 30 novembre ore 10:30
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SUMMARY:LA FUNZIONE DEL MONDO - La vita coraggiosa di Vito Volterra (Replica Scolastica)
DESCRIPTION:Per celebrare il cento anni di vita del Consiglio Nazionale delle Ricerche\, un evento scenico e fumettistico sul suo fondatore\, il matematico Vito Volterra. Scienziato inventivo e originale\, Volterra è stato anche un politico e patriota\, senatore del Regno\, Presidente dell’Accademia dei Lincei\, ideatore e primo presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Volterra è stato al centro della scienza italiana e internazionale nel primo quarto del secolo scorso\, facendosi promotore di un’idea fondamentale\, secondo la quale la matematica e le scienze di base sono cruciali per il progresso sociale\, economico e industriale di un Paese. Ed è stato uno dei dodici: gli unici docenti universitari italiani\, su oltre milleduecento\, che nel 1931 rifiutarono di prestare giuramento di fedeltà al fascismo\, a costo di essere privati della cattedra. \nLa funzione del mondo è un adattamento teatrale con fumetto dal vivo dell’omonima storia a fumetti realizzata da Alessandro Bilotta e Dario Grillotti per Feltrinelli Comics: un recital in cui si alternano testi\, musica e proiezioni dei disegni che verranno eseguiti in scena in tempo reale \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Disegno dal vivo e contesto grafico Dario GrillottiTesti Alessandro Bilotta\, con la supervisione di Andrea Plazzi e Roberto NataliniAdattamento teatrale Maria Eugenia D’AquinoInterpreti Maria Eugenia D’Aquino\, Riccardo MagheriniMusiche Giovanna NataliniAssistenza tecnica Jacopo Peretti CucchiComunicazione Stefania GiuffridaCoproduzione Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Cnr\, Symmaceo Communications\, PACTA . dei Teatri \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 14 novembre ore 11.30 \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: \nBiglietti: riduzione studenti 9€ \ndocenti ogni 15 studenti OMAGGIO \nridotto docenti oltre i 15 studenti 4€ \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:CASSANDRA Variazioni sul mito n.2 (Replica scolastica)
DESCRIPTION:Cassandra\, la più bella tra le figlie di Priamo\, amata da Apollo e\, per non avere corrisposto al suo amore\, dotata d’inascoltata capacità profetica. Cassandra osserva lucidamente\, penetra la verità dei suoi giorni mai piegata\, più che altro furente\, e va incontro allo spietato destino di schiava e vittima mentre Troia consuma tra le fiamme la sua dolente epopea.\n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Drammaturgia e regia Laura Angiulli \nContributi al testo Enzo Moscato \nCon Alessandra D’Elia\, Caterina Spadaro \nCanto Caterina Pontrandolfo \nMusiche originali e drammaturgia del suono Enrico Cocco\, Angelo Benedetti \nImpianto scenico Rosario Squillace \nLuci Cesare Accetta \nFotografie Alessandra Cardone \nProduzione Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo\n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				venerdì 11.30\n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: riduzione studenti 9€ \ndocenti ogni 15 studenti OMAGGIO \nridotto docenti oltre i 15 studenti 4€
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SUMMARY:UNPRINTED-Quello che non ti dicono (replica su richiesta)
DESCRIPTION:L’idea dello spettacolo nasce nel contesto di “Unprotected”\, progetto di Campo Teatrale\, che vede collaborare artisti e compagnie diverse per la creazione di un progetto collettivo\, sotto la guida di “Compagnia Eco di Fondo”. \nAlice è una giovane aspirante scrittrice che si trova a fare i conti con un mondo del lavoro che le appare inaccessibile. La difficile realtà che le si prospetta\, la scoraggia. Non era preparata. Grazie al supporto e al sostegno della sua amica e coinquilina Maya\, però\, trova la forza di non darsi per vinta. Sostiene un colloquio per entrare a far parte di una testata giornalistica\, al fine di iniziare a vivere del suo mestiere e di intessere\, come le suggerisce Maya\, una rete di conoscenze. Conoscenze che magari potranno portare finalmente alla realizzazione della massima aspirazione di Alice: pubblicare il suo libro\, diventare una scrittrice.Quando\, però\, in gioco entra il mondo della redazione\, le cose si fanno più complicate e meno chiare.Ha inizio un gioco di luci e ombre\, in cui viene difficile riconoscere i confini della realtà e dove spesso è facile “cadere in trappola”.Quando anche la realtà è in vendita cosa si è disposti a fare pur di raggiungere uno scopo? \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				drammaturgia e regia Valentina Sichetticon Denise Brambillasca\, Gaia Carmagnani\, Eugenio Fea\, Ilaria Longocoproduzione Compagnia Caterpillar – PACTA Teatriorganizzazione Camilla Ambrosinidisegno luci Manfredi MichelazziIdea nata nell’ambito della realizzazione di “MisericordiaMisericordia” produzione di Campo TeatraleCampo Teatrale all’interno del progetto Unprotected \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE SUL PROGETTO:\n				“Unprinted” è tutto quello che c’è di inedito\, di non pubblicato\, di “poco interessante”\, perché la vita\, quella vera\, non è sempre interessante.Ciò che non trova spazio nella pagina è la fatica\, la frustrazione\, la nausea di chi deve portare a casa il risultato. Perché è questo che conta. Il risultato.Non ci interessa come l’hai ottenuto\, purché tu lo ottenga. Del resto\, a nessuno importa se la storia che racconti è vera\, finché la racconti. Che sia su Instagram\, Facebook\, a cena con gli amici\, in un’epoca performativa come la nostra\, siamo la storia che raccontiamo. E nessuno racconta della fatica\, dei compromessi. Solo del risultato\, purché sia un successo.Come dice ad un certo punto la direttrice del giornale\, Iole: “Lascia che vedano solo i fiori e le farfalle e magari col tempo\, la puzza di merda te la dimentichi”.Vittime di una narrazione che rende conto solo dei successi\, nella vita\, quella vera\, ci si trova spesso impreparati di fronte a “Quello che non ti dicono”.E così sarà per i nostri protagonisti.Unprinted racconta di un’umanità che nella ricerca di se stessa\, dimentica dove trovarsi. Continua disperatamente a cercare. Ma\, forse\, nel posto sbagliato. \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 24€ – ridotto under 25 / over 60 12€ \nAcquista online e risparmi il 25% sul biglietto intero! \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:GRAMSCI GAY (replica su richiesta)
DESCRIPTION:Lo sciopero delle lancette – duecentomila lavoratori pronti a instaurare la rivoluzione comunista in Italia – è stato un grande fallimento. Un Antonio Gramsci non ancora trentenne si confronta con gli operai torinesi per convincerli che la strada dell’agitazione è ancora quella giusta da percorrere. 2019. Su un muro del carcere di Turi viene imbrattato un famoso murales dedicato a Gramsci\, che proprio in quel carcere aveva passato cinque anni di prigionia e scritto gran parte dei suoi Quaderni: una mano anonima ha scritto “GAY” sulla fronte del grande politico e filosofo marxista italiano. Lo spettacolo riflette sul rapporto fra politica e indifferenza\, impegno e disillusione\, fuoco e cenere.\n\n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Iacopo Gardelli con Mauro Lamantia \nregia di Matteo Gatta \ncostumi e scene Gaia Crespi \nuna produzione Studio Doiz \nspettacolo vincitore della borsa teatrale Anna Pancirolli 2022 spettacolo vincitore del bando Teatro… Voce della società giovanile 2022 \ngrazie a Ravenna Teatro \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mattina ore 11.30 \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:1939. UNA VITA A DOMINO (REPLICA SCOLASTICA)
DESCRIPTION:La storia di Domenico\, pescatore\, ha il culmine nell’anno del 1939. Deportato per non aver fatto il saluto fascista al podestà di Bari. Deportato ingiustamente in un’isola della Puglia voluta dal Duce dove si rinchiudono gli omosessuali italiani\, a San Domino. In quell’anno le vicende di Domenico si intrecciano con Aldo Moro che viene assunto all’Università di Bari\, a Batman il fumetto americano che invaderà il mondo. Deportato sull’isola vivrà amicizie con altri italiani tutti omosessuali\, provenienti da varie regioni d’Italia\, districandosi tra i dialetti regionali. \nUno sguardo ironico e particolare dell’Italia di quel tempo attraverso tanti personaggi che sono interpreti di singolari circostanze di vita. Nel campo\, tra prove per il teatro\, arrivo di nuovi deportati e storie varie\, si snoda la vicenda di Domenico tra situazioni drammatiche e comiche. Arriverà a superare tutte le circostanze che la vita in un campo di prigionia presuppone\, tra risate\, canti e stupri. \nIn tutta fretta pochi giorni prima della dichiarazione di guerra il campo degli omosessuali\, grazie al generale del Duce\, Bocchini\, verrà evacuato\, Domenico rimarrà sull’isola alcuni giorni da solo\, poi farà rientro in città. Qui prima di essere deportato aveva avuto un rapporto d’amore con Lucia. Non la ritroverà. Lucia originaria del Veneto si era imbarcata per l’America\, non avendo avuto più notizie di lui\, con un neonato tra le braccia. Domenico rimarrà da solo a guardare il mare per un po’\, prima di finire in una casa di riposo dove terminerà i suoi giorni. Forse impazzendo ascoltando dalla neonata tv italiana che al comandante del suo campo di prigionia veniva conferita un’onorificenza dal Presidente della Repubblica Italiana per meriti sul lavoro. \nUn’ affresco dell’Italia\, l’Italia di sempre. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di e con Alfredo Traversa\nallestimento Immagini\ncostumi Arcade\nmusica di J Strauss jr.\nproduzione Associazione Culturale ENECEDETE
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SUMMARY:RAZZA SACRA (replica scolastica)
DESCRIPTION:Pasolini si risveglia in un luogo buio che ricorda sinistramente un carcere.Si guarda intorno spaesato. Ricorda a malapena il proprio nome\, nessun altro indizio sulla propria identità o sul perché sia finito in quel posto.All’interno della cella si palesa una figura femminile che lui non riconosce: Laura Betti che lo spinge a ricordare. Il superamento dell’amnesia fa parte di un percorso che Pierpaolo dovrà effettuare\, procedendo per gradi fino allo svelamento di uno scioccante atto catartico da lui compiuto e rimosso. \nIL PROGETTOEsiste un aspetto della vita di Pasolini\, di vitale importanza\, raramente indagato in profondità: il suo rapporto con le donne.Alcuni scatti fotografici sono ben impressi nell’immaginario collettivo (quel bacio così virile ed appassionato con Maria Callas\, le passeggiate per i vicoli di Roma con Laura Betti…)\, ma ciò che il femminile ha rappresentato nell’esistenza e nella definizione umana e artistica di Pier Paolo resta ancora un terreno poco esplorato. \nLa sua vita è stata accompagnata da donne di grandissimo spessore culturale (Fallaci\, Morante\, Bemporad…) e artistico (Silvana Mangano\, Anna Magnani e ovviamente “Maria”). Donne legate a lui in maniera viscerale\, travagliata\, conflittuale o adorante\, che Pier Paolo ripagava con un sentimento profondo\, rivestendo le figure di padre\, fratello maggiore\, e soprattutto figlio.Non c’è dubbio quindi che il femminile abbia inevitabilmente permeato la sua percezione del mondo. \nEsiste poi un femminile ancora più profondo\, inesplorato\, verso cui Pier Paolo si relazionava in maniera contraddittoria. Il disgusto per il grembo\, il sangue e le viscere\, (che gli rinfacciò Oriana Fallaci\, quando il poeta le confessò di non riuscire a leggere il suo “Lettera a un bambino mai nato”)\, ma allo stesso tempo anche il trasporto incondizionato verso il femminile ferito e usurpato (anche se si tratta di figure straordinarie come Maria Callas o Silvana Mangano). \nE poi\, c’è Susanna.Sua madre\, la donna che ha talmente permeato la vita di Pier Paolo da assurgere per lui a Madonna (come nel suo Vangelo secondo Matteo) ad Amore così assoluto da divenire prigione.Una donna diversa da ogni altra. Provvista di carne e sangue (l’odore delle primule in fiore del suo cappotto\, diventa memoria sensoriale in grado di rievocare nel poeta una passione lancinante) eppure meravigliosamente affrancata dal corpo che incombe materico e ingombrante in tutte le altre presenze nella vita di Pier Paolo.Una donna alla quale il poeta dedicherà versi così devastanti da diventare enigmatici (“nella tua grazia\, nasce la mia angoscia”)Versi ai quali lo spettacolo darà un’interpretazione inedita e sorprendente. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				NOTE DI REGIA\nLo spettacolo utilizza un registro in grado di mischiare elementi apparentemente inconciliabili\, in una veste assolutamente originale. Echi del processo kafkiano\, suggestioni tratte dalla tradizione popolare sulla stregoneria ed episodi strettamente biografici della vita del poeta. Il tutto organicamente sviluppato in una drammaturgia che\, pur partendo con i classici stilemi di un mistero da risolvere\, approda ad uno svelamento finale in grado di abbattere i confini del reale per divenire sguardo nell’anima del grande scrittore.\nUn finale in grado di dare una chiave di lettura inedita non solo al percorso umano e artistico di Pier Paolo Pasolini\, ma anche alla sua tragica morte.\nGrossa rilevanza sarà data alle atmosfere\, con disegni luce e proiezioni video dai colori fiamminghi\, musiche elettroniche arricchite da strumenti antichi del folklore nordeuropeo e un numero di danza contemporanea\, fra taranta e rito sciamanico.\n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Un progetto teatrale di Mariano Lamberti e Riccardo PechiniScritto da Riccardo Pechini in collaborazione con Mariano LambertiRegia di Mariano LambertiCon Marco Vergani – Pasolini\, Marina Remi – Laura Betti/Oriana Fallaci/Maria Callas /Silvana ManganoScene Giuliano PannutiCostumi Valeria RiccaMusiche Andrea AlbaneseCoreografie Marco Angelilliproduzione Napoli Teatro Festival
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SUMMARY:RAGAZZE DI VETRO (replica scolastica)
DESCRIPTION:La campana di vetro (1963) è l’unico romanzo di Sylvia Plath\, dalla forte impronta autobiografica. Appena il libro vede la stampa\, la poetessa statunitense si toglie la vita. \nLa protagonista del romanzo\, Esther\, dopo un’importante borsa di studio presso una rivista di moda a New York\, passa un mese a lottare con la depressione\, cercando disperatamente di ritrovare la studentessa grintosa e di successo che era prima. La svanita capacità di scrivere\, di dormire e di interagire con le persone la portano a ingoiare un flacone di sonniferi. \nIl suo corpo viene ritrovato inerte ma vivo. Da qui ha inizio un lungo calvario tra ospedali\, manicomi e terapie di elettroshock per ritrovare la linfa vitale e la voglia di vivere. A grande sorpresa\, nella stessa casa di cura arriva la sua amica d’infanzia Joan\, con la quale ha avuto persino lo stesso fidanzato in passato. Anche lei ha tentato il suicidio\, anche lei ha un rigetto verso la società e tutto quello che la concerne. \nTra il silenzio dell’apatia e la messinscena di una quotidianità fatta di cose banali ma importanti\, Esther e Joan cercano di superare le tragedie delle loro vite. Ma una volta varcata la porta della casa di cura\, chi vorrà più sposarla dopo che è stata… dove è stata? \n“Dovrebbe esistere un rito per celebrare la seconda nascita – per quando si è stati rattoppati\, ricostruiti e omologati per la strada.” \n  \nSPETTACOLO IN ABBONAMENTO INVITO A TEATRO \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				In un mondo fragile\, recluso e ovattato\, si sviluppa il conflitto interiore di Esther con l’esterno attraverso presenze\, voci e luoghi filtrati dai ricordi della poetessa\, presenza costante segnata dalle voice off\, durante la sua ultima notte prima del suicidio\, intenta a ripercorrere nella mente quel lontano tentativo di suicidio di dieci anni prima attraverso la rilettura del suo romanzo. \nLa scrittura scenica pone l’accento alla percezione soggettiva e distorta della mente di Sylvia. Una sola attrice si trasformerà in tutti i personaggi che circondano Esther\, rappresentanti di una società a volte a lei lontani\, a volte a lei vicini\, ma come senza un volto definito\, visti attraverso uno sguardo offuscato dalla malattia\, dalle sue terapie e dalla sua consapevolezza di diversità.Il dispositivo scenico vuole dar risalto alla fragilità dell’anima ricreando gli spazi della quotidianità della protagonista da una struttura fatta di luci e di trasparenze\, come a simboleggiare una contemporanea campana di vetro. Il metallo\, l’acqua e la macchina da scrivere conquistano un ruolo centrale per evocare il paesaggio dell’anima e della quintessenza di Esther/Sylvia. \nLa necessità di immergere in modo totalizzante gli spettatori nel mondo interiore della protagonista\, porta alla scelta di far fruire lo spettacolo attraverso una ricca drammaturgia sonora\, in cuffia. La voce di Esther è limpida\, mentre quelle degli altri personaggi sono percepite distanti come dalla mente offuscata della protagonista e si vanno man mano a avvicinarsi proporzionalmente al suo percorso di guarigione. Le voci delle attrici in scena sono accompagnate dai suoni provenienti dall’ambiente e dagli interventi registrati di Sylvia\, circondate dal paesaggio sonoro che richiama il rituale di una quotidianità che si rivela essere irripetibile. Oltre ai suoni\, alle voci e a canzoni cantate dal vivo regna il silenzio. \nL’importanza della soggettiva comporta la volontà di lavorare per una dissociazione tra suono e immagine. Così le scene si sviluppano con una precisa sintesi di movimenti\, degli interpreti\, del suono e delle luci\, portando il linguaggio scenico verso l’astratto come in una fotografia di Gregory Crewdson. \nRagazze di vetro vuole raccontare le difficoltà\, le fragilità e l’eterna lotta dell’animo di una giovane donna dotata di talento artistico che ha necessità di forzare il limite\, spostare il confine\, altalenare sopra la linea di passaggio tra la realtà e l’arte\, la società e l’individuo\, la vita e la morte. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI DRAMMATURGIA:\n				La drammaturgia di Ragazze di vetro vuole focalizzarsi sul tema della depressione giovanile e la fragilità femminile\, causate anche dalla difficoltà di coniugare il ruolo della donna con l’ambizione di affermarsi come artista nella società. La figura di Sylvia Plath\, Esther nel romanzo\, è simbolo di una lotta\, interiore e sociale\, per l’emancipazione femminile che tuttora ha necessità di essere messa al centro dell’attenzione del pubblico\, dovuta alla persistenza della disparità di genere in ambito artistico e lavorativo in generale. L’instabilità della salute mentale della protagonista è sicuramente la circostanza principale di “La campana di vetro” che poi è anche un costante della vita dell’autrice. L’obbligo di misurarsi con le rigide regole della normalità sociale e sentire interiormente la spinta verso una diversità\, verso qualcosa che esuli dagli schemi riconosciuti e accettati\, accompagnati da una sensibilità e un’intelligenza fuori dal comune\, non possono che portare verso le zone più oscure della mente\, come ulteriore affermazione della necessità di essere riconosciuti come individuo e non come uno dei tanti esemplari prefabbricati. \nLa struttura drammaturgica si sviluppa a partire dal carattere autobiografico del romanzo e dell’opera letteraria di Sylvia Plath: due settimane dopo l’uscita del romanzo\, la poetessa statunitense si toglie la vita. L’immagine di partenza è l’ultima sera di Sylvia nel suo appartamento di Londra che si prepara al suicidio. È inevitabile il confronto con Esther\, sé stessa di 10 anni prima che aveva compiuto quel gesto estremo\, ma anche con alcune sue poesie\, racconti e materiali autobiografici. La presenza di Sylvia è affidata alla sola voce che avvolge la scena in un filtro epico.Il linguaggio vuole perseverare la poesia e la ricchezza di immagini dell’autrice\, ma nello stesso tempo dare corpo e concretezza teatrale alle parole. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				dal romanzo “La campana di vetro” e altri materiali di Sylvia PlathAdattamento di Maddalena Mazzocut-Mis e Sofia PelczerRegia Sofia PelczerCon Francesca Tripaldi e Federica Garavagliavoice off Sara ZanobbioConsulenza scenografica Giulia OlivieriAssistente alla regia Arianna GuaglioneProduzione Teatro Sguardo Oltre
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SUMMARY:MADE IN ILVA
DESCRIPTION:Lo spettacolo è stato tradotto in tre lingue e presentato nei maggiori festival internazionali con oltre 200 repliche in più di 15 paesi. Definito dalla critica un capolavoro di teatro fisico\, un esempio di biomeccanica contemporanea\, MADE IN ILVA è un assolo in cui l’attore interpreta un operaio\, archetipo del lavoratore contemporaneo\, che agisce ingabbiato in strutture metalliche compiendo azioni ripetitive e acrobatiche che lo portano all’alienazione. \nLa drammaturgia intreccia testimonianze dei lavoratori dell’ILVA a frammenti poetici dell’opera di L. Di Ruscio e testi appositamente composti. Le musiche\, i ritmi ossessivi\, i canti originali\, l’approccio fisico\, poetico e di forte impatto visivo\, fanno dello spettacolo un’opera d’arte totale. MADE IN ILVA esprime una critica universale al processo di brutalizzazione generato dal sistema di produzione contemporaneo. \nMADE IN ILVA trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto e dalle testimonianze di alcuni operai\, intervistati dalla compagnia che lavorano nella stessa fabbrica\, per incontrare i testi poetici di Luigi di Ruscio e Peter Shneider.La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. \nLo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale\, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società. \nL’attore spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni\, azioni acrobatiche e ripetitive\, interagendo continuamente con suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo\, in cui le note si intrecciano col canto di una voce femminile che gli ordina “Lavora! Produci! Agisci! Crea!”.Egli pone il suo rifugio in una scena composta da strutture metalliche\, resa cangiante dall’uso di video-proiezioni che rievocano il contesto della fabbrica\, delle numerose fabbriche che ancora esistono come fantasmi di un’epoca moderna ormai trascorsa. Immagini e suoni popolano i suoi sogni\, come residui archeologici che si trascinano ancora in vita\, come agonizzanti\, nella memoria e nei ricordi ossessivi di chi ancora oggi lavora in simili luoghi.L’attore attraversa questa sorta di inferno contemporaneo\, fatto di ritmi alienanti e spazi distorti\, giungendo a spogliarsi della propria identità e ad indossare una maschera anonima\, senza volto\, per difendere l’essenza del proprio animo. \nL’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile\, nel tentativo di sentire la propria carne calda\, il proprio vivere organico\, in contrapposizione al ferro-freddo\, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale\, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista. \n			\n				\n				\n				\n				\n				PREMI E RICONOSCIMENTI:\n				Nomination al Total Theatre Awards – Fringe Festival di EdimburgoPremio speciale della giuria al Festival FITIC – RomaniaPremio Cassino Off per l’impegno civile nelle arti scenichePremio Landieri – teatro d’impegno civileMiglior spettacolo straniero al 16° IIFUT – IranPremio della critica – Ermo ColleII° Premio Museo CerviSelezione Visionari al Festival KilowattOffX3 Teatro Spazio OFF \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Regia Anna Dora DornoCon Nicola PianzolaMusiche originali Riccardo NanniCanti originali e voce dal vivo Anna Dora DornoProduzione Instabili VagantiSupportato in residenza da Spazio OFF – Trento \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTO
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LOCATION:PACTA Salone\, VIA ULISSE DINI 7\, MILANO\, 20142\, Italia
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DESCRIPTION:Lo spettacolo è stato tradotto in tre lingue e presentato nei maggiori festival internazionali con oltre 200 repliche in più di 15 paesi. Definito dalla critica un capolavoro di teatro fisico\, un esempio di biomeccanica contemporanea\, MADE IN ILVA è un assolo in cui l’attore interpreta un operaio\, archetipo del lavoratore contemporaneo\, che agisce ingabbiato in strutture metalliche compiendo azioni ripetitive e acrobatiche che lo portano all’alienazione. \nLa drammaturgia intreccia testimonianze dei lavoratori dell’ILVA a frammenti poetici dell’opera di L. Di Ruscio e testi appositamente composti. Le musiche\, i ritmi ossessivi\, i canti originali\, l’approccio fisico\, poetico e di forte impatto visivo\, fanno dello spettacolo un’opera d’arte totale. MADE IN ILVA esprime una critica universale al processo di brutalizzazione generato dal sistema di produzione contemporaneo. \nMADE IN ILVA trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto e dalle testimonianze di alcuni operai\, intervistati dalla compagnia che lavorano nella stessa fabbrica\, per incontrare i testi poetici di Luigi di Ruscio e Peter Shneider.La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. \nLo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale\, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società. \nL’attore spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni\, azioni acrobatiche e ripetitive\, interagendo continuamente con suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo\, in cui le note si intrecciano col canto di una voce femminile che gli ordina “Lavora! Produci! Agisci! Crea!”.Egli pone il suo rifugio in una scena composta da strutture metalliche\, resa cangiante dall’uso di video-proiezioni che rievocano il contesto della fabbrica\, delle numerose fabbriche che ancora esistono come fantasmi di un’epoca moderna ormai trascorsa. Immagini e suoni popolano i suoi sogni\, come residui archeologici che si trascinano ancora in vita\, come agonizzanti\, nella memoria e nei ricordi ossessivi di chi ancora oggi lavora in simili luoghi.L’attore attraversa questa sorta di inferno contemporaneo\, fatto di ritmi alienanti e spazi distorti\, giungendo a spogliarsi della propria identità e ad indossare una maschera anonima\, senza volto\, per difendere l’essenza del proprio animo. \nL’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile\, nel tentativo di sentire la propria carne calda\, il proprio vivere organico\, in contrapposizione al ferro-freddo\, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale\, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Nomination al Total Theatre Awards – Fringe Festival di EdimburgoPremio speciale della giuria al Festival FITIC – RomaniaPremio Cassino Off per l’impegno civile nelle arti scenichePremio Landieri – teatro d’impegno civileMiglior spettacolo straniero al 16° IIFUT – IranPremio della critica – Ermo ColleII° Premio Museo CerviSelezione Visionari al Festival KilowattOffX3 Teatro Spazio OFF \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Regia Anna Dora DornoCon Nicola PianzolaMusiche originali Riccardo NanniCanti originali e voce dal vivo Anna Dora DornoProduzione Instabili VagantiSupportato in residenza da Spazio OFF – Trento \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì ore 11.00
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SUMMARY:VECCHI TEMPI (replica scolastica)
DESCRIPTION:Due persone in un calmo e caldo interno borghese. Sono marito e moglie e parlano di una terza persona che verrà a trovarli. Si tratta di un’amica di gioventù della moglie che lei quasi non ricorda dato il troppo tempo passato. \nMa l’amica è già lì\, nella stessa loro stanza e quando “tocca a lei” semplicemente entra tra i due rievocando il passato. \nDunque è una situazione reale? È la rappresentazione di un sogno? Le due donne sono diverse o si tratta di due aspetti dello stesso personaggio? \nNon fanno che parlare dei vecchi tempi andati\, ma ciascuno dei tre ne fornisce versioni completamente diverse. I fatti ricordati slittano continuamente verso contorti e differenti immaginari\, ma quanto il processo di distorsione della memoria è un fatto naturale e quanto invece è una strategia voluta? La tensione crescente lascia intravedere inquietanti finali possibili\, ma tutto si congelerà in un lontano\, silenzioso\, lento movimento\, come un’immagine che svanisce\, come qualcosa che non è mai accaduta ed abbiamo solo immaginato. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Il personaggio non è niente. La persona è tutto. \nMa la persona è limitata nel tempo e negli atti\, mentre il personaggio non ha un tempo e tra una riga e l’altra può compiere infinite azioni\, dunque ha qualcosa d’eterno. \nEppure personaggio è creazione d’una persona. \nSi può forse dire che Teatro è ciò che mette in relazione persona e personaggio. \nE questa relazione si può forse chiamare “attore”. \nSi tratta di mettere in scena un testo. Tutto qui. Facile? Mai niente fu facile ma lavorare con attori che conoscono il loro mestiere può regalare sublimi momenti di gioia pura. \nE quali sono gli attori che conoscono il loro mestiere? Sono quelli che sanno di non poterlo conoscere del tutto\, sono quelli che sanno che è si un mestiere\, ma è anche tutto il dolore del mondo. \nCreare un clima perchè questi attori possano trovare il loro gioco. La loro vivezza\, la loro irripetibilità\, attimo dopo attimo. \nCiò che conta non è la “situazione” ma la “condizione”\, ovvero ciò che permette agli attori di attraversare analogie. Le analogie che legano il teatro alla vita. \nDunque le note di regia non riguardano il “teatro” bensì lo “spettacolo” e la sua composizione. \nAbbiamo un interno. Un appartamento\, ma c’è anche una grande finestra. E’ la finestra delle nostre anime. E’ la finestra attraverso la quale nulla si vede se non pallidi colori e flebili suoni. \nCome regista ho solo una domanda rispetto a questo testo: perchè quei tre cantano tutte quelle canzoni? \nE poi c’è la questione dei ricordi e della memoria. I ricordi cambiano i connotati alle cose passate e la memoria è quel che si perde e la si perde insieme alla vita. Della memoria non rimane quasi più nulla. Frammenti\, stralci di finte verità\, convinzioni mal riposte\, cadute\, equivoci. La memoria si perde. Individualmente e collettivamente. E quel che chiamiamo Storia nulla può fare\, tutto si deforma\, tutto svanisce. \nMa questo lo sappiamo benissimo. \nAh\, dimenticavo. E’ una commedia. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Harold Pinternuova traduzione Alessandra Serraregia Claudio Morganticon Maria Eugenia D’Aquino\, Riccardo Magherini\, Annig Raimondispazio scenico e luci Fulvio Michelazzicostumi Nir Lagzielassistenti regia Livia Castiglioni\, Lorena Noceratecnici Eliel Ferreira de Sousa\, Angelo Villanoproduzione PACTA . dei Teatri \n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n				RASSEGNA STAMPA\n			\n				SCHEDA TECNICA
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SUMMARY:ELEA il sogno interrotto di Mario Tchou (replica scolastica)
DESCRIPTION:Il filone Radici che riunisce percorsi intrapresi negli ultimi anni\, rivelando ritratti originali a partire dalla vita di figure della Scienza\, dell’Arte\, della Moda\, che si sono distinte nei loro settori\, porta in scena l’invenzione di un uomo e l’infrangersi del suo sogno. \nIn un tragico incidente stradale il 9 novembre 1961 si schiantò la via italiana alla Sylicon Valley. Sull’automobile diretta a Ivrea\, quartier generale della Olivetti\, viaggiava il trentottenne Mario Tchou\, ingegnere visionario che custodiva il brevetto di un nuovissimo calcolatore che avrebbe proiettato l’Italia all’avanguardia nel mondo nella sperimentazione tecnologica sull’intelligenza artificiale. Ma tutto ebbe fine quella notte. \nPoco dopo la divisione elettronica della Olivetti fu dismessa e nel 1964 fu ceduta all’americana General Electric e l’Italia perse per sempre il suo primato. Elea 9003 rimase il capolavoro della Olivetti guidata da Mario Tchou\, che era a capo di un team di geniali ingegneri e collaboratori tutti sotto i trent’anni\, tra cui il nostro consulente scientifico\, il matematico Renato Betti\, allora diciannovenne\, assunti non sulla base del curriculum ma in nome della loro voglia di essere innovatori e della loro capacità di sognare e volare alto con l’immaginazione. \nIl nome di quel calcolatore eccezionale\, capostipite di tutta la futura tecnologia basata sul sistema binario\, era lo stesso dell’isola greca dove\, oltre 2500 anni fa\, prese vita una delle scuole filosofiche più importanti per lo sviluppo della civiltà occidentale: la scuola eleatica di Parmenide. “L’essere è\, il non essere non è”. Acceso spento\, zero uno\, on off. Il sistema binario dalla filosofia alla tecnologia e ritorno\, in un passaggio visionario e geniale capace di unire l’intuizione dei greci con la concretezza degli ingegneri di Mario Tchou. Lui\, metà italiano e metà cinese\, in pochi anni aveva spinto il mondo molto più avanti\, con un’accelerazione che gli costò la vita in quello che probabilmente fu un attentato\, di cui però non ci sono mai state le prove. \nElea\, insieme musa del pensiero e macchinario tecnologico\, rivive sulla scena attraverso il racconto di un personaggio misterioso. \nLe repliche saranno accompagnate da incontri di approfondimento con i protagonisti e i maggiori esperti delle tematiche suggerite dallo spettacolo. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				ideazione percorso Radici di Maria Eugenia d’Aquino\, Livia Castiglioni\, Alberto Oliva\ndrammaturgia Livia Castiglioni\ncon Maria Eugenia d’Aquino\nregia Alberto Oliva\ncontributo scenografico Ernesto jannini\nconsulenza storica e scientifica Massimo Mazzotti\, Director Professor Department of History University of California\, Berkeley e Renato Betti\, matematico\ntestimonianze Paolo Mamo\, nipote di Mario Tchou\, AD Altavia e Presidente di Plef – Planet Life Economy Foundation\ndisegno luci Manfredi Michelazzi\nproduzione PACTA . dei Teatri
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SUMMARY:COSMIC (replica scolastica)
DESCRIPTION:Perché l’universo non esiste senza di noi\, noi siamo il modo con cui l’universo cerca di conoscere se stesso. (Carl Sagan) \n\nSi parte da quel 1977\, quando l’allora presidente americano Jimmy Carter mandò in orbita tramite la sonda Voyager un messaggio rivolto a possibili forme di vita extraterrestre\, nel momento in cui gli Stati Uniti marcavano il distacco con i competitor sovietici nella corsa allo spazio. Da questi elementi prende avvio coSmic\, un viaggio vivace nei misteri dell’universo tra cronache del passato\, teorie presenti e fantasticherie di aspirazioni future. \nCon uno stile leggero e irriverente che richiama la stand-up comedy\, Tony Marzolla racconta di questioni scientifiche con chiarezza e semplicità\, risolvendo la complessità coSmica in comica: s’addentra nelle nuove frontiere della ricerca e delle missioni spaziali; reinventa scenari scientifici con uno stile giocoso e surreale\, tra buchi neri e cunicoli spazio temporali; immagina incontri tra sonde e s’imbatte nel revisionismo dei Terrapiattisti. \nUn one-man show divertente e originale che tra battute e visioni fantascientifiche ci ricorda in fondo che questo pallido pallino blu sul quale poggiamo i piedi è l’unica cosa che abbiamo mai realmente conosciuto. \nLo spettacolo si avvale dalla preziosa consulenza dell’astrofisica Elisa Nichelli e del fisico Gianfranco Bertone\, che hanno permesso di semplificare la complessità “cosmica”\, rendendola appunto “comica”. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Scritto\, diretto ed interpretrato da Tony Marzollaregia di Antonella Carone\, Tony Marzollascene Bruno Soriatodecorazione maschera Luigia Bressanregistrazione audio Piero Santorovoice off regista Luigi MorettiConsulenza Scientifica Astrofisica Elisa Nichelli\, Fisico Gianfranco BertoneProduzione Carone&MarzollaCon il Patrocinio dell’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica)Spettacolo “SELEZIONE IN-BOX BLU 2021”
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SUMMARY:L’ORAZIO (replica scolastica)
DESCRIPTION:La comunità affronta un dilemma difficilmente risolvibile: può un eroe\, riconosciuto da tutti come lo strenuo difensore della libertà dei suoi concittadini\, essere al contempo un assassino? Rivisitando il mito\, il grande drammaturgo Heiner Muller ci restituisce in modo lucido e appassionato il dramma che ogni società si trova ad affrontare nel tentativo di affermare la Verità. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Heiner Mullertraduzione di Saverio Vertone e Mario Missirolicon Lorena Nocera\, Gilberto Colla\, Giovanni Battista Stortimusiche di Thomas Umbaca (el. Piano\, loop station)installazione di Marcello Chiarenza e Marco Muzzolondisegno e partitura luci di Fulvio Michelazzicostumi di Caterina Villaregia di Giovanni Battista Stortiproduzione Teatro Alkaestin coproduzione con PACTA . dei Teatri
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SUMMARY:FEDRAH o della Spietà dell’Amore Variazioni attorno al mito e alle sue riscritture (replica scolastica)
DESCRIPTION:Compiamo questo nuovo viaggio nel teatro con l’artista Michele Di Mauro\, operaio della scena\, collega e amico\, con cui da circa quindici anni costruiamo occasioni per osservarci (scenicamente) al microscopio\, nel desiderio di innalzare la consapevolezza del nostro mestiere. Oggi decidiamo di compiere un azzardo\, passando dalla zona pre-creativa alla zona creativa: concepiremo una creatura che si chiamerà FEDRAH\, che avrà il cuore nella tragedia classica e l’H in nome della Kane. [Giorgia Cerruti\, Piccola Compagnia della Magnolia] \n\nPerché Fedra oggi? Perché il nostro sembra un mondo refrattario al Sentimento\, e quindi alla vita stessa\, al futuro che verrà.Nella verità inattaccabile del Desiderio di Fedra è invece contenuta un’oggettività euforizzante\, eccitante. Attraversare leinnumerevoli riscritture di Fedra vuol forse dire “provare a farsi carico” del cuore emotivo del Mondo: se non ci fosse Lei\, tutto potrebbe continuare nella propria indefinitezza\, aspettando la fine di tutto. Proveremo a compiere un viaggio tecnico-sentimentale dentro questo mito\, spostandolo di fronte a noi\, cittadini e belve di oggi.Con questo nuovo lavoro “rovistiamo” ancora e nuovamente tra i miti classici impastando contaminazioni\, utilizzando leriscritture come trampolino (o precipizio) per tornare là\, al cuore intatto della tragedia.Quando inizia e quando finisce un classico?E cosa lo definisce? \nLo spettacolo ha debuttato in prima nazionale a novembre 2021 presso Gli Scarti/FuoriLuogo\, La Spezia; a livello regionale a gennaio 2022 presso OFF TOPIC/Teatro Cubo\, stagione Fertili Terreni Teatro\, Torino. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Elaborazione drammaturgica e regia Michele Di MauroCon Giorgia Cerruti\, Francesca Cassottana\, Davide GiglioOrizzonti sonori Guglielmo DianaScene e luci Lucio DianaTecnico luci Marco FerreroImmagini\, suoni\, parole e sinapsiche verticali Elvis FlanellaAssistente alla regia Alessandro PersichellaRealizzazione scenotecnica Maurizio FoOrganizzazione/Produzione Angelo PastoreSegretaria di Compagnia Emanuela FaiazzaProduzione Piccola Compagnia della Magnoliain coproduzione con Gli Scarti/FuoriLuogo\, La Speziacon il sostegno di Tap/Torino Arti Performativecon il supporto di Cap10100in collaborazione con Istituto per i beni marionettistici e il Teatro Popolare – Marionette di Francesco Arini \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Sinapsicando tra Euripide e Racine\, tra Sarah Kane e Kate Tempest\, e passando sotto l’immaginario dissacrante di Elvis Flanella\, questa mia FEDRAH (che ha le radici nella reinvenzione del classico e l’H in onore di SaraH) ha nel suo centro drammatico l’AMORE come Inizio e Fine di tutto. L’Amore come Fiamma e Pioggia che l’annulla. L’Amore che sa di gelsomino e di letame\, che ti fa risorgere e t’ammazza 2 volte!E intorno ad Esso\, famiglie che si sgretolano\, passioni che il destino gestisce e gli uomini non riescono a domare\, vite chedurano un giorno e giorni che valgono una vita. 3 personaggi: Fedra\, Ippolito e Strophe (emblematica aggiunta della Kane\, che fa della sua rivisitazione novecentesca un nuovo classico per il post 2000).In scena\, non un’ipotesi di nuova famiglia reale (di natura fiabesca) ma un azzardo di parallelo coi nuovi Re. Con quellefamiglie che hanno cambiato la nostra storia e continuano a tenerla in pugno. Che hanno sostituito le tragedie letterarie con le proprie\, private. E tra queste\, una su tutte: quella degli Agnelli\, croce e delizia del Popolo dipendente. Luogo dell’effimero e del kitsch.Un modo per dare alla mia Fedra dei “parenti terribili” ma maledettamente “reali”.Per guardare verso gli Dei con una smorfia di disprezzo e un desiderio di rivincita giornaliera. Non tutto è male\, ciò che finisce male\, se nel “durante” si assapora la dolcezza dell’eterno. \nMichele Di Mauro \n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				FEDRAH_ph.Francesco Tassara (2)\n					\n					\n					\n				\n				FEDRAH_ph.Francesco Tassara (4)\n					\n					\n					\n				\n				FEDRAH 1\n					\n					\n					\n				\n				FEDRAH 2
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SUMMARY:APPUNTAMENTO AL LIMITE (REPLICA SCOLASTICA)
DESCRIPTION:Il calcolo infinitesimale è una delle teorie matematiche che più ha arricchito la matematica moderna e determinato il progresso scientifico\, in quanto è in grado di interpretare il continuo e il movimento. Newton e Leibnitz ne sono indiscutibilmente riconosciuti come gli scopritori\, ma per rintracciarne le origini bisogna risalire fino ai geometri greci dell’antichità\, inoltrarsi nel progredire del concetto di numero sino ad arrivare alla sintesi tra geometria e algebra di Cartesio. Poi ancora bisogna conquistare il concetto di funzione\, superare lo scoglio dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo\, entrare d’un tratto nel concetto di limite. I matematici e i filosofi che hanno portato avanti le idee di Newton e di Leibnitz sono arrivati a offrirci una teoria ben costruita\, logicamente ineccepibile\, ma ancora ricca di frutti da cogliere. Davvero il calcolo infinitesimale è\, come si diceva ancora sino al XIX secolo\, il calcolo sublime nel senso etimologico del termine e cioè ciò che arriva sino alla soglia più alta. \nLa nascita dell’analisi matematica coincide con il definitivo stringersi del legame tra matematica e fisica\, quindi tra matematica e scienza moderna. Imparare un po’ di analisi è quindi imparare un linguaggio necessario a comprendere la scienza moderna; è alfabetizzazione scientifica. Ed è anche importante conoscere qualche aspetto storico del nascere e dello svilupparsi del calcolo infinitesimale\, grazie al quale sono entrati a far parte della matematica\, in modo pervasivo\, i procedimenti infiniti. \nLo spettacolo Appuntamento al limite esplora questi temi in chiave teatrale\, partendo dall’idea di limite\, inteso come non-luogo estremo verso cui tendiamo senza potervi giungere\, nel quale la realtà che conosciamo cambia natura\, e i rapporti si trasformano: una soglia proibita che conduce a un mondo capovolto e magico dove\, come nel teatro\, “tutto è finto\, ma niente è falso”. C’è un luogo imprecisato\, dove una coppia di attori sta provando una scena ambientata all’epoca dell’infanzia di Newton. Eppure\, qualcosa non torna. Gli attori sono lì quasi loro malgrado\, come se fossero costretti a recitare una parte che non capiscono\, guidati da un regista intransigente\, che li costringe a ripetere la scena all’infinito\, come se la scena nascondesse qualcosa. C’è una società in declino\, sottilmente oppressiva\, che fa del controllo costante degli individui lo strumento per mantenere il consenso. Gli attori in scena si muovono tra questi due mondi in un gioco di specchi paralleli\, cercando\, nella dimensione teatrale\, un incontro tra la visionematematica e quella psicologica di limite\, relazione\, infinito. \nNelle scene emergono poco a poco le relazioni che legano i personaggi\, le dinamiche dei loro sentimenti\, i mutamenti causati dal cambiamento di alcune condizioni. Si tratta della forma teatrale in cui si possono esprimere alcuni dei concetti fondamentali del calcolo infinitesimale quali funzione\, continuità\, derivata\, sistemi dinamici e\, sopra a tutti\, il concetto di limite. I sentimenti dei personaggi sono descritti attraverso funzioni che ne registrano i mutamenti\, da un’iniziale apatia all’amore\, dall’amore all’aperta avversione. Funzioni\, il cui andamento si rivela poco a poco\, attraverso l’analisi di alcuni elementi che via via si evidenziano in scene successive. Le dinamiche reciproche modellano i rapporti di coppia sia per gli attori\, sia per i loro personaggi portandoli verso un destino solo accennato ma ugualmente prevedibile. Quel destino che si può interpretare come il limite cui ciascuno si sta avvicinando. L’esperienza di andare verso il proprio limite ed eventualmente \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				con Maria Eugenia D’Aquino\,Riccardo Magherini\, Vladimir Todisco Grandedrammaturgia a cura di Riccardo Miniregia di Valentina Colorniconsulenza matematica delPolitecnico di Milanoeffetti video\, riprese e grafica VAS di Davide Ganito\,Virginio Levrio\, Enrico Targetti\, Carlotta e Benedetta Mercantiniluci Fulvio Michelazzicollaborazione ai costumi Sartoria NEGLIA – Milanoproduzione PACTA . dei Teatri – TeatroInMatematica – Scienza In Scena \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI APPROFONDIMENTO:\n				Lo spettacolo è incentrato sull’idea di limite. In uno studio di funzione\, ci sono sempre dei punti un cui la funzione\, per qualche motivo non è definita. Questo drammaturgicamente è interessante\, una sorta di ‘tirante’ drammatico Pensiamo al meccanismo del giallo: ildetective cerca di ricostruire tutto quello che è successo prima di un delitto e tutto quello che è successo dopo\, nel modo sempre più dettagliato possibile\, per ricostruire il momento stesso in cui è avvenuto l’omicidio (che\, nel parallelismo con lo studio di funzione\, è quel punto in cui la funzione non è definita e a cui bisogna giungere ipotizzando dei valori che tendano a un certo limite).Si deve ricostruire un momento di cui non si sa nulla con i valori dei momenti immediatamente precedenti e immediatamente successivi.Tutte e due le scene sono basate su una sorta di “buco” narrativo che i personaggi cercano in qualche modo di ricostruire\, in modi stilisticamente diversi. \nPrima storia. La rivoluzione. Dove sono i ‘buchi’?1. L’esplosione\, l’attacco terroristico\, i personaggi non hanno piena consapevolezza forse a causa di un’amnesia e uno scienziato-controllore cerca di farli ricordare.2. Quando il puntino rosso scompare.3. Il sogno con l’interruzione dell’istante. \nSeconda storia. Prove d’addio1. Un buco nella storia2. Nella consapevolezza degli attori3. La presenza nell’assenza di Newton \nOgni volta che utilizziamo lo studio di funzione\, y F(x) e tracciamo un grafico che disegna una curva che studia l’ andamento del fenomeno\, noi riduciamo la complessità\, eliminando dei dati che non ci interessano per rivelare l’andamento di un certo tipo di evento. Così facendo noi stiamo costruendo un’altra realtà\, che è la realtà della realtà semplificata.Nella prima storia si analizzano i vari passaggi che porterebbero una persona a commettere un atto criminale dandogli una serie di stimoli\, la perdita del lavoro\, venire in contatto con elementi eversivi\, si costruisce una simulazione di quello che succede in modo\, che le persone\, vivendo la simulazione\, possano far fronte a un’eventuale attacco terroristico\, e questo potrebbe essere uno strumento di controllo sociale.Nella seconda storia il ‘copione’ è un esempio di funzione: parole sulla carta\, esattamente come asse x\, asse y …valori\, uno scheletro\, a cui poi le prove\, la messa in scena danno carne e vita..Un altro esempio: avvicinamento infinito delle prove al risultato finale\, che è comunque un ‘limite’ di qualcosa che tende a qualcos’altro…. Noi siamo attori\, non saremo mai i personaggi\, tendiamo a raccontare una storia il più possibile vera. Un copione è uno studio di funzione. Un modello matematico serve per studiare i fenomeni della realtà. Ma i modelli matematici non riescono spesso a cogliere la struttura della realtà\, spesso intervengono altri fattori anche sociali o politici. \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				ore 11:30
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LOCATION:PACTA Salone\, VIA ULISSE DINI 7\, MILANO\, 20142\, Italia
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SUMMARY:BLACK BOX - Dentro l’algoritmo (replica scolastica)
DESCRIPTION:Il progetto TeatroInMatematica\, ideato da Maria Eugenia D’Aquino\, celebra il ventesimo compleanno con il nuovo spettacolo: il decimo del repertorio. Vent’anni\, dieci spettacoli\, decine e decine di laboratori\, incontri\, approfondimenti\, sempre sulla cresta dell’onda. E ora più che mai con uno spettacolo di grandissima attualità. \nIntelligenza artificiale. Machine learning. Data profiling. Capitalismo della sorveglianza. Sono termini di cui si sente parlare sempre più spesso\, in relazione ai cambiamenti rapidissimi che la società globale sta attraversando nella nostra epoca. E pur nella diversità di ambiti in cui vengono applicati\, fanno tutti riferimento al concetto matematico di algoritmo. Sono gli algoritmi a regolare ogni aspetto della vita economica e sociale. E gli algoritmi per funzionare e perfezionarsi attingono alle miriadi di dati sul nostro comportamento che ognuno di noi fornisce ogni volta che accendiamo un computer o utilizziamo uno smartphone o una carta di credito o anche solo una carta fedeltà del supermercato. \nSullo sfondo di questo scenario\, che sembra rubato ad un racconto di fantascienza ma è assolutamente quotidiano e reale\, lo spettacolo Black Box getta uno sguardo sul tema degli algoritmi e sul loro impatto nella vita quotidiana\, a partire da una semplice domanda: ha senso parlare di libertà in un mondo senza più privacy\, in cui ogni nostro gesto\, azione o pensiero sono osservati? \nMai come oggi un concetto puramente matematico ha avuto un’influenza così grande su ogni aspetto del vivere sociale\, dal livello globale a quello più individuale\, tanto che si inizia a parlare di una vera e propria rivoluzione antropologica in atto\, perché è proprio ad algoritmi che ci rivolgiamo ogni volta che decidiamo di interagire in un mondo sempre più interconnesso grazie all’utilizzo pervasivo di macchine e tecnologie informatiche. \nProtagonista dello spettacolo è Cluster\, un data mining analyst che lavora per una importante società di analisi dati. Insieme a lui è Alice\, l’intelligenza artificiale che gestisce l’ambiente di lavoro\, gli fornisce i compiti da svolgere e controlla la sua performance. Alice è una macchina\, ma conosce Cluster così bene che tra i due si crea un rapporto quasi umano\, quasi intimo. E poi c’è Celia… ma chi è Celia? \nAttraverso lo studio di flussi di dati\, comportamenti da osservare\, decisioni da prendere\, quella che sembra una giornata di lavoro come tutte le altre si trasforma però ad un tratto in un’avventura quando Alice propone a Cluster di entrare in Black Box\, un gioco di realtà virtuale innovativo\, diverso da tutti gli altri perché simile alla vita. La decisione di Cluster cambierà per sempre il suo modo di vedere non solo il proprio lavoro ma anche il mondo in cui vive\, e sé stesso. \nLo spettacolo cerca di affrontare alcune delle domande che la constatazione di vivere in una sempre più efficiente algocrazia fa nascere quotidianamente in ognuno di noi. La risposta è lasciata allo spettatore. \n“Gli algoritmi sono potenti produttori di mondo. Di chi sarà il mondo che faranno?” si chiede Massimo Mazzotti. Il futuro dell’umanità è davvero quello che prospetta Shoshana Zuboff\, psicologa e scrittrice\, nel suo libro Il capitalismo della sorveglianza? \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DELL'AUTORE\n				Stai per entrare in Black Box.\n Qui all’inizio è tutto buio\, quindi meglio se mi dai la mano. Ti guiderò con mano sicura\, in modo discreto\, senza che tu te ne accorga. Dapprima solo osservandoti\, raccogliendo informazioni su quello che mangi\, compri\, leggi\, i luoghi che ami e quelli che odi\, quanto guadagni\, quello che dici quando sei con gli altri e pensi quando non c’è nessuno. Su quello che ti fa emozionare. Arrabbiare. Innamorare. Ammalare. Verrà un momento in cui ti conoscerò meglio di quanto tu ti conosca. Non devi fare niente. Solo vivere. E più vivi\, più sarò in grado di aiutarti a vivere\, di guidarti nelle scelte giuste\, quelle che ti rendono felice. Devi solo fidarti. E soprattutto\, non lasciare mai la mia mano. Perché qui all’inizio è tutto buio\, e solo io conosco la strada. \nBlack Box è un teatro in cui si muovono attori non sempre convinti di essere attori.\n Black Box è un ufficio dove si analizzano dati\, un ufficio come tanti di una società uguale a molte\, in una giornata di lavoro che sembra uguale a tutte le altre.\n Black Box è un gioco di realtà virtuale che è come la vita\, perché la vita è un gioco.\n Black Box è un viaggio dentro l’algoritmo. L’algoritmo che giorno dopo giorno\, sulla base delle nostre scelte e dei nostri comportamenti\, dà forma al mondo in cui viviamo\, ci aiuta a crearlo e lo crea per noi. È un viaggio dentro noi stessi. Dentro quella parte di noi che motiva i nostri valori\, le nostre azioni e che nessuno\, a volte neppure noi stessi\, a parte l’algoritmo\, conosce.\n Black Box prova a rispondere alla domanda: ha senso parlare di libertà in un mondo senza più privacy? \nRiccardo Mini\n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				progetto TeatroInMatematica di Maria Eugenia D’Aquino\ndrammaturgia Riccardo Mini\nconsulenza scientifica Massimo Mazzotti\, Director Professor Department of History University of California\, Berkeley\ncon Maria Eugenia D’Aquino\, Riccardo Magherini\, Lorena Nocera\nregia Riccardo Magherini\nmusiche originali Maurizio Pisati\ndisegno luci Manfredi Michelazzi\nspazio scenico Fulvio Michelazzi\noggetti di scena Ernesto Jannini\ncostruzioni Eliel Ferreira de Sousa\nassistente alla regia Fabrizio Kofler\nproduzione PACTA . dei Teatri – TeatroInMatematica ScienzaInScena\n			\n				\n				\n				\n				\n				COMITATO SCIENTIFICO:\n				Massimo Mazzotti\, Director Professor Department of History University of California\, Berkeley\, ha recentemente pubblicato in italiano Maria Gaetana Agnesi e il suo mondo. Una vita tra scienza e carità\, Ed. Carocci 2019; è stato il consulente storico scientifico per lo spettacolo di PACTA sulla matematica\, filosofa\, benefattrice dal titolo Né brutta né bella e illustra la materia che poi la scrittura creativa di Riccardo Mini traspone in azione scenica\, come da anni avviene nel progetto TeatroInMatematica\, alcuni testi del quale sono contenuti nel libro Il caso\, probabilmente Ed. Scienza Express.\n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				1^ replica: ore 9:00 \n2^ replica: ore 11:30
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SUMMARY:FABRIZIO DE ANDRE’ E NICK CAVE\, DUE PROFONDITA' A CONFRONTO (replica scolastica)
DESCRIPTION:Due artisti immensi ma apparentemente distanti\, contemporanei solo in parte\, perché di età diverse e vissuti agli antipodi del mondo. Eppure entrambi hanno saputo varcare le soglie segrete dell’anima grazie a una voce profonda e a melodie semplici e intense\, nel segno del loro comune mentore Leonard Cohen. Un’occasione unica per meditare insieme sui temi eterni dell’essere umano\, e forse… ritrovarsi. \nQuesti sono i motivi per cui mettiamo a confronto i due cantautori\, e lo facciamo attraverso le esecuzioni di due band distinte: i Kicking Pricks e i Figli di un Temporale\, due gruppi che hanno la capacità di interpretare e di riproporre quei suoni così suggestivi ed eterni\, opere che mai potranno passare di moda perché a nessuna “moda” sono mai appartenuti. \nIl tema della matinée sarà Eros e Thanatos. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Produzione Kicking Pricks e Figli di un Temporale
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SUMMARY:ADDIO ALLE ARMI (replica scolastica)
DESCRIPTION:Il capolavoro di Hemingway smaschera\, attraverso una tragica storia d’amore\, l’insensatezza della guerra. Basato su fatti in parte autobiografici\, racconta il travolgente sentimento che nasce tra Frederic\, soldato americano arruolatosi volontario nell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale\, e l’infermiera inglese Catherine. \nDopo la disfatta di Caporetto\, Frederic\, disilluso dalle miserie e dagli orrori della guerra\, riesce a disertare e a scappare in Svizzera. Lo spettacolo è un viaggio esistenziale alla ricerca di risposta alla domanda di senso che\, davanti a ogni guerra\, ci lascia sbigottiti e senza parole. \n			\n				\n				\n				\n				\n				dal romanzo di Ernest Hemingwaycon Alessandro Bandini\, Mario Cei\, Leda Kreidermusiche originali eseguite dal vivo da La Scapigliaturaregia Paolo Bignaminiscene e costumi Maria Paola Di Francescodisegno e partitura luci Fulvio Michelazzi AILDaiuto regia Giulia Asseltaassistente alla regia Irene Carerafoto di scena Fabio Zavattieriproduzione CTB Centro Teatrale Bresciano \n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				Fabio Zavattieri – Addio Alle Armi (prove 24.07)-5_orizz\n					\n					\n					\n				\n				Fabio Zavattieri – Addio Alle Armi (prove 24.07)-25\n					\n					\n					\n				\n				Fabio Zavattieri – Addio Alle Armi (prove 24.07)-19\n					\n					\n					\n				\n				Fabio Zavattieri – Addio Alle Armi (prove 24.07)-46\n					\n					\n					\n				\n				Fabio Zavattieri – Addio Alle Armi (prove 24.07)-15
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CATEGORIES:REPLICHE SCOLASTICHE
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