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SUMMARY:GIZA E LE STELLE CHE NON TRAMONTANO MAI
DESCRIPTION:Torna con una nuova edizione l’appuntamento cult sotto la volta celeste del Civico Planetario\, con nuove esplorazioni in un mondo che rivela ancora molte soprese. Il modo in cui gli Egizi concepivano la vita ultraterrena dei faraoni era profondamente connesso ai cicli celesti. \nIl faraone era destinato a unirsi con le stelle che non tramontano mai e a raggiungere Osiride e Iside\, le cui controparti celesti erano Orione e Sirio. Infine\, il re defunto avrebbe navigato con Ra\, il Dio Sole\, nel giorno e nella notte. \nQuesto scenario è testimoniato dagli enigmatici e antichissimi testi delle piramidi e da spettacolari monumenti orientati astronomicamente\, come le Piramidi di Giza. \nLo spettacolo propone un viaggio\, affascinante ma scientificamente rigoroso\, alla scoperta di alcune di queste testimonianze utilizzando come chiave la giovane scienza chiamata Archeoastronomia. \nPresso il Civico Planetario di Milano “Ulrico Hoepli”\, Corso Venezia\, 57: Biglietti in prevendita online al link http://booking.lofficina.eu/sito/ – in vendita in cassa c/o Civico Planetario Ulrico Hoepli di Milano c.so Venezia 57 – www.lofficina.eu – info@lofficina.eu \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di e con Giulio Magli\, archeoastronomo del Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milanoletture a cura di Maria Eugenia D’Aquinoproduzione PACTA . dei Teatri – Politecnico di Milanoin collaborazione con LOfficina del Planetario – inserito negli appuntamenti di Febbraio al Civico Planetario di Milano
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SUMMARY:ELEA\, Il sogno interrotto di Mario Tchou
DESCRIPTION:Il filone Radici rivelando ritratti originali a partire dalla vita di figure della Scienza\, dell’Arte\, della Moda\, che si sono distinte nei loro settori\, porta in scena l’invenzione di un uomo e l’infrangersi del suo sogno. \nIn un tragico incidente stradale il 9 novembre 1961 si schiantò la via italiana alla Silicon Valley. Sull’automobile diretta a Ivrea\, quartier generale della Olivetti\, viaggiava il trentasettenne Mario Tchou\, ingegnere visionario che custodiva il brevetto di un nuovissimo calcolatore che avrebbe proiettato l’Italia all’avanguardia nel mondo nellasperimentazione tecnologica sull’intelligenza artificiale. Ma tutto ebbe fine quella notte. Poco dopo\, la divisione elettronica della Olivetti fu dismessa e nel 1964 fu ceduta all’americana General Electric e l’Italia perse per sempre il suo primato. \nElea 9003 rimase il capolavoro della Olivetti guidata da Mario Tchou\, che era a capo di un team di geniali ingegneri e collaboratori tutti sotto i trent’anni\, tra cui il consulente scientifico dello spettacolo\, il matematico Renato Betti. Il nome di quel calcolatore\, capostipite di tutta la futura tecnologia basata sul sistema binario\, era lo stesso della polis greca dove\, oltre 2500 anni fa\, prese vita una delle scuole filosofiche più importanti per lo sviluppo della civiltà occidentale: la scuola eleatica di Parmenide. “L’essere è\, il non essere non è”. Acceso spento\, zero uno\, on off. Il sistema binario dalla filosofia alla tecnologia e ritorno\, in un passaggio visionario e geniale capace di unire l’intuizione deigreci con la concretezza degli ingegneri di Mario Tchou. \nElea\, insieme musa del pensiero e macchinario tecnologico\, rivive sulla scena attraverso il racconto di un personaggio misterioso. \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				ideazione percorso Radici di Maria Eugenia d’Aquino\, Livia Castiglioni\, Alberto Olivadrammaturgia Livia Castiglionicon Maria Eugenia d’Aquinoregia Alberto Olivamusiche originali “EAsuite” Maurizio Pisatiscenografia Ernesto Janniniconsulenza storica e scientifica Massimo Mazzotti\, Director Professor Department of History University of California\, Berkeley e Renato Betti\, matematicotestimonianze Paolo Mamo\, nipote di Mario Tchou\, AD Altavia e Presidente di Plef – Planet Life Economy Foundationdisegno luci Manfredi Michelazziassistente alla regia Marianna Cossuproduzione PACTA . dei Teatri \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì 15 febbraio 20:45 REPLICA ANNULLATA CAUSA GRAVE LUTTO DELLA COMPAGNIA \ngiovedì 16 febbraio 19:00 \nsabato 18 febbraio 20:45 \ndomenica 19 febbraio 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:LA JUPITER
DESCRIPTION:Novità di questa edizione del Festival è l’intersezione tra Scienza e Musica\, grazie all’ incontro con l’iniziativa\, unica nel suo genere\, della rassegna Musica & Scienza\, curata da uno dei principali poli musicali di Milano. Di fronte alla grandezza dell’universo l’uomo è infinitamente piccolo\, così come di fronte alla grandiosità della musica non possiamo far altro che lasciarci travolgere\, come ci raccontano le composizioni di Arnold Schönberg e di W. A. Mozart in programma. \nA. Schönberg Verklärte Nacht (Notte Trasfi gurata)\nW. A. Mozart Sinfonia n.41 in Do maggiore K551 Jupiter \nOrchestra Sinfonica di Milano\nDirettore Kolja Blacher\nproduzione Orchestra Sinfonica di Milano \nInfo e prenotazioni: Orchestra Sinfonica di Milano – Eventi
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LOCATION:ORCHESTRA SINFONICA DI MILANO\, Largo Gustav Mahler\, Milano\, Italia
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SUMMARY:SCIENZIATE VISIONARIE\, Il mondo che vogliamo
DESCRIPTION:Una formula vincente\, e ormai una tradizione\, quella di Maria Eugenia D’Aquino di rivelare sulla scena storie\, testimonianze di Donne che hanno scolpito il cammino della Scienza e della Conoscenza\, in collaborazione con le figure e le istituzioni più rappresentative nell’ambito dell’affermazione delle donne nel progresso scientifico. \nQuest’anno il palcoscenico di ScienzaInScena celebra l’importante ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015\, portando alla ribalta due scienziate\, Donella Meadows e Alice Hamilton\, due figure chiave nella sostenibilità ambientale\, nella salute e sicurezza nel mondo del lavoro. \nIn quale direzione vuole andare la scienza delle donne se non c’è una visione del mondo che desideriamo e un ostinato ottimismo nel perseguirla? Donella Meadows e Alice Hamilton una loro visione l’hanno avuta ed è da quella che si sono lasciate guidare\, sfidando posizioni scientifiche consolidate\, aprendo campi di ricerca inaspettati laddove si parla di ambiente\, di salute umana e di sviluppo sostenibile\, laddove sembra che la scienza debba essere separata dalla politica. \nLa serata sarà introdotta da:Elena Grandi\, Assessora all’Ambiente e Verde del Comune di MilanoDiana De Marchi\, Consigliera delegata al Lavoro e Politiche sociali della Città Metropolitana di Milano e Presidente Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili Comune di Milano \nAl termine della performance:Il saluto di Legambiente Lombardia da parte della presidente Barbara Meggetto insieme all’autrice del libro Le sfumature del verde. Storie di donne e ambiente\, Paola Turroni \n			\n				\n				\n				\n				\n				COMITATO SCIENTIFICO:\n				Cristina MangiaFisica ambientale presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR. Si interessa di capire dove vanno a finire gli inquinanti atmosferici una volta emessi e che impatto hanno sulla salute e sul clima attraversando confini disciplinari e transdisciplinari. Perché l’ambiente e la salute non sono temi neutrali rispetto alle differenze di stato socio economico né neutri rispetto al genere.Ama sedersi in compagnia di colleghe sulle spalle delle grandi scienziate del passato per individuare la propria strada di ricerca. Responsabile di diversi progetti\, è autrice di circa 100 pubblicazioni scientifiche. È stata presidente dell’Associazione Donne e Scienza. Cura la rubrica Coscienziat@ sulla rivista SAPERE ed Epidemiologia di Genere sulla rivista Epidemiologia e Prevenzione. È co-direttrice della collana editoriale del CNR Scienziati in affanno di cui ha curato il volume Scienza\, politica e società. La scienza post-normale. \nSabrina PrestoRicercatrice del CNR\, all’Istituto di chimica della materia condensata e tecnologie per l’energia di Genova. Si occupa di materiali e processi per la produzione di energia pulita. Convinta che scienza e società debbano dialogare e che un mondo sostenibile passi attraverso il rispetto dei diritti delle persone e dell’ambiente\, spesso preferisce partire dal basso\, dalle bambine e dai bambini con seminari e laboratori divulgativi nelle scuole e negli eventi dedicati. Tiene corsi di formazione per insegnanti e personale educante sui temi “STEAM e genere “dal nido alla scuola secondaria di I grado. È consigliera dell’associazione Donne e scienza e collabora con riviste divulgative\, tra cui Galileonet e Agenda17. \nSara SestiDocente di Matematica e ricercatrice in Storia della Scienza\, fa parte dell’Associazione Donne e Scienza. Ha curato per il Centro di Ricerca PRISTEM dell’Università Bocconi\, la mostra Scienziate d’Occidente. Due secoli di storia\, il primo studio italiano sulle biografie di scienziate. Collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica. Ha pubblicato con Liliana Moro il libro Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie\, Ledizioni\, 2020. Cura la pagina Facebook Scienziate nel tempo\, che ha ricevuto il premio Immagini amiche istituito dall’UDI con il patrocinio del Parlamento Europeo\, per “premiare la comunicazione\, che costruisce un’immagine positiva\, senza stereotipi di genere e senza immagini sessiste”. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				A cura di e con Cristina Mangia\, fisica ambientale\, ricercatrice CNR\,Sabrina Presto\, fisica\, ricercatrice e divulgatrice al CNR\,Sara Sesti\, matematica ricercatrice in Storia della Scienzaelaborazione scenica e regia Maria Eugenia D’Aquinoluci Andrea Cerianiproduzione PACTA . dei Teatriin collaborazione con D.i.Re\, CNR\, ISAC CNR\, Associazione Donne e scienza\, LUD – Associazione per una Libera Università delle Donne\, CREIS Centro Ricerca Europea per l’Innovazione Sostenibile \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				sabato 20:45 \n  \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:LA FORZA NASCOSTA\, Scienziate nella Fisica e nella Storia
DESCRIPTION:La Forza Nascosta nasce da un’interazione che\, come una vibrazione\, ha attraversato un gruppo di ricercatrici Fisiche\, Storiche e Teatrali. \nLo spettacolo offre una visuale sulla Fisica del ‘900 attraverso gli occhi di quattro scienziate che ne sono state protagoniste\, anche se hanno ricevuto solo in parte l’attenzione che avrebbero meritato per le loro scoperte e il loro ingegno. Dalle loro storie traspare un tessuto comune dal forte valore intellettuale ed umano\, un’alchimia tra talento e determinazione\, che le ha portate a raggiungere risultati scientifici fondamentali per la comprensione della natura. Dai metodi innovativi per rivelare l’essenza dei processi nucleari agli esperimenti sulle loro simmetrie nascoste\, dalla natura sfuggente dei neutrini all’osservazione di galassie lontane. \nLa loro vita si è intrecciata ai cambiamenti sociali e storici vissuti con coraggio ed entusiasmo da ognuna di loro\, in un quadro internazionale caratterizzato da grandi sconvolgimenti. Sono ancora troppo poche le persone che si preoccupano di tramandare\, celebrare\, far conoscere una genealogia al femminile. In questo spettacolo incontreremo Marietta Blau\, Chien-Shiung Wu\, Milla Baldo Ceolin e Vera Cooper Rubin\, quattro donne che hanno amato la Scienza\, quattro come le forze della Natura: la forza di Gravità\, Elettromagnetica\, Debole e Forte. Ma c’è un’altra forza\, nascosta\, che potrete percepire solo partecipando a ciò che avverrà sul palcoscenico. \nLo spettacolo è un ottimo pretesto per riaccendere in ciascuno spettatore\, uomo o donna\, giovane o meno\, il desiderio di cercare e riconoscere i semi di quella Forza Nascosta\, che spinge ad amare la Scienza\, luogo di rispetto e di civile convivenza. \nLa Forza Nascosta l’8 febbraio sarà al CERN Globe Theatre di Ginevra\, parte delle iniziative per la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				\nLa pagina documentaria non possiede quasi mai il potere di restituirci il fondo di un essere umano: a questo scopo\, più dello storico o dello psicologo sono idonei il drammaturgo o il poeta. (Primo Levi) \n\nPer raccontare le vite delle quattro scienziate\, così intense sul piano scientifico e umano e così immerse nella storia del ‘900\, è stato necessario trovare un equilibrio tra la pagina documentaria e la pagina poetica. Si è raggiunto attraverso il canto\, che affianca la parola in un dialogo continuo\, attraverso la scrittura di alcuni concetti scientifici in forma poetica e anche con i “vortici”\, momenti musicali di parole e suoni che creano un ambiente sonoro alto e solenne. Così il racconto si espande e avvolge tutta la scena. \nTesto è parola\, ma è anche musica\, canto e movimento. Testo è la scenografia essenziale: cinque barre luminose che assumono significati differenti a seconda di come vengono agite dalle due interpreti. Alla fine della pièce esse vengono composte in forma di stella\, elemento scenico potente\, definita dall’artista Gilberto Zorio “figura ancestrale …agitata dal fluire delle forze”. La stella richiama le quattro donne-stelle\, donne stellate\, donne di conoscenza. E le quattro forze della Fisica\, con una forza in più: quella nascosta delle donne. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				ideazione e cura di Anna Ceresole\, Nora De Marco e Nadia Pastrone (INFN\, Sezione di Torino)\, Simonetta Marcello (Dipartimento di Fisica-UniTO e INFN\, Sezione di Torino)\, Emiliana Losma (www.emilianalosma.it)\, Rita Spada (AICT)drammaturgia Gabriella Bordin\, Elena Ruzzain scena Elena Ruzza attrice\, Fé Avouglan soprano\, Diego Mingolla pianista\, Ale Bavo musica elettronicaregia Gabriella Bordinspazio scenico Adriana Zambonrealizzazione elementi scenici Silvano Gallianregistrazione voci Matteo Cantamessadirezione tecnica e luci Eleonora Sabatinivideo Giuseppe Verdinofotografia Anna Parisiproduzione INFN – TO\, Dipartimento di Fisica – UniTO\, Associazione Terra Terra\, Almateatro\, Teatro Baretti \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \n  \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:SALOTTO TEATRALSCIENTIFICO
DESCRIPTION:DA MARIO TCHOU ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE\, AL MONDO DEI MEDIA DIGITALI\, AL TRANSUMANESIMO \nIn un’ex riseria\, nel cuore della Vecchia Milano dei Navigli hanno sede Altavia\, agenzia di comunicazione specializzata nell’attivazione commerciale ibrida per il retail\, e DistrEat un progetto di ristorazione innovativo\, aperto alla fine del 2019. Qui risiedono Plef – Planet Life di Economy Foundation e qui è nato NaPa\, il distretto che anima la zona del Naviglio Pavese. Mercoledì 8 Febbraio alle 18.30\, in questo vero e proprio hub della comunicazione e della sostenibilità\, Paolo Mamo\, padrone di casa e nipote di Mario Tchou\, insieme a una testimonial speciale come Maria Gaetana Agnesi\, la matematica benefattrice milanese del ‘700 famosa per suoi salotti\, interpretata da Maria Eugenia D’Aquino\, accoglieranno il pubblico per una conviviale chiacchierata\, accompagnati da Andrea Giovanni Pogliani al pianoforte. Protagonisti del salotto\, Renato Betti matematico che giovanissimo fece parte della squadra di Mario Tchou\, Giuseppe Girgenti filosofo dell’Università San Raffaele\, Massimo Mazzotti\, storico della scienza dell’University of California\, Berkeley\, Davide Bennato\, Università di Catania\, e Gabriele Balbi\, Università di Lugano\, esperti di sociologia dei media digitali.\nUn’occasione unica per ascoltare le testimonianze di una grande storia che s’intersecano con i mutamenti della società dell’era digitale. \nSeguirà cocktail. \nINFO: ingresso gratuito fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
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LOCATION:ALTAVIA/DistrEat\, 78/3 Alzaia Naviglio Pavese\, Milano\, Italia
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SUMMARY:2OK LEGHE SOTTO I MARI
DESCRIPTION:Un misterioso mostro marino semina il terrore negli oceani\, affondando tutte le navi che hanno la sfortuna di capitar e sulla sua rotta. Per tentare di catturarlo viene organizzata una spedizione internazionale. A guidarla è chiamato il giovane Aronnax\, naturalista e scienziato\, che è un grande conoscitore dei segreti marini. \nL’avventura ha inizio. Jules Verne ci guida alla scoperta di un mondo sconosciuto\, un “pianeta azzurro” ricco di misteri e segreti dove regna indisturbato il terribile capitano Nemo\, personaggio tenebroso e affascinante che par e aver giurato odio eterno all’umanità. \nAronnax\, caduto prigioniero del misterioso pirata sottomarino insieme alla fida servitrice e amica Conseil e almarinaio Ned Land\, cercherà di comprendere il terribile segreto che il capitano Nemo cela nel suo cuore assetato di vendetta compiendo un viaggio nelle profondità delle emozioni umane e non solo in quelle degli abissi. \nSe l’infinita distesa animata degli oceani è l’orizzonte aperto nel quale si svolge l’intera vicenda di “20.000 leghe sotto i mari”; è per ò lo scafo robusto del sommergibile Nautilus lo scenario ristretto e pesante\, come l’acciaio di cui è fatto\, nel quale i protagonisti dell’avventura si studieranno\, spieranno\, scontreranno e\, forse\, capiranno. \nDa una parte il capitano Nemo; una figura mitica dotata di capacità straordinarie\, incarnata nel Nautilus come se fosse egli stesso\, al pari del sottomarino\, un prodigio di forza e tecnologia. Un personaggio capace di conquistare per la genialità\, i valori integerrimi\, l’inarrestabile adesione alla causa di distruggere quanto considera sbagliato senza mai arrendersi. Un personaggio capace di spaventare per la sua crudeltà\, la freddezza di fronte agli umani bisogni\, l’incapacità di dare spazio a qualsiasi punto di vista diverso dal suo o cercare una reciproca comprensione. \nDall’altra parte Aronnax\, Conseil e Ned; tre ragazzi distanti per carattere e inclinazioni che a questa figura risponder anno in modo diverso e mutevole. Chi opponendosi e ideando sempre nuove strategie per fuggir e\, chi schierandosi come se fosse bisognoso di trovare una guida solida e l’occasione di realizzarsi\, chi avvicinandosi e cercando un dialogo tra pari forse impossibile. \nCome nel finale del romanzo\, Nemo è destinato a sprofondare negli abissi risucchia to nel maelstrom dellanostra memoria\, lasciando irrisolti i suoi misteri e i tre ragazzi su una scialuppa a remi nel nulla dell’oceano\, persi ma anche finalmente liberi di tracciare una rotta capace di rispondere davvero a ciò che sono e diventeranno. \nDai 4 anni in su \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				testo Patrizio Belloli\, Luca Ciancia\, Paui Galliliberamente tratto da “20.000 leghe sotto i mari” di Jules Verneregia Luca Cianciacon Elisa Baio\, Giuseppe Guerrieri\, Federico Pinna e Massimiliano Zanellatiscenografia Giuseppe Bresciani fabbrocostumi e oggetti scenici Federica Ponissiluci Mirko Lampertimusiche originali composte ed eseguite da Sergio Parsons Sergio Parsonsart direction\, video editing\, motion 2D\, comunicazione strategica Francesca ZurloProduzione DittaGiocoFiaba \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				20k leghe sotto i mari (2)\n					\n					\n					\n				\n				20K foto 2\n					\n					\n					\n				\n				20k leghe sotto i mari (1)
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DESCRIPTION:Perché l’universo non esiste senza di noi\, noi siamo il modo con cui l’universo cerca di conoscere se stesso. (Carl Sagan) \n\nSi parte da quel 1977\, quando l’allora presidente americano Jimmy Carter mandò in orbita tramite la sonda Voyager un messaggio rivolto a possibili forme di vita extraterrestre\, nel momento in cui gli Stati Uniti marcavano il distacco con i competitor sovietici nella corsa allo spazio. Da questi elementi prende avvio coSmic\, un viaggio vivace nei misteri dell’universo tra cronache del passato\, teorie presenti e fantasticherie di aspirazioni future. \nCon uno stile leggero e irriverente che richiama la stand-up comedy\, Tony Marzolla racconta di questioni scientifiche con chiarezza e semplicità\, risolvendo la complessità coSmica in comica: s’addentra nelle nuove frontiere della ricerca e delle missioni spaziali; reinventa scenari scientifici con uno stile giocoso e surreale\, tra buchi neri e cunicoli spazio temporali; immagina incontri tra sonde e s’imbatte nel revisionismo dei Terrapiattisti. \nUn one-man show divertente e originale che tra battute e visioni fantascientifiche ci ricorda in fondo che questo pallido pallino blu sul quale poggiamo i piedi è l’unica cosa che abbiamo mai realmente conosciuto. \nLo spettacolo si avvale dalla preziosa consulenza dell’astrofisica Elisa Nichelli e del fisico Gianfranco Bertone\, che hanno permesso di semplificare la complessità “cosmica”\, rendendola appunto “comica”. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Scritto\, diretto ed interpretrato da Tony Marzollaregia di Antonella Carone\, Tony Marzollascene Bruno Soriatodecorazione maschera Luigia Bressanregistrazione audio Piero Santorovoice off regista Luigi MorettiConsulenza Scientifica Astrofisica Elisa Nichelli\, Fisico Gianfranco BertoneProduzione Carone&MarzollaCon il Patrocinio dell’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica)Spettacolo “SELEZIONE IN-BOX BLU 2021” \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				venerdì 20:45 \nsabato 20:45 \n  \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:BLACK BOX-Dentro l'algoritmo
DESCRIPTION:ANNULLATE LE REPLICHE DAL 25 AL 30 NOVEMBRE\, CAUSA DI FORZA MAGGIORE. \nRECUPERO 8 e 9 DICEMBRE. \n  \nIl progetto TeatroInMatematica\, ideato da Maria Eugenia D’Aquino\, celebra il ventesimo compleanno con il nuovo spettacolo: il decimo del repertorio. Vent’anni\, dieci spettacoli\, decine e decine di laboratori\, incontri\, approfondimenti\, sempre sulla cresta dell’onda. E ora più che mai con uno spettacolo di grandissima attualità. \nIntelligenza artificiale. Machine learning. Data profiling. Capitalismo della sorveglianza. Sono termini di cui si sente parlare sempre più spesso\, in relazione ai cambiamenti rapidissimi che la società globale sta attraversando nella nostra epoca. E pur nella diversità di ambiti in cui vengono applicati\, fanno tutti riferimento al concetto matematico di algoritmo. Sono gli algoritmi a regolare ogni aspetto della vita economica e sociale. E gli algoritmi per funzionare e perfezionarsi attingono alle miriadi di dati sul nostro comportamento che ognuno di noi fornisce ogni volta che accendiamo un computer o utilizziamo uno smartphone o una carta di credito o anche solo una carta fedeltà del supermercato. \nSullo sfondo di questo scenario\, che sembra rubato ad un racconto di fantascienza ma è assolutamente quotidiano e reale\, lo spettacolo Black Box getta uno sguardo sul tema degli algoritmi e sul loro impatto nella vita quotidiana\, a partire da una semplice domanda: ha senso parlare di libertà in un mondo senza più privacy\, in cui ogni nostro gesto\, azione o pensiero sono osservati? \nMai come oggi un concetto puramente matematico ha avuto un’influenza così grande su ogni aspetto del vivere sociale\, dal livello globale a quello più individuale\, tanto che si inizia a parlare di una vera e propria rivoluzione antropologica in atto\, perché è proprio ad algoritmi che ci rivolgiamo ogni volta che decidiamo di interagire in un mondo sempre più interconnesso grazie all’utilizzo pervasivo di macchine e tecnologie informatiche. \nProtagonista dello spettacolo è Cluster\, un data mining analyst che lavora per una importante società di analisi dati. Insieme a lui è Alice\, l’intelligenza artificiale che gestisce l’ambiente di lavoro\, gli fornisce i compiti da svolgere e controlla la sua performance. Alice è una macchina\, ma conosce Cluster così bene che tra i due si crea un rapporto quasi umano\, quasi intimo. E poi c’è Celia… ma chi è Celia? \nAttraverso lo studio di flussi di dati\, comportamenti da osservare\, decisioni da prendere\, quella che sembra una giornata di lavoro come tutte le altre si trasforma però ad un tratto in un’avventura quando Alice propone a Cluster di entrare in Black Box\, un gioco di realtà virtuale innovativo\, diverso da tutti gli altri perché simile alla vita. La decisione di Cluster cambierà per sempre il suo modo di vedere non solo il proprio lavoro ma anche il mondo in cui vive\, e sé stesso. \nLo spettacolo cerca di affrontare alcune delle domande che la constatazione di vivere in una sempre più efficiente algocrazia fa nascere quotidianamente in ognuno di noi. La risposta è lasciata allo spettatore. \n“Gli algoritmi sono potenti produttori di mondo. Di chi sarà il mondo che faranno?” si chiede Massimo Mazzotti. Il futuro dell’umanità è davvero quello che prospetta Shoshana Zuboff\, psicologa e scrittrice\, nel suo libro Il capitalismo della sorveglianza? \n  \nLe repliche dell’1 e 2 dicembre non saranno effettuate. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DELL'AUTORE\n				Stai per entrare in Black Box.\n Qui all’inizio è tutto buio\, quindi meglio se mi dai la mano. Ti guiderò con mano sicura\, in modo discreto\, senza che tu te ne accorga. Dapprima solo osservandoti\, raccogliendo informazioni su quello che mangi\, compri\, leggi\, i luoghi che ami e quelli che odi\, quanto guadagni\, quello che dici quando sei con gli altri e pensi quando non c’è nessuno. Su quello che ti fa emozionare. Arrabbiare. Innamorare. Ammalare. Verrà un momento in cui ti conoscerò meglio di quanto tu ti conosca. Non devi fare niente. Solo vivere. E più vivi\, più sarò in grado di aiutarti a vivere\, di guidarti nelle scelte giuste\, quelle che ti rendono felice. Devi solo fidarti. E soprattutto\, non lasciare mai la mia mano. Perché qui all’inizio è tutto buio\, e solo io conosco la strada. \nBlack Box è un teatro in cui si muovono attori non sempre convinti di essere attori.\n Black Box è un ufficio dove si analizzano dati\, un ufficio come tanti di una società uguale a molte\, in una giornata di lavoro che sembra uguale a tutte le altre.\n Black Box è un gioco di realtà virtuale che è come la vita\, perché la vita è un gioco.\n Black Box è un viaggio dentro l’algoritmo. L’algoritmo che giorno dopo giorno\, sulla base delle nostre scelte e dei nostri comportamenti\, dà forma al mondo in cui viviamo\, ci aiuta a crearlo e lo crea per noi. È un viaggio dentro noi stessi. Dentro quella parte di noi che motiva i nostri valori\, le nostre azioni e che nessuno\, a volte neppure noi stessi\, a parte l’algoritmo\, conosce.\n Black Box prova a rispondere alla domanda: ha senso parlare di libertà in un mondo senza più privacy? \nRiccardo Mini\n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				progetto TeatroInMatematica di Maria Eugenia D’Aquino\ndrammaturgia Riccardo Mini\nconsulenza scientifica Massimo Mazzotti\, Director Professor Department of History University of California\, Berkeley\ncon Maria Eugenia D’Aquino\, Riccardo Magherini\, Lorena Nocera\nregia Riccardo Magherini\nmusiche originali Maurizio Pisati\ndisegno luci Manfredi Michelazzi\nspazio scenico Fulvio Michelazzi\noggetti di scena Ernesto Jannini\ncostruzioni Eliel Ferreira de Sousa\nassistente alla regia Fabrizio Kofler\nproduzione PACTA . dei Teatri – TeatroInMatematica ScienzaInScena\n			\n				\n				\n				\n				\n				COMITATO SCIENTIFICO:\n				Massimo Mazzotti\, Director Professor Department of History University of California\, Berkeley\, ha recentemente pubblicato in italiano Maria Gaetana Agnesi e il suo mondo. Una vita tra scienza e carità\, Ed. Carocci 2019; è stato il consulente storico scientifico per lo spettacolo di PACTA sulla matematica\, filosofa\, benefattrice dal titolo Né brutta né bella e illustra la materia che poi la scrittura creativa di Riccardo Mini traspone in azione scenica\, come da anni avviene nel progetto TeatroInMatematica\, alcuni testi del quale sono contenuti nel libro Il caso\, probabilmente Ed. Scienza Express.\n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				ANNULLATE LE REPLICHE DAL 25 AL 30 NOVEMBRE\, CAUSA DI FORZA MAGGIORE. \nRECUPERO 8 e 9 DICEMBRE. \n  \nsabato 3 dicembre 20:45 \ndomenica 4 dicembre 17:30 \ngiovedì 8 dicembre 20:45 \nvenerdì 9 dicembre 20:45 \n  \n  \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:LA FORZA NASCOSTA\, Scienzate nella Fisica e nella Storia
DESCRIPTION:L’opera\, nata dall’interazione di un gruppo di ricercatrici Fisiche\, Storiche e Teatrali\, celebra il contributo femminile alla Scienza e ne diffonde i molteplici valori. Lo spettacolo offre uno sguardo sulla Fisica del ‘900 attraverso gli occhi di quattro scienziate\, Marietta Blau\, Chien-Shiung Wu\, Milla Baldo Ceolin e Vera Cooper Rubin\, che ne sono state protagoniste non totalmente riconosciute. Dalle loro storie traspare un tessuto comune dal forte valore intellettuale ed umano\, una alchimia tra talento e determinazione\, che le ha portate a raggiungere risultati scientifici fondamentali per la comprensione della natura. Dai metodi innovativi per rivelare l’essenza dei processi nucleari agli esperimenti sulle loro simmetrie nascoste\, dalla natura sfuggente dei neutrini all’osservazione di galassie lontane. La loro vita si è intrecciata ai cambiamenti sociali e storici vissuti con coraggio ed entusiasmo da ognuna di loro\, in un quadro internazionale caratterizzato da grandi sconvolgimenti. Lo spettacolo è un ottimo pretesto per riaccendere in ciascuno spettatore\, uomo o donna\, giovane o meno\, il desiderio di cercare e riconoscere i semi di quella Forza Nascosta che spinge ad amare la Scienza\, luogo di rispetto e di civile convivenza. Lo spettacolo è stato ideato e promosso da un gruppo di ricercatrici della Sezione di Torino dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’Università di Torino\, Anna Ceresole\, Nora De Marco\, Simonetta Marcello e Nadia Pastrone\, insieme all’esperta di storia delle donne Emiliana Losma\, a Rita Spada\, esperta in innovazione tecnologica\, alla regista Gabriella Bordin e all’attrice Elena Ruzza. \nLa pagina documentaria non possiede quasi mai il potere di restituirci il fondo di un essere umano: a questo scopo\, più dello storico o dello psicologo sono idonei il drammaturgo o il poeta. Primo Levi Per raccontare le vite delle quattro scienziate\, così intense sul piano scientifico e umano e così immerse nella storia del ‘900\, è stato necessario trovare un equilibrio tra la pagina documentaria e la pagina poetica. Si è raggiunto attraverso il canto\, che affianca la parola in un dialogo continuo\, attraverso la scrittura di alcuni concetti scientifici in forma poetica e anche con i “vortici”\, momenti musicali di parole e suoni che creano un ambiente sonoro alto e solenne. Così il racconto si espande e avvolge tutta la scena. Testo è parola\, ma è anche musica\, canto e movimento. Testo è la scenografia essenziale: cinque barre luminose che assumono significati differenti a seconda di come vengono agite dalle due interpreti. Alla fine della pièce esse vengono composte in forma di stella\, elemento scenico potente\, definita dall’artista Gilberto Zorio “ figura ancestrale …agitata dal fluire delle forze” . La stella richiama le quattro donne-stelle\, donne stellate\, donne di conoscenza. E le quattro forze della Fisica\, con una forza in più: quella nascosta delle donne. Musiche di scena eseguite dal vivo da Ale Bavo e Diego Mingolla Casta diva\, Norma\, Vincenzo BELLINI; Stars\, Les Misérables\, Claude-Michel SCHÖNBERG; Kaddish\, Maurice RAVEL; Dan Yuan Ren Chang Jiu (Maywe be blessed with longevity)\, LIANG Hong Zhi; If I were a Bell\, Guys and Dolls\, Frank LOESSER; Apri le luci e mira (aria di Cesare)\, Catone in Utica\, Antonio VIVALDI. Onda\, Cassiopea\, Tempesta\, Luminoso\, Alessandro BAVO \nDESCRIZIONE BREVE:\nL’opera\, nata dall’interazione di un gruppo di ricercatrici Fisiche\, Storiche e Teatrali\, celebra il contributo femminile alla Scienza e ne diffonde i molteplici valori.\nLo spettacolo offre uno sguardo sulla Fisica del ‘900 attraverso gli occhi di quattro scienziate\, Marietta Blau\, Chien-Shiung Wu\, Milla Baldo Ceolin e Vera Cooper Rubin\, che ne sono state protagoniste non totalmente riconosciute. Dalle loro storie traspare un tessuto comune dal forte valore intellettuale ed umano\, una alchimia tra talento e determinazione\, che le ha portate a raggiungere risultati scientifici fondamentali per la comprensione della natura. Dai metodi innovativi per rivelare l’essenza dei processi nucleari agli esperimenti sulle loro simmetrie nascoste\, dalla natura sfuggente dei neutrini all’osservazione di galassie lontane. La loro vita si è intrecciata ai cambiamenti sociali e storici vissuti con coraggio ed entusiasmo da ognuna di loro\, in un quadro internazionale caratterizzato da grandi sconvolgimenti. Lo spettacolo è un ottimo pretesto per riaccendere in ciascuno spettatore\, uomo o donna\, giovane o meno\, il desiderio di cercare e riconoscere i semi di quella Forza Nascosta che spinge ad amare la Scienza\, luogo di rispetto e di civile convivenza.\n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Il personaggio non è niente. La persona è tutto. \nMa la persona è limitata nel tempo e negli atti\, mentre il personaggio non ha un tempo e tra una riga e l’altra può compiere infinite azioni\, dunque ha qualcosa d’eterno. \nEppure personaggio è creazione d’una persona. \nSi può forse dire che Teatro è ciò che mette in relazione persona e personaggio. \nE questa relazione si può forse chiamare “attore”. \nSi tratta di mettere in scena un testo. Tutto qui. Facile? Mai niente fu facile ma lavorare con attori che conoscono il loro mestiere può regalare sublimi momenti di gioia pura. \nE quali sono gli attori che conoscono il loro mestiere? Sono quelli che sanno di non poterlo conoscere del tutto\, sono quelli che sanno che è si un mestiere\, ma è anche tutto il dolore del mondo. \nCreare un clima perchè questi attori possano trovare il loro gioco. La loro vivezza\, la loro irripetibilità\, attimo dopo attimo. \nCiò che conta non è la “situazione” ma la “condizione”\, ovvero ciò che permette agli attori di attraversare analogie. Le analogie che legano il teatro alla vita. \nDunque le note di regia non riguardano il “teatro” bensì lo “spettacolo” e la sua composizione. \nAbbiamo un interno. Un appartamento\, ma c’è anche una grande finestra. E’ la finestra delle nostre anime. E’ la finestra attraverso la quale nulla si vede se non pallidi colori e flebili suoni. \nCome regista ho solo una domanda rispetto a questo testo: perchè quei tre cantano tutte quelle canzoni? \nE poi c’è la questione dei ricordi e della memoria. I ricordi cambiano i connotati alle cose passate e la memoria è quel che si perde e la si perde insieme alla vita. Della memoria non rimane quasi più nulla. Frammenti\, stralci di finte verità\, convinzioni mal riposte\, cadute\, equivoci. La memoria si perde. Individualmente e collettivamente. E quel che chiamiamo Storia nulla può fare\, tutto si deforma\, tutto svanisce. \nMa questo lo sappiamo benissimo. \nAh\, dimenticavo. E’ una commedia. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				ideato e promosso da Anna Ceresole\, Nora De Marco\, Simonetta Marcello\, Nadia Pastrone\nricercatrici della Sezione di Torino dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’Università di Torino\,\ndall’esperta di Storia delle Donne Emiliana Losma\,\ndall’ esperta in innovazione tecnologica Rita Spada\,\ndrammaturgia Gabriella Bordin\, Elena Ruzza\nregia Gabriella Bordin\ncon Elena Ruzza\, attrice\, Fé Avouglan\, soprano\nmusiche originali eseguite dal vivo Ale Bavo\ncontributo musicale parti cantate eseguite dal vivo Diego Mingolla\ndisegno luci Manfredi Michelazzi\nspazio scenico Adriana Zambon\nregistrazione voci Matteo Cantamessa\nvideo Giuseppe Verdino\nfotografia Anna Parisi\nproduzione INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (sezione Torino)\, Dipartimento di Fisica – Università degli Studi di Torino\, Associazione Terra Terra Almateatro\nIn collaborazione con Associazione CentroScienza Onlus\, INRiM\n			\n				\n				\n				\n				\n				EVENTI COLLEGATI:\n				21 aprile 2022 – ore 21.30 all’Après – coup di Via Braida 5\, MilanoTI RICORDI?notte pinterianacon Claudio Morganti\, Maria Eugenia D’Aquino\, Riccardo Magherini\, Annig Raimondi – produzione PACTA . dei Teatri \nIl noto attore\, drammaturgo\, regista italiano Claudio Morganti\, premio UBU 2012 e autore del Serissimo metodo Morg’hantieff\, dona al pubblico di Après-coup un’originalissima ‘ouverture’ allo spettacolo VECCHI TEMPI di Pinter. A seguire\, gli attori di PACTA protagonisti dello spettacolo restituiranno una vera e propria maratona di ricordi pinteriani\, tratti dalle sue opere più famose. \n			\n				\n				\n				\n				\n				asasas\n				21 aprile 2022 – ore 21.30 all’Après – coup di Via Braida 5\, MilanoTI RICORDI?notte pinterianacon Claudio Morganti\, Maria Eugenia D’Aquino\, Riccardo Magherini\, Annig Raimondi – produzione PACTA . dei Teatri \nIl noto attore\, drammaturgo\, regista italiano Claudio Morganti\, premio UBU 2012 e autore del Serissimo metodo Morg’hantieff\, dona al pubblico di Après-coup un’originalissima ‘ouverture’ allo spettacolo VECCHI TEMPI di Pinter. A seguire\, gli attori di PACTA protagonisti dello spettacolo restituiranno una vera e propria maratona di ricordi pinteriani\, tratti dalle sue opere più famose. \n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n				RASSEGNA STAMPA\n			\n				SCHEDA TECNICA
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CATEGORIES:IN SCENA 22/23,SCIENZA IN SCENA
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