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SUMMARY:ZIO TUNGSTENO: PICCOLI ESPERIMENTI CON LA LUCE E IL BUIO
DESCRIPTION:Laboratorio per famiglie tenuto dal lighting designer Fulvio Michelazzi – PACTA . dei Teatri in collaborazione con La Dea Cooperativa \nIl laboratorio\, che si terrà nelle prime ore del pomeriggio del weekend\, è orientato alla creazione e all’interazione con la propria ombra\, prima NERA poi COLORATA. All’inizio bambini e genitori scopriranno la luce attraverso un gioco con i cioccolatini M&M’s. Successivamente saranno stimolati a creare le ombre che il loro corpo proietterà su uno schermo\, prima nere\, poi colorate. Infine ritaglieranno la loro ombre da un grande foglio bianco da loro disegnato\, colorato per essere poi portato a casa. \n  \nil laboratorio è parte del programma di Milano è Viva del Comune di Milano.
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CATEGORIES:A SPASSO D'UOMO - Milano è Viva,IN SCENA 22/23
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SUMMARY:L'INFERNO
DESCRIPTION:Il famosissimo viaggio di Dante e Virgilio attraverso l’Inferno raccontato ad una platea di giovani\, e non solo\,  per far avvicinare tutti ad un testo tanto importante. \nSi e’ cercato di rispettare l’intreccio narrativo\, ma di alleggerirlo e semplificarlo\, creando un linguaggio sostenibile per giovanissimi contemporanei\, ma che non tradisca la narrazione dantesca. \nBalli\, canti e momenti di comicità raccontano questo lungo viaggio in cui un nutrito gruppo di attori con disabilità dà vita a personaggi come:  Paolo e Francesca\, Ulisse\, Medusa e altri celebri personaggi della Divina commedia \n  \n\nSpettacolo di inclusione sociale\n\n\ncon i giovani con disabilità del servizio “SFA La Bussola” dell’Associazione L’Impronta Onlus\n\n\nINGRESSO GRATUITO\n\nInfo: marianna.asaro@improntas.it – 346.6662541
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LOCATION:AREA DIDATTICA PARCO DEL TICINELLO\, MUNICIPIO 5\, VIA CAMPAZZINO\,90\, MILANO\, 20141
CATEGORIES:IN SCENA 22/23,SEMiNA
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SUMMARY:In teatro alla scoperta della pietra filosofale - LA LETTURA INTORNO
DESCRIPTION:La Lettura Intorno – BookCity tutto l’anno a cura di BookCity Milano e Fondazione Cariplo\, ritorna per l’edizione 2023 e lo fa sabato 10 giugno alle ore 11.00 presso la Biblioteca Sormani  con l’incontro di presentazione del progetto che inaugura ufficialmente l’iniziativa e apre un weekend di letture ad alta voce\, incontri e presentazioni in tutti i nove Municipi della città. Per il Municipio 5\, come presidio di lettura\, è stato scelto il PACTA Salone. \n\nIl progetto raccoglie l’eredità del precedente programma La Lettura Intorno e lo amplia su scala cittadina\, mettendo in campo\, nei diversi quartieri\, attività partecipative mirate alla diffusione del libro e della lettura per contrastare i fenomeni di abbandono delle abitudini di lettura\, soprattutto tra i giovani. \n\nIl primo appuntamento al PACTA Salone sarà sabato 10 giugno alle ore 16:30\, insieme a Librisottocasa\, la biblioteca condominiale del Gratosoglio Libri on the road e Amici della biblioteca Chiesa Rossa: \n“In teatro alla scoperta della pietra filosofale” \nLetture da Harry Potter e la pietra filosofale di J.K Rowling.\nA cura di Genni Maria Eugenia D’Aquino e Annig Raimondi. \n\nINGRESSO LIBERO\n\n\nPrenotazioni: promozione@pacta.org – 02 36503740\n\n  \n 
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LOCATION:PACTA Salone\, VIA ULISSE DINI 7\, MILANO\, 20142\, Italia
CATEGORIES:FUORI STAGIONE,IN SCENA 22/23
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SUMMARY:SHOCKING ELSA al Museo del Tessile\, Busto Arsizio
DESCRIPTION:Nell’ambito della mostra di arte tessile Miniartextil Rosa Alchemico che è allestita fino all’11 giugno al Museo del Tessile\, mercoledì 31 maggio in Sala Gemella andrà in scena lo spettacolo “Shocking Elsa”. L’ingresso è libero. \nUn’artista straordinaria della moda italiana\, Elsa Schiaparelli. Un modello di donna indipendente\, intraprendente\, capace di sfidare il sistema in nome della sua creatività e delle sue intuizioni rivoluzionarie. La rivalità con Coco Chanel\, la difficoltà di affermarsi in terra straniera\, gli anni di resistenza durante la guerra: tutti questi episodi fanno della vita di Elsa un filtro per guardare il presente e trovare un punto di vista che suggerisce sempre una via d’uscita\, un’occasione di rinascita. \nIn scena Schiap\, come amava farsi chiamare\, col suo fare ironico e sferzante\, apostrofa divertita l’invisibile presentatore di un improbabile quiz. Un set televisivo allestito per lei sola\, unica concorrente in gara alle porte dell’aldilà\, un passo prima dell’oblio dell’incoscienza. Per rispondere al quiz è costretta a indagare sé stessa e a non trascurare nessuna punta aguzza\, anche quelle che graffiano e fanno male. È stata tante cose in vita: stilista\, amante\, inventrice\, madre\, ribelle\, immigrata. Ma in quest’ultimo confronto\, cosa scoprirà? Tra Parigi\, Roma\, Svizzera e Stati Uniti un viaggio rosa shocking\, come il colore inventato da Schiap. \nideazione di Maria Eugenia D’Aquino\, Alberto Oliva\, Ilaria Arosio\ndrammaturgia Livia Castiglioni\nregia Alberto Oliva\ncon Maria Eugenia D’Aquino\nvoce off Riccardo Magherini\ndisegno luci Fulvio Michelazzi\nvisual designer Filippo Rossi\, Selene Sanua\, Christian Bona – Galattico Studio\nmusiche originali “Ho creato vestiti con le stelle” Maurizio Pisati\ncostumi e accessori ideati da Angelica Megna\, Adriana Cappellari e Gaia dell’Elba\, IAAD Istituto di Arte Applicata e Design\, corso di Storia del Costume e della Moda di Francesca Interlenghi\nrealizzati da Cristina Ongania e Mirella Salvischiani\nparrucca e acconciatura Paride Parrucche Milano\ncostruzioni Eliel Ferreira\nassistente alla regia Fabrizio Kofler\nproduzione PACTA . dei Teatro \nDurata 70’ \n  \n 
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LOCATION:Museo del Tessile\, Sala Gemella\, Busto Arsizio
CATEGORIES:IN SCENA 22/23,TOURNÉE
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SUMMARY:FUNAMBOLI - primo step
DESCRIPTION:L’essere umano subisce una metamorfosi costante; processi naturali della vita come il passaggio dall’infanzia all’età adulta o l’invecchiamento sono sostanzialmente modificazioni del corpo\, ma ci sono cambiamenti che trascendono l’aspetto biologico\, influenzando la mente e provocando la reazione dei corpi: di questi mutamenti irregolari\, lenti o repentini è responsabile il contesto ambientale che circonda l’essere umano.Se guardiamo la vita di un corpo come un video accelerato quello che vediamo è una metamorfosi. Tre corpi in situazioni diverse subiscono tre metamorfosi diverse\, tre corpi diversi (donna\, uomo\, bambino) nella stessa situazione mutano in maniera differente.Di fronte a fenomeni sociali come la guerra\, la povertà\, la violenza di genere e l’emigrazione come reagisce il corpo? I muscoli\, il tono di voce\, lo sguardo o il modo di muoversi cambiano? Cosa succede al nostro modo di pensare\, ai nostri atteggiamenti e comportamenti? Come e quanto mutiamo interiormente?Una bicicletta sonora\, il corpo di una performer e una cineproiezione compongono un’opera funambolica sul baratro della modernità… \nAram Ghasemy è un’artista multidisciplinare Iraniana. E’ laureata presso la Facoltà di Teatro dell’Università di Arte e di Architettura di Teheran\, e presso la Facoltà di Arte performative e interattive dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Si è diplomata come attrice presso l’Accademia di Recitazione Amin Tarokh/Film Acting Studio. Dal 2000 è autrice e regista teatrale e fonda la compagnia Tarmeh (La Veranda Luminosa)\, nella quale insegna teatro anche ad attori diversamente abili. Dal 2007 vive e lavora in Italia nell’ ambito delle arti performative\, danza e arte multimediale. \nMohammad Miraliakbari è uno scrittore\, regista\, produttore\, sceneggiatore e film maker Iraniano\, che vive e lavora a Teheran. \nBeppe Sordi lavora alla costruzione del materiale sonoro:a tratti denso\, organico e pulsante a tratti pulviscolare\, rarefatto. Utilizza la sintesi analogica e un congegno elettroacustico\, con un approccio prevalentemente improvvisativo e di attenzione al gesto. \nLivio Colombo è interessato all’aspetto tattile e sensoriale della pellicola\, con tutto ciò che ne consegue in termini di elaborazione in camera oscura. I suoi film in Super8 sono stati presentati alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro 2015. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				regia/performer Aram Ghasemydrammaturgia Mohammad Miraliakbarisuoni Beppe Sordicineproiezioni Livio Colomboproduzione Associazione Culturale Tarmeh \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 10€ – ridotto (under 25/over 60 e convenzionati 8€) \n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:SIAMO TUTTI UN PASSAGGIO NEL MONDO
DESCRIPTION:Viaggio nei versi di speranza di Emanuela Botti in arte BoEm\nSpettacolo Incontro con la poeta BoEm e Leonardo CardoDonneTeatroDiritti in collaborazione con Festival delle Abilità \nUn viaggio che mira a testimoniare la gioia del vivere in totalità\, in contrapposizione con la violenza che soffoca ogni pensiero. Un dialogo tra la Poesia e gli arrangiamenti originali alla fisarmonica di Matteo Curatella\, di grande forza espressiva\, che quasi impone\, con abilità persuasiva\, una riflessione sul nostro vivere il presente. Perché la Poesia non è omogeneità ma un linguaggio trasversale\, un suono\, un ricordo\, un profumo\, un dolore\, un’immagine\, qualcosa di inafferrabile ma talmente concreta e necessaria da riportarci all’essenza profonda del mondo. \nIl filo conduttore sono i versi di BoEm\, “donna esclamativa”\, capace di comunicare in modo chiaro e universale\, di commuoversi e di commuovere il pubblico di lettori\, appassionati e curiosi. Autrice di libri\, libretti d’arte\, aforismi e numerosi inediti. Affascinata dal quotidiano\, scrive di femminile\, violenza\, eros\, lavoro\, impegno civile\, sentimenti\, gender\, guerre\, affidando alla chiusa sempre un’impronta di speranza. \nIl percorso narrativo si sviluppa attraverso la scelta accurata di poesie tratte da “Le Fate ingorde”\, (La Vita Felice\, 2018)\, menzione d’onore al Premio Lorenzo Montano 2019 e seconda classificata alla V edizione del Premio Internazionale Salvatore Quasimodo\, e da “FemmeoB”\, (Scrivere Poesia Edizioni\, 2022)\, che sostiene Bossy Italy Onlus con un terzo del ricavato della vendita\, portando avanti un progetto che tende a valori di solidarietà\, supporto\, antidiscriminazione. La selezione pensata affronta un viaggio interiore\, tra cadute e rinascite\, doni da offrire e da ricevere\, visioni e ferite\, cura e bellezza\, fragilità e consapevolezza\, esplorazione e diversità\, per concedersi e concedere riflessioni\, momenti alti di cultura\, di amore. \nTraduzione in Lingua dei Segni Italiana a cura di Mita Graziano \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				BIGLIETTI\n				Biglietti: intero 10€ – ridotto (under 25/over 60 e convenzionati 8€) \n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:SHOCKING ELSA
DESCRIPTION:Un’artista straordinaria della moda italiana\, Elsa Schiaparelli. Un modello di donna indipendente\, intraprendente\, capace di sfidare il sistema in nome della sua creatività e delle sue intuizioni rivoluzionarie. La rivalità con Coco Chanel\, la difficoltà di affermarsi in terra straniera\, gli anni di resistenza durante la guerra: tutti questi episodi fanno della vita di Elsa un filtro per guardare il presente e trovare un punto di vista che suggerisce sempre una via d’uscita\, un’occasione di rinascita. \nIn scena Schiap\, come amava farsi chiamare\, col suo fare ironico e sferzante\, apostrofa divertita l’invisibile presentatore di un improbabile quiz. Un set televisivo allestito per lei sola\, unica concorrente in gara alle porte dell’aldilà\, un passo prima dell’oblio dell’incoscienza. Per rispondere al quiz è costretta a indagare sé stessa e a non trascurare nessuna punta aguzza\, anche quelle che graffiano e fanno male. È stata tante cose in vita: stilista\, amante\, inventrice\, madre\, ribelle\, immigrata. Ma in quest’ultimo confronto\, cosa scoprirà? Tra Parigi\, Roma\, Svizzera e Stati Uniti un viaggio rosa shocking\, come il colore inventato da Schiap. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				ideazione di Maria Eugenia D’Aquino\, Alberto Oliva\, Ilaria Arosio\ndrammaturgia Livia Castiglioni\nregia Alberto Oliva\ncon Maria Eugenia D’Aquino\nvoce off Riccardo Magherini\ndisegno luci Fulvio Michelazzi\nvisual designer Filippo Rossi\, Selene Sanua\, Christian Bona – Galattico Studio\nmusiche originali “Ho creato vestiti con le stelle” Maurizio Pisati\ncostumi e accessori ideati da Angelica Megna\, Adriana Cappellari e Gaia dell’Elba\, IAAD Istituto di Arte Applicata e Design\, corso di Storia del Costume e della Moda di Francesca Interlenghi\nrealizzati da Cristina Ongania e Mirella Salvischiani\nparrucca e acconciatura Paride Parrucche Milano\ncostruzioni Eliel Ferreira\nassistente alla regia Fabrizio Kofler\nproduzione PACTA . dei Teatro \nDurata 70’\n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:RACCONTI ARBOREI: PASSEGGIATA NATURALISTICA
DESCRIPTION:Gli alberi nascondono segreti spesso narrati in leggende e credenze\, ascoltiamo le loro voci. Il Parco Agricolo Urbano del Ticinello ospita diverse specie di alberi\, il pubblico è condotto a\nscoprirli\, percorrendo i suoi sentieri. Sotto ogni albero gli attori attendono il pubblico per coinvolgerlo in un racconto\, una poesia\, una suggestione che farà ‘vivere’ la pianta\, dall’antichità\nai giorni nostri. Grazie agli esperti naturalisti verranno fornite le informazioni essenziali su caratteristiche e peculiarità di ogni albero. Arte\, teatro\, scienza per conoscere la Natura. \ncon Maria Eugenia D’Aquino e Fabrizio Reginato\nproduzione PACTA . dei Teatri in collaborazione con FaunaViva\norganizzazione Associazione Parco Ticinello in collaborazione con SEMINA \nInfo e prenotazioni: parcoagricoloticinello@gmail.com \nL’evento è parte del programma di Benvenuta Primavera del Municipio 5 di Milano
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LOCATION:PARCO AGRICOLO URBANO DEL TICINELLO\, MUNICIPIO 5\, Via Marcello Dudovich\,10\, MILANO\, 20142
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SUMMARY:inVISIBILI
DESCRIPTION:inVISIBILI è un progetto composito di Alle Bonicalzi\, dedicato alle e agli adolescenti e giovani tra i 15 e i 25 anni\, di ogni genere e orientamento\, alla scoperta della loro visione del mondo e di sé.\nIl per-corso che ha prodotto i materiali in mostra si è sviluppato attraverso tre fasi (libere): un set di ritratto fotografico individuale; un laboratorio di scrittura e cancellatura creativa; un questionario anonimo online decisamente multicolor (tutt’ora accessibile dal sito www.allebonicalzi.com). \nLo scopo del progetto è dare un’opportunità ‘speciale’\, eccentrica\, extra-vagante per raccontarsi o – come dice l’autrice – per dare voce\, corpo e luce alla propria idea e visione di mondo a chi\, spesso\, è ai margini.\nLontano dall’aggressività dei social\, dall’abbuffata di selfie\, dalla paura del giudizio altrui (ma anche proprio) di non essere abbastanza. Un’opportunità di splendere\, per ciò che si è e si vuol essere.\ninVISIBILI è un progetto per tutti\, tutte e tuttu\, nessun3 esclus3 🙂\nÈ LGBTQIA+ friendly\, antirazzista\, transfemminista\, accogliente delle differenze: come dovrebbe essere il mondo intero. \nFotografie\, colori e testi per scoprire lo splendore di un’età – l’adolescenza – spesso considerata unicamente ‘di\npassaggio’ ma che invece è decisiva nella costruzione della propria identità\, personale e sociale. Un’età che merita di essere guardata e vista! \ninVISIBILI si mostra attraverso una serie di opere foto-grafiche e due esperienze di interazione.\n• I materiali visivi in mostra sono ritratti fotografici di adolescenti e del colore delle loro emozioni\, nonché testi –\nsia manoscritti e manomessi sia compilati ad arte tipograficamente – che rispondono alle domande del questionario\, permettendoci di vedere il mondo attraverso gli occhi altrui.\n• I corner interattivi riguardano\, rispettivamente\, le cose più belle e le più brutte che ci abbiano mai detto. Accanto alle risposte delle e degli adolescenti\, si apre la possibilità\, per il pubblico\, di dire la sua\, di partecipare.\nL’invito\, per tutt3 è semplice: #NelDubbioTuSplendi
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LOCATION:PACTA Salone\, VIA ULISSE DINI 7\, MILANO\, 20142\, Italia
CATEGORIES:MOSTRE AL CUBO
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SUMMARY:LA MONACA DI MONZA alias SUOR VIRGINIA MARIA alias MARIANNA DE LEYVA
DESCRIPTION:L’interno di un convento è la scena della storia.Una grata immensa\, un divisorio\, un ostacolo per una storia d’amore.Qui è la Monaca di Monza\, personaggio complesso e misterioso\, che riassume e rievoca molte caratteristiche dei diversi personaggi delle monache di clausura fra il ‘600 e l’800\, dalla cronaca scandalosa alla letteratura e viceversa\, da Enrichetta Caracciolo a la Religieuse di Diderot\, alle monache napoletane portate in luce da Stendhal. \nMarianna De Leyva\, nata a Milano nel 1575 da famiglia nobile\, divenuta poi Suor Virginia Maria e coinvolta in uno scandalo che sconvolse la città di Monza\, è stata resa immortale dal Manzoni che\, unendo verità storica e finzione letteraria\, nei Promessi Sposi la chiamò Gertrude\, la Monaca di Monza o la Signora\, inquietante ‘tessitrice di trame’. Sulla vita della figura storica di Suor Virginia Maria esistono molti documenti. Attingendo agli atti del processo che la riguardò\, la messa in scena vuole evidenziare come la sua storia non si concluse con la sua scomparsa. Era ancora viva e il cardinale Federico Borromeo\, che l’aveva inizialmente punita murandola a vita in una minuscola cella\, già abbozzava su di lei i titoli di una sua biografia\, come esempio di verace penitente. Certo\, non si riuscirà mai a conoscere la verità. Proviamo però a sollevare una domanda\, a riportarla in vita attraverso la relazione dei fatti\, e l’indagine che ci permettono Storia e Letteratura. \nPassioni e delitti. Stregoneria e travestimenti. Relazioni processuali\, narrazione dei “successi” di famiglie illustri o delle “disgrazie” dei poveri diavoli. Alla turbolenza del conflitto interiore e alla dinamicità delle vicende\, si contrappone\, quasi come un secondo processo\, la staticità inquisitoria ma anche trasgressiva di uno sguardo maschile che interviene e che penetra nella più esclusiva società di donne\, in questo ‘luogo di donne’\, o loro prigione.La scena diviene così la cornice di un sublime femminile con tragiche eroine\, ma anche cornice delle atrocità commesse dalla giustizia e dai suoi giudici a carico di persone accusate\, torturate\, riconosciute colpevoli senza prove definitive.La Monaca\, che dopo la carcerazione riuscì a vivere ancora a lungo\, diventa emblema di un’opposizione ai compromessi e alla violenza della società\, uno spirito moderno in cerca d’identità e libertà\, portavoce di una contestazione verso i poteri civili e politici. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				da Manzoni\, Diderot\, Stendhal e gli atti del processodrammaturgia Annig Raimondicon Alessandro Pazzi\, Annig Raimondi ed Eliel Ferreira de Sousascene Isolde Michelazzimusiche originali Maurizio Pisaticostumi Nir Lagzieldisegno luci Manfredi Michelazziassistenti alla regia Marianna Cossu\, Stefano Tirantello\, Bianca Tortatoproduzione PACTA . dei Teatri \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				\n				\n				\n				\n				INCONTRI SULLO SPETTACOLO:\n				Martedì 9 maggio\, dalle 19.30 alle 20.00\, APPROFONDIMENTO SU “LA MONACA DI MONZA” CON LA REGISTA ANNIG RAIMONDI \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:LEI E' QUESTA
DESCRIPTION:Italia 1940. Ebe\, figlia di un casaro emiliano\, ama le lingue straniere e studia il tedesco da autodidatta. La politica fascista prima e l’invasione tedesca poi\, travolgono la vita dei piccoli paesi\, sconvolgono i ritmi del lavoro in campagna\, fino a cambiare la vita dei singoli. Ebe verrà costretta a lavorare come traduttrice italiana in un campo di concentramento nazista. “Lei è questa!” è una storia d’amore tra due giovani\, Ebe e Ivo\, in lotta con una lontananza forzata. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Sara Culzoniregia\, scene e luci di Marco Fragnellimusiche originali di Andrea Coruzzicon Alessio Gigante e Karin Rossiproduzione COLLETTIVO LYNUScompagnia residente presso la Fondazione Arturo Toscanini \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				IMG_4874\n					\n					\n					\n				\n				IMG_4903\n					\n					\n					\n				\n				IMG_4922
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SUMMARY:FUORI DAGLI SCHERMI
DESCRIPTION:Siri lavora per una famiglia molto connessa\, passando con loro tantissimo tempo: assiste il papà Simone nel districarsi nel traffico\, ricorda alla mamma Irene le calorie bruciate e assunte\, aiuta nei compiti il figlio Riccardino e cerca a nonna Ida l’anima gemella. Ma cosa succederà quando sarà Siri a chiedere ai suoi utenti di passare del tempo in sua compagnia? \nIn un’era in cui l’idea di trascorrere del tempo lontano dai dispositivi ci affascina\, FUORI DAGLI SCHErMI indaga il Super Potere del XXI secolo: la capacità di svolgere attività liberi da distrazioni digitali e non sentire la necessità di mettere sempre a tacere la noia con uno sguardo sui social.Sul palco l’assistente digitale più famosa al mondo: Siri\, in carne ed ossa! Dal suo ufficio 13×7 cm alternerà momenti di stand up\, incontri con esperti del settore\, interazioni audio con i suoi utenti\, condividerà con il pubblico materiale su ghosting\, orbiting\, phubbing facendoci sorridere come in un selfie\, instillando il dubbio del perché lo stiamo realmente facendo. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				compagnia CATERPILLARdi e con Ilaria Longodrammaturgia Giulia Accatino e Ilaria Longoaiuto regia Denise M. Brambillascaproduzione Compagnia Caterpillarfilmmaker Christian Palmascene Gaia Carmagnaniorganizzazione Camilla Ambrosiniun ringraziamento speciale a Giovanni Accordino\, Emanuele Arrigazzi\, Enzo Curcurù\, Veronica Longo\, Costanza Noberasco\, Alessandro Savarese\, Lorenzo Marcelloni\, Giulia Viana\, Margò Volo e Campo Teatrale \nSpettacolo con menzione di merito nella XI edizione della Borsa di Lavoro“Alfonso Marietti” per la coerenza complessiva delle strutture espressive. \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				FuoriDagliSchermi (8)\n					\n					\n					\n				\n				FuoriDagliSchermi_ph.MassimilianoBonino (2)\n					\n					\n					\n				\n				FuoriDagliSchermi (4)\n					\n					\n					\n				\n				FuoriDagliSchermi (5)
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SUMMARY:CORPORA
DESCRIPTION:​Tu che leggi\, un giorno\, morirai. Anche noi\, certo. Moriremo tutti. Nessun allarmismo. Solo una constatazione. Meglio non pensarci. Ma ormai è fatta. Succederà. E allora come possiamo vivere con questo pensiero? \nLa vicinanza con la morte ci ha messo di fronte all’assenza di un vocabolario per affrontarla\, sostituito dalla preghiera quotidiana di numeri e dati. La morte non ha un volto\, solo un grafico. Non c’è più alcun rito che venga in soccorso a chi resta e a chi se ne va. Fatti\, luoghi\, personaggi e circostanze diverse si intrecciano nel punto di intersezione fatale per costituire un racconto unico. Storie di corpi nel tempo che precede la sparizione. I performer prestano le sembianze a figure sulla soglia\, a contatto diretto con il salto nel vuoto. Lo spazio si compone e ricompone grazie a pochi elementi\, cinque bare bianche\, simili quasi ad artefatti alieni precipitati. Quali riti ci restano oggi? A quali parole aggrapparci? Questa sinossi ci sopravvivrà. Speriamo bene. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				testo Eliana Rotellaregia Giulia Sangiorgio organizzazione Chiara Donadoni musiche e disegno sonoro Andrea Centonzascene Nikolò Bikros\, Annalisa Burcheri\, Giulia Ogliaridisegno luci Giulia Banderacontenuti video Giulio Gattocon Silvia Guerrieri\, Eleonora Mina\, Simone Ruvolo\, Marco Trottavoci Valentina Picello\, Edoardo Spina\, Gennaro Mazzuoccoloproduzione compagnia Corpora con il sostegno di Lab121\, Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e Comune di Genova\,in collaborazione con Hangar Piemontesi ringrazia Massimiliano Cividati \nTesto finalista alla 56a edizione del Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” e menzionato al Premio InediTO 2021. \nSpettacolo semifinalista bando In-Box 2022 e vincitore del bando Start and Go del Comune di Genova. \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				CORPORA (3)\n					\n					\n					\n				\n				CORPORA (4)\n					\n					\n					\n				\n				CORPORA (1)\n					\n					\n					\n				\n				CORPORA (2)
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SUMMARY:Portami su quello che canta. Storia di un libro guerriero - Proiezione film
DESCRIPTION:Il film di Claudio Zucchellini e Marino Bronzino racconta la storia del processo allo psichiatra Giorgio Coda\, condannato per maltrattamenti ai suoi pazienti della Certosa di Collegno. \nLa rilettura\, a distanza di oltre quarant’anni dalla pubblicazione del libro denuncia di Alberto Papuzzi e Piera Piatti Portami su quello che canta\, è il punto di partenza per ripercorrere una stagione di impegno civile e di grandi cambiamenti e far conoscere a chi\, quel periodo non l’ha vissuto\, un pezzo di storia recente in cui i “matti” per la prima volta hanno avuto la parola\, sono stati ascoltati\, considerati dai giudici degni di fede\, finalmente cittadini come gli altri. \nLa vicenda offre inoltre molti spunti in relazione al tema del rapporto tra scienza\, medicina e diritto\, nonché tra medico e paziente.\nArgomenti roventi\, sui quali gli operatori della scienza\, della medicina e del diritto in questi anni si sono cimentati\, con un impegno che è sfociato anche in provvedimenti legislativi destinati a influire in modo rilevante sui rapporti tra i consociati. \nIl nucleo centrale del film si poggia sulla lettura di alcuni passi salienti del libro Portami su quello che canta e sulle interviste a:\nAlberto Papuzzi autore con Piera Piatti del libro.\nAlessandro Perissinotto scrittore che nel suo ultimo romanzo Quello che l’acqua nasconde prende spunto da quei fatti di cronaca.\nMauro Vallinotto fotografo\, autore delle immagini che aprono il libro e che con la loro pubblicazione sul settimanale L’ESPRESSO diedero forza alla denuncia e all’apertura del processo.\nGianpaolo Zancan con Bianca Guidetti Serra difensori di parte civile nel processo. \nIl contesto storico politico e sociale di quegli anni\, ingiustamente etichettati solo come “anni di piombo”\, è curato dall’Avv. Claudio Zucchellini\, attento conoscitore di quel periodo\, che espone in modo puntuale e sintetico i grandi cambiamenti sociali di quegli anni\, come ad esempio: il referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio\, la legge sullo statuto dei lavoratori\, la legge sull’aborto e il travagliato percorso della chiusura dei manicomi grazie all’impegno di Franco Basaglia. \nLa documentazione agghiacciante di cosa erano gli ospedali psichiatrici è resa dalle immagini fotografiche di Carla Cerati\, Gianni Berengo Gardin e Mauro Vallinotto che\, con la complicità dell’Associazione per la lotta contro le malattie mentali\, realizzò a Villa Azzurra un reportage rimasto nella storia del giornalismo d’inchiesta di quegli anni. \n  \nCon il patrocinio di:\nConsiglio Nazionale Forense\nUniversità degli Studi di Milano\nOrdine degli Avvocati di Torino \ncon la collaborazione di FCTP \nRegia Marino Bronzino e Claudio Zucchellini\nSoggetto e Sceneggiatura Marino Bronzino\nFotografia Angelo Santovito e Marino Bronzino\nMontaggio Marino Bronzino e Eugenio Sciola\nScenografia Marino Bronzino\nSuono presa diretta Marino Bronzino\nOperatori Angelo Santovito e Marino Bronzino\nInterpreti Alberto Papuzzi\, Alessandro Perissinotto\, Mauro Vallinotto\, Gianpaolo Zancan\, Claudio Zucchellini\nProduzione BroZuc Production \n  \n 
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LOCATION:BIBLIOTECA CHIESA ROSSA\, MUNICIPIO 5\, VIA S.DOMENICO SAVIO\,3\, MILANO\, 20142
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SUMMARY:MADRE\, LA PELLE NUOVA - annullato
DESCRIPTION:Causa di forza maggiore\, il concerto MADRE\, LA PELLE NUOVA di Maurilio Cacciatore è annullato. \nNel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini\, a Maurilio Cacciatore è stata chiesta una composizione che lo celebrasse.\nDa questo e da un’idea di Clara Belladone\, sono emerse alcune poesie che hanno tessuto tra loro il filo conduttore di uno spettacolo: Madre\, la pelle nuova. Monodramma per poesia\, voce\, viola\, live electronics.\nDi Pasolini ci sono Supplica a mia madre e Lettera a una mamma tedesca. A queste si affiancano Ballata delle madri e La Pelle Nuova di Ignazio Buttitta. La figura della madre\, il suo ruolo nella società dell’epoca e nella vita intima dei due poeti è al centro dell’intero lavoro.\nLe poesie sono declamate da Piergiorgio Piccoli e diffuse dal dispositivo di amplificazione. Il lavoro è una suite di brani strumentali per voce sola\, per viola sola\, per duo e per elettronica sola.\nL’esiguità di tale dispositivo\, a fronte della durata del lavoro\, regge l’intera struttura formale e dispiega un percorso che cattura l’ascolto.\nI temi trattati e le parole scelte dai poeti\, profonde e a tratti crude\, chiedono un tempo di assimilazione\, dal quale emerge anche la loro naturale teatralità. \ndi e con Maurilio Cacciatore – SYNTAX ensemble
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SUMMARY:1939. UNA VITA A DOMINO (REPLICA SCOLASTICA)
DESCRIPTION:La storia di Domenico\, pescatore\, ha il culmine nell’anno del 1939. Deportato per non aver fatto il saluto fascista al podestà di Bari. Deportato ingiustamente in un’isola della Puglia voluta dal Duce dove si rinchiudono gli omosessuali italiani\, a San Domino. In quell’anno le vicende di Domenico si intrecciano con Aldo Moro che viene assunto all’Università di Bari\, a Batman il fumetto americano che invaderà il mondo. Deportato sull’isola vivrà amicizie con altri italiani tutti omosessuali\, provenienti da varie regioni d’Italia\, districandosi tra i dialetti regionali. \nUno sguardo ironico e particolare dell’Italia di quel tempo attraverso tanti personaggi che sono interpreti di singolari circostanze di vita. Nel campo\, tra prove per il teatro\, arrivo di nuovi deportati e storie varie\, si snoda la vicenda di Domenico tra situazioni drammatiche e comiche. Arriverà a superare tutte le circostanze che la vita in un campo di prigionia presuppone\, tra risate\, canti e stupri. \nIn tutta fretta pochi giorni prima della dichiarazione di guerra il campo degli omosessuali\, grazie al generale del Duce\, Bocchini\, verrà evacuato\, Domenico rimarrà sull’isola alcuni giorni da solo\, poi farà rientro in città. Qui prima di essere deportato aveva avuto un rapporto d’amore con Lucia. Non la ritroverà. Lucia originaria del Veneto si era imbarcata per l’America\, non avendo avuto più notizie di lui\, con un neonato tra le braccia. Domenico rimarrà da solo a guardare il mare per un po’\, prima di finire in una casa di riposo dove terminerà i suoi giorni. Forse impazzendo ascoltando dalla neonata tv italiana che al comandante del suo campo di prigionia veniva conferita un’onorificenza dal Presidente della Repubblica Italiana per meriti sul lavoro. \nUn’ affresco dell’Italia\, l’Italia di sempre. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di e con Alfredo Traversa\nallestimento Immagini\ncostumi Arcade\nmusica di J Strauss jr.\nproduzione Associazione Culturale ENECEDETE
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DESCRIPTION:La storia di Domenico\, pescatore\, ha il culmine nell’anno del 1939. Deportato per non aver fatto il saluto fascista al podestà di Bari. Deportato ingiustamente in un’isola della Puglia voluta dal Duce dove si rinchiudono gli omosessuali italiani\, a San Domino. In quell’anno le vicende di Domenico si intrecciano con Aldo Moro che viene assunto all’Università di Bari\, a Batman il fumetto americano che invaderà il mondo. Deportato sull’isola vivrà amicizie con altri italiani tutti omosessuali\, provenienti da varie regioni d’Italia\, districandosi tra i dialetti regionali. \nUno sguardo ironico e particolare dell’Italia di quel tempo attraverso tanti personaggi che sono interpreti di singolari circostanze di vita. Nel campo\, tra prove per il teatro\, arrivo di nuovi deportati e storie varie\, si snoda la vicenda di Domenico tra situazioni drammatiche e comiche. Arriverà a superare tutte le circostanze che la vita in un campo di prigionia presuppone\, tra risate\, canti e stupri. \nIn tutta fretta pochi giorni prima della dichiarazione di guerra il campo degli omosessuali\, grazie al generale del Duce\, Bocchini\, verrà evacuato\, Domenico rimarrà sull’isola alcuni giorni da solo\, poi farà rientro in città. Qui prima di essere deportato aveva avuto un rapporto d’amore con Lucia. Non la ritroverà. Lucia originaria del Veneto si era imbarcata per l’America\, non avendo avuto più notizie di lui\, con un neonato tra le braccia. Domenico rimarrà da solo a guardare il mare per un po’\, prima di finire in una casa di riposo dove terminerà i suoi giorni. Forse impazzendo ascoltando dalla neonata tv italiana che al comandante del suo campo di prigionia veniva conferita un’onorificenza dal Presidente della Repubblica Italiana per meriti sul lavoro. \nUn’ affresco dell’Italia\, l’Italia di sempre. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di e con Alfredo Traversaallestimento Immaginicostumi Arcademusica di J Strauss jr.produzione Associazione Culturale ENECEDETE \ncon il sostegno di CIRCUITO CLAPS \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				1939_UnaVitaADominio (1)\n					\n					\n					\n				\n				1939_UnaVitaADominio (2)\n					\n					\n					\n				\n				1939_UnaVitaADominio (3)\n					\n					\n					\n				\n				1939_UnaVitaADominio (4)
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SUMMARY:RAZZA SACRA (replica scolastica)
DESCRIPTION:Pasolini si risveglia in un luogo buio che ricorda sinistramente un carcere.Si guarda intorno spaesato. Ricorda a malapena il proprio nome\, nessun altro indizio sulla propria identità o sul perché sia finito in quel posto.All’interno della cella si palesa una figura femminile che lui non riconosce: Laura Betti che lo spinge a ricordare. Il superamento dell’amnesia fa parte di un percorso che Pierpaolo dovrà effettuare\, procedendo per gradi fino allo svelamento di uno scioccante atto catartico da lui compiuto e rimosso. \nIL PROGETTOEsiste un aspetto della vita di Pasolini\, di vitale importanza\, raramente indagato in profondità: il suo rapporto con le donne.Alcuni scatti fotografici sono ben impressi nell’immaginario collettivo (quel bacio così virile ed appassionato con Maria Callas\, le passeggiate per i vicoli di Roma con Laura Betti…)\, ma ciò che il femminile ha rappresentato nell’esistenza e nella definizione umana e artistica di Pier Paolo resta ancora un terreno poco esplorato. \nLa sua vita è stata accompagnata da donne di grandissimo spessore culturale (Fallaci\, Morante\, Bemporad…) e artistico (Silvana Mangano\, Anna Magnani e ovviamente “Maria”). Donne legate a lui in maniera viscerale\, travagliata\, conflittuale o adorante\, che Pier Paolo ripagava con un sentimento profondo\, rivestendo le figure di padre\, fratello maggiore\, e soprattutto figlio.Non c’è dubbio quindi che il femminile abbia inevitabilmente permeato la sua percezione del mondo. \nEsiste poi un femminile ancora più profondo\, inesplorato\, verso cui Pier Paolo si relazionava in maniera contraddittoria. Il disgusto per il grembo\, il sangue e le viscere\, (che gli rinfacciò Oriana Fallaci\, quando il poeta le confessò di non riuscire a leggere il suo “Lettera a un bambino mai nato”)\, ma allo stesso tempo anche il trasporto incondizionato verso il femminile ferito e usurpato (anche se si tratta di figure straordinarie come Maria Callas o Silvana Mangano). \nE poi\, c’è Susanna.Sua madre\, la donna che ha talmente permeato la vita di Pier Paolo da assurgere per lui a Madonna (come nel suo Vangelo secondo Matteo) ad Amore così assoluto da divenire prigione.Una donna diversa da ogni altra. Provvista di carne e sangue (l’odore delle primule in fiore del suo cappotto\, diventa memoria sensoriale in grado di rievocare nel poeta una passione lancinante) eppure meravigliosamente affrancata dal corpo che incombe materico e ingombrante in tutte le altre presenze nella vita di Pier Paolo.Una donna alla quale il poeta dedicherà versi così devastanti da diventare enigmatici (“nella tua grazia\, nasce la mia angoscia”)Versi ai quali lo spettacolo darà un’interpretazione inedita e sorprendente. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				NOTE DI REGIA\nLo spettacolo utilizza un registro in grado di mischiare elementi apparentemente inconciliabili\, in una veste assolutamente originale. Echi del processo kafkiano\, suggestioni tratte dalla tradizione popolare sulla stregoneria ed episodi strettamente biografici della vita del poeta. Il tutto organicamente sviluppato in una drammaturgia che\, pur partendo con i classici stilemi di un mistero da risolvere\, approda ad uno svelamento finale in grado di abbattere i confini del reale per divenire sguardo nell’anima del grande scrittore.\nUn finale in grado di dare una chiave di lettura inedita non solo al percorso umano e artistico di Pier Paolo Pasolini\, ma anche alla sua tragica morte.\nGrossa rilevanza sarà data alle atmosfere\, con disegni luce e proiezioni video dai colori fiamminghi\, musiche elettroniche arricchite da strumenti antichi del folklore nordeuropeo e un numero di danza contemporanea\, fra taranta e rito sciamanico.\n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Un progetto teatrale di Mariano Lamberti e Riccardo PechiniScritto da Riccardo Pechini in collaborazione con Mariano LambertiRegia di Mariano LambertiCon Marco Vergani – Pasolini\, Marina Remi – Laura Betti/Oriana Fallaci/Maria Callas /Silvana ManganoScene Giuliano PannutiCostumi Valeria RiccaMusiche Andrea AlbaneseCoreografie Marco Angelilliproduzione Napoli Teatro Festival
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SUMMARY:RAZZA SACRA. Pasolini e le sue donne
DESCRIPTION:Pasolini si risveglia in un luogo buio che ricorda sinistramente un carcere.Si guarda intorno spaesato. Ricorda a malapena il proprio nome\, nessun altro indizio sulla propria identità o sul perché sia finito in quel posto.All’interno della cella si palesa una figura femminile che lui non riconosce: Laura Betti che lo spinge a ricordare. Il superamento dell’amnesia fa parte di un percorso che Pierpaolo dovrà effettuare\, procedendo per gradi fino allo svelamento di uno scioccante atto catartico da lui compiuto e rimosso. \nIL PROGETTOEsiste un aspetto della vita di Pasolini\, di vitale importanza\, raramente indagato in profondità: il suo rapporto con le donne.Alcuni scatti fotografici sono ben impressi nell’immaginario collettivo (quel bacio così virile ed appassionato con Maria Callas\, le passeggiate per i vicoli di Roma con Laura Betti…)\, ma ciò che il femminile ha rappresentato nell’esistenza e nella definizione umana e artistica di Pier Paolo resta ancora un terreno poco esplorato. \nLa sua vita è stata accompagnata da donne di grandissimo spessore culturale (Fallaci\, Morante\, Bemporad…) e artistico (Silvana Mangano\, Anna Magnani e ovviamente “Maria”). Donne legate a lui in maniera viscerale\, travagliata\, conflittuale o adorante\, che Pier Paolo ripagava con un sentimento profondo\, rivestendo le figure di padre\, fratello maggiore\, e soprattutto figlio.Non c’è dubbio quindi che il femminile abbia inevitabilmente permeato la sua percezione del mondo. \nEsiste poi un femminile ancora più profondo\, inesplorato\, verso cui Pier Paolo si relazionava in maniera contraddittoria. Il disgusto per il grembo\, il sangue e le viscere\, (che gli rinfacciò Oriana Fallaci\, quando il poeta le confessò di non riuscire a leggere il suo “Lettera a un bambino mai nato”)\, ma allo stesso tempo anche il trasporto incondizionato verso il femminile ferito e usurpato (anche se si tratta di figure straordinarie come Maria Callas o Silvana Mangano). \nE poi\, c’è Susanna.Sua madre\, la donna che ha talmente permeato la vita di Pier Paolo da assurgere per lui a Madonna (come nel suo Vangelo secondo Matteo) ad Amore così assoluto da divenire prigione.Una donna diversa da ogni altra. Provvista di carne e sangue (l’odore delle primule in fiore del suo cappotto\, diventa memoria sensoriale in grado di rievocare nel poeta una passione lancinante) eppure meravigliosamente affrancata dal corpo che incombe materico e ingombrante in tutte le altre presenze nella vita di Pier Paolo.Una donna alla quale il poeta dedicherà versi così devastanti da diventare enigmatici (“nella tua grazia\, nasce la mia angoscia”)Versi ai quali lo spettacolo darà un’interpretazione inedita e sorprendente. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Lo spettacolo utilizza un registro in grado di mischiare elementi apparentemente inconciliabili\, in una veste assolutamente originale. Echi del processo kafkiano\, suggestioni tratte dalla tradizione popolare sulla stregoneria ed episodi strettamente biografici della vita del poeta. Il tutto organicamente sviluppato in una drammaturgia che\, pur partendo con i classici stilemi di un mistero da risolvere\, approda ad uno svelamento finale in grado di abbattere i confini del reale per divenire sguardo nell’anima del grande scrittore.Un finale in grado di dare una chiave di lettura inedita non solo al percorso umano e artistico di Pier Paolo Pasolini\, ma anche alla sua tragica morte.Grossa rilevanza sarà data alle atmosfere\, con disegni luce e proiezioni video dai colori fiamminghi\, musiche elettroniche arricchite da strumenti antichi del folklore nordeuropeo e un numero di danza contemporanea\, fra taranta e rito sciamanico. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Un progetto teatrale di Mariano Lamberti e Riccardo PechiniScritto da Riccardo Pechini in collaborazione con Mariano LambertiRegia di Mariano LambertiCon Marco Vergani – Pasolini\, Marina Remi – Laura Betti/Oriana Fallaci/Maria Callas /Silvana ManganoScene Giuliano PannutiCostumi Valeria RiccaMusiche Andrea AlbaneseCoreografie Marco Angelilliproduzione Napoli Teatro Festival \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \n  \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI
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SUMMARY:RAGAZZE DI VETRO (replica scolastica)
DESCRIPTION:La campana di vetro (1963) è l’unico romanzo di Sylvia Plath\, dalla forte impronta autobiografica. Appena il libro vede la stampa\, la poetessa statunitense si toglie la vita. \nLa protagonista del romanzo\, Esther\, dopo un’importante borsa di studio presso una rivista di moda a New York\, passa un mese a lottare con la depressione\, cercando disperatamente di ritrovare la studentessa grintosa e di successo che era prima. La svanita capacità di scrivere\, di dormire e di interagire con le persone la portano a ingoiare un flacone di sonniferi. \nIl suo corpo viene ritrovato inerte ma vivo. Da qui ha inizio un lungo calvario tra ospedali\, manicomi e terapie di elettroshock per ritrovare la linfa vitale e la voglia di vivere. A grande sorpresa\, nella stessa casa di cura arriva la sua amica d’infanzia Joan\, con la quale ha avuto persino lo stesso fidanzato in passato. Anche lei ha tentato il suicidio\, anche lei ha un rigetto verso la società e tutto quello che la concerne. \nTra il silenzio dell’apatia e la messinscena di una quotidianità fatta di cose banali ma importanti\, Esther e Joan cercano di superare le tragedie delle loro vite. Ma una volta varcata la porta della casa di cura\, chi vorrà più sposarla dopo che è stata… dove è stata? \n“Dovrebbe esistere un rito per celebrare la seconda nascita – per quando si è stati rattoppati\, ricostruiti e omologati per la strada.” \n  \nSPETTACOLO IN ABBONAMENTO INVITO A TEATRO \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				In un mondo fragile\, recluso e ovattato\, si sviluppa il conflitto interiore di Esther con l’esterno attraverso presenze\, voci e luoghi filtrati dai ricordi della poetessa\, presenza costante segnata dalle voice off\, durante la sua ultima notte prima del suicidio\, intenta a ripercorrere nella mente quel lontano tentativo di suicidio di dieci anni prima attraverso la rilettura del suo romanzo. \nLa scrittura scenica pone l’accento alla percezione soggettiva e distorta della mente di Sylvia. Una sola attrice si trasformerà in tutti i personaggi che circondano Esther\, rappresentanti di una società a volte a lei lontani\, a volte a lei vicini\, ma come senza un volto definito\, visti attraverso uno sguardo offuscato dalla malattia\, dalle sue terapie e dalla sua consapevolezza di diversità.Il dispositivo scenico vuole dar risalto alla fragilità dell’anima ricreando gli spazi della quotidianità della protagonista da una struttura fatta di luci e di trasparenze\, come a simboleggiare una contemporanea campana di vetro. Il metallo\, l’acqua e la macchina da scrivere conquistano un ruolo centrale per evocare il paesaggio dell’anima e della quintessenza di Esther/Sylvia. \nLa necessità di immergere in modo totalizzante gli spettatori nel mondo interiore della protagonista\, porta alla scelta di far fruire lo spettacolo attraverso una ricca drammaturgia sonora\, in cuffia. La voce di Esther è limpida\, mentre quelle degli altri personaggi sono percepite distanti come dalla mente offuscata della protagonista e si vanno man mano a avvicinarsi proporzionalmente al suo percorso di guarigione. Le voci delle attrici in scena sono accompagnate dai suoni provenienti dall’ambiente e dagli interventi registrati di Sylvia\, circondate dal paesaggio sonoro che richiama il rituale di una quotidianità che si rivela essere irripetibile. Oltre ai suoni\, alle voci e a canzoni cantate dal vivo regna il silenzio. \nL’importanza della soggettiva comporta la volontà di lavorare per una dissociazione tra suono e immagine. Così le scene si sviluppano con una precisa sintesi di movimenti\, degli interpreti\, del suono e delle luci\, portando il linguaggio scenico verso l’astratto come in una fotografia di Gregory Crewdson. \nRagazze di vetro vuole raccontare le difficoltà\, le fragilità e l’eterna lotta dell’animo di una giovane donna dotata di talento artistico che ha necessità di forzare il limite\, spostare il confine\, altalenare sopra la linea di passaggio tra la realtà e l’arte\, la società e l’individuo\, la vita e la morte. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI DRAMMATURGIA:\n				La drammaturgia di Ragazze di vetro vuole focalizzarsi sul tema della depressione giovanile e la fragilità femminile\, causate anche dalla difficoltà di coniugare il ruolo della donna con l’ambizione di affermarsi come artista nella società. La figura di Sylvia Plath\, Esther nel romanzo\, è simbolo di una lotta\, interiore e sociale\, per l’emancipazione femminile che tuttora ha necessità di essere messa al centro dell’attenzione del pubblico\, dovuta alla persistenza della disparità di genere in ambito artistico e lavorativo in generale. L’instabilità della salute mentale della protagonista è sicuramente la circostanza principale di “La campana di vetro” che poi è anche un costante della vita dell’autrice. L’obbligo di misurarsi con le rigide regole della normalità sociale e sentire interiormente la spinta verso una diversità\, verso qualcosa che esuli dagli schemi riconosciuti e accettati\, accompagnati da una sensibilità e un’intelligenza fuori dal comune\, non possono che portare verso le zone più oscure della mente\, come ulteriore affermazione della necessità di essere riconosciuti come individuo e non come uno dei tanti esemplari prefabbricati. \nLa struttura drammaturgica si sviluppa a partire dal carattere autobiografico del romanzo e dell’opera letteraria di Sylvia Plath: due settimane dopo l’uscita del romanzo\, la poetessa statunitense si toglie la vita. L’immagine di partenza è l’ultima sera di Sylvia nel suo appartamento di Londra che si prepara al suicidio. È inevitabile il confronto con Esther\, sé stessa di 10 anni prima che aveva compiuto quel gesto estremo\, ma anche con alcune sue poesie\, racconti e materiali autobiografici. La presenza di Sylvia è affidata alla sola voce che avvolge la scena in un filtro epico.Il linguaggio vuole perseverare la poesia e la ricchezza di immagini dell’autrice\, ma nello stesso tempo dare corpo e concretezza teatrale alle parole. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				dal romanzo “La campana di vetro” e altri materiali di Sylvia PlathAdattamento di Maddalena Mazzocut-Mis e Sofia PelczerRegia Sofia PelczerCon Francesca Tripaldi e Federica Garavagliavoice off Sara ZanobbioConsulenza scenografica Giulia OlivieriAssistente alla regia Arianna GuaglioneProduzione Teatro Sguardo Oltre
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SUMMARY:RAGAZZE DI VETRO
DESCRIPTION:La campana di vetro (1963) è l’unico romanzo di Sylvia Plath\, dalla forte impronta autobiografica. Appena il libro vede la stampa\, la poetessa statunitense si toglie la vita. \nLa protagonista del romanzo\, Esther\, dopo un’importante borsa di studio presso una rivista di moda a New York\, passa un mese a lottare con la depressione\, cercando disperatamente di ritrovare la studentessa grintosa e di successo che era prima. La svanita capacità di scrivere\, di dormire e di interagire con le persone la portano a ingoiare un flacone di sonniferi. \nIl suo corpo viene ritrovato inerte ma vivo. Da qui ha inizio un lungo calvario tra ospedali\, manicomi e terapie di elettroshock per ritrovare la linfa vitale e la voglia di vivere. A grande sorpresa\, nella stessa casa di cura arriva la sua amica d’infanzia Joan\, con la quale ha avuto persino lo stesso fidanzato in passato. Anche lei ha tentato il suicidio\, anche lei ha un rigetto verso la società e tutto quello che la concerne. \nTra il silenzio dell’apatia e la messinscena di una quotidianità fatta di cose banali ma importanti\, Esther e Joan cercano di superare le tragedie delle loro vite. Ma una volta varcata la porta della casa di cura\, chi vorrà più sposarla dopo che è stata… dove è stata? \n“Dovrebbe esistere un rito per celebrare la seconda nascita – per quando si è stati rattoppati\, ricostruiti e omologati per la strada.” \n  \nSPETTACOLO IN ABBONAMENTO INVITO A TEATRO \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				In un mondo fragile\, recluso e ovattato\, si sviluppa il conflitto interiore di Esther con l’esterno attraverso presenze\, voci e luoghi filtrati dai ricordi della poetessa\, presenza costante segnata dalle voice off\, durante la sua ultima notte prima del suicidio\, intenta a ripercorrere nella mente quel lontano tentativo di suicidio di dieci anni prima attraverso la rilettura del suo romanzo. \nLa scrittura scenica pone l’accento alla percezione soggettiva e distorta della mente di Sylvia. Una sola attrice si trasformerà in tutti i personaggi che circondano Esther\, rappresentanti di una società a volte a lei lontani\, a volte a lei vicini\, ma come senza un volto definito\, visti attraverso uno sguardo offuscato dalla malattia\, dalle sue terapie e dalla sua consapevolezza di diversità.Il dispositivo scenico vuole dar risalto alla fragilità dell’anima ricreando gli spazi della quotidianità della protagonista da una struttura fatta di luci e di trasparenze\, come a simboleggiare una contemporanea campana di vetro. Il metallo\, l’acqua e la macchina da scrivere conquistano un ruolo centrale per evocare il paesaggio dell’anima e della quintessenza di Esther/Sylvia. \nLa necessità di immergere in modo totalizzante gli spettatori nel mondo interiore della protagonista\, porta alla scelta di far fruire lo spettacolo attraverso una ricca drammaturgia sonora\, in cuffia. La voce di Esther è limpida\, mentre quelle degli altri personaggi sono percepite distanti come dalla mente offuscata della protagonista e si vanno man mano a avvicinarsi proporzionalmente al suo percorso di guarigione. Le voci delle attrici in scena sono accompagnate dai suoni provenienti dall’ambiente e dagli interventi registrati di Sylvia\, circondate dal paesaggio sonoro che richiama il rituale di una quotidianità che si rivela essere irripetibile. Oltre ai suoni\, alle voci e a canzoni cantate dal vivo regna il silenzio. \nL’importanza della soggettiva comporta la volontà di lavorare per una dissociazione tra suono e immagine. Così le scene si sviluppano con una precisa sintesi di movimenti\, degli interpreti\, del suono e delle luci\, portando il linguaggio scenico verso l’astratto come in una fotografia di Gregory Crewdson. \nRagazze di vetro vuole raccontare le difficoltà\, le fragilità e l’eterna lotta dell’animo di una giovane donna dotata di talento artistico che ha necessità di forzare il limite\, spostare il confine\, altalenare sopra la linea di passaggio tra la realtà e l’arte\, la società e l’individuo\, la vita e la morte. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI DRAMMATURGIA:\n				La drammaturgia di Ragazze di vetro vuole focalizzarsi sul tema della depressione giovanile e la fragilità femminile\, causate anche dalla difficoltà di coniugare il ruolo della donna con l’ambizione di affermarsi come artista nella società. La figura di Sylvia Plath\, Esther nel romanzo\, è simbolo di una lotta\, interiore e sociale\, per l’emancipazione femminile che tuttora ha necessità di essere messa al centro dell’attenzione del pubblico\, dovuta alla persistenza della disparità di genere in ambito artistico e lavorativo in generale. L’instabilità della salute mentale della protagonista è sicuramente la circostanza principale di “La campana di vetro” che poi è anche un costante della vita dell’autrice. L’obbligo di misurarsi con le rigide regole della normalità sociale e sentire interiormente la spinta verso una diversità\, verso qualcosa che esuli dagli schemi riconosciuti e accettati\, accompagnati da una sensibilità e un’intelligenza fuori dal comune\, non possono che portare verso le zone più oscure della mente\, come ulteriore affermazione della necessità di essere riconosciuti come individuo e non come uno dei tanti esemplari prefabbricati. \nLa struttura drammaturgica si sviluppa a partire dal carattere autobiografico del romanzo e dell’opera letteraria di Sylvia Plath: due settimane dopo l’uscita del romanzo\, la poetessa statunitense si toglie la vita. L’immagine di partenza è l’ultima sera di Sylvia nel suo appartamento di Londra che si prepara al suicidio. È inevitabile il confronto con Esther\, sé stessa di 10 anni prima che aveva compiuto quel gesto estremo\, ma anche con alcune sue poesie\, racconti e materiali autobiografici. La presenza di Sylvia è affidata alla sola voce che avvolge la scena in un filtro epico.Il linguaggio vuole perseverare la poesia e la ricchezza di immagini dell’autrice\, ma nello stesso tempo dare corpo e concretezza teatrale alle parole. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				dal romanzo “La campana di vetro” e altri materiali di Sylvia PlathAdattamento di Maddalena Mazzocut-Mis e Sofia PelczerRegia Sofia PelczerCon Francesca Tripaldi e Viola Luciovoice off Sara ZanobbioConsulenza scenografica Giulia Olivieriallestimento a cura di Arianna Guaglione e Diego Piemontesein ricordo di Sofia PelczerProduzione Teatro Sguardo Oltre \n  \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:NON TI SCORDAR DI ME
DESCRIPTION:Non ti scordar di me (schermo HD\, altare di rose bianche – 2022)\nSotto ad un altare di rose bianche vi è una donna che sembra morta ma in realtà sta dormendo. Il tempo passerà\, i fiori perderanno i petali e marciranno mentre la donna rimarrà sé stessa\, nel suo sonno indisturbato.\nIl mutamento è inevitabile\, è parte importante e una costante della vita stessa. Purtroppo alcune cose sembrano non cambiare mai. Siamo nel 2022 e viviamo ancora un clima di oscurantismo totale nel quale la parità di genere è ancora lungi dall’essere raggiunta. \n 
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SUMMARY:MADE IN ILVA
DESCRIPTION:Lo spettacolo è stato tradotto in tre lingue e presentato nei maggiori festival internazionali con oltre 200 repliche in più di 15 paesi. Definito dalla critica un capolavoro di teatro fisico\, un esempio di biomeccanica contemporanea\, MADE IN ILVA è un assolo in cui l’attore interpreta un operaio\, archetipo del lavoratore contemporaneo\, che agisce ingabbiato in strutture metalliche compiendo azioni ripetitive e acrobatiche che lo portano all’alienazione. \nLa drammaturgia intreccia testimonianze dei lavoratori dell’ILVA a frammenti poetici dell’opera di L. Di Ruscio e testi appositamente composti. Le musiche\, i ritmi ossessivi\, i canti originali\, l’approccio fisico\, poetico e di forte impatto visivo\, fanno dello spettacolo un’opera d’arte totale. MADE IN ILVA esprime una critica universale al processo di brutalizzazione generato dal sistema di produzione contemporaneo. \nMADE IN ILVA trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto e dalle testimonianze di alcuni operai\, intervistati dalla compagnia che lavorano nella stessa fabbrica\, per incontrare i testi poetici di Luigi di Ruscio e Peter Shneider.La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. \nLo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale\, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società. \nL’attore spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni\, azioni acrobatiche e ripetitive\, interagendo continuamente con suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo\, in cui le note si intrecciano col canto di una voce femminile che gli ordina “Lavora! Produci! Agisci! Crea!”.Egli pone il suo rifugio in una scena composta da strutture metalliche\, resa cangiante dall’uso di video-proiezioni che rievocano il contesto della fabbrica\, delle numerose fabbriche che ancora esistono come fantasmi di un’epoca moderna ormai trascorsa. Immagini e suoni popolano i suoi sogni\, come residui archeologici che si trascinano ancora in vita\, come agonizzanti\, nella memoria e nei ricordi ossessivi di chi ancora oggi lavora in simili luoghi.L’attore attraversa questa sorta di inferno contemporaneo\, fatto di ritmi alienanti e spazi distorti\, giungendo a spogliarsi della propria identità e ad indossare una maschera anonima\, senza volto\, per difendere l’essenza del proprio animo. \nL’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile\, nel tentativo di sentire la propria carne calda\, il proprio vivere organico\, in contrapposizione al ferro-freddo\, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale\, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista. \n			\n				\n				\n				\n				\n				PREMI E RICONOSCIMENTI:\n				Nomination al Total Theatre Awards – Fringe Festival di EdimburgoPremio speciale della giuria al Festival FITIC – RomaniaPremio Cassino Off per l’impegno civile nelle arti scenichePremio Landieri – teatro d’impegno civileMiglior spettacolo straniero al 16° IIFUT – IranPremio della critica – Ermo ColleII° Premio Museo CerviSelezione Visionari al Festival KilowattOffX3 Teatro Spazio OFF \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Regia Anna Dora DornoCon Nicola PianzolaMusiche originali Riccardo NanniCanti originali e voce dal vivo Anna Dora DornoProduzione Instabili VagantiSupportato in residenza da Spazio OFF – Trento \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTO
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DESCRIPTION:Lo spettacolo è stato tradotto in tre lingue e presentato nei maggiori festival internazionali con oltre 200 repliche in più di 15 paesi. Definito dalla critica un capolavoro di teatro fisico\, un esempio di biomeccanica contemporanea\, MADE IN ILVA è un assolo in cui l’attore interpreta un operaio\, archetipo del lavoratore contemporaneo\, che agisce ingabbiato in strutture metalliche compiendo azioni ripetitive e acrobatiche che lo portano all’alienazione. \nLa drammaturgia intreccia testimonianze dei lavoratori dell’ILVA a frammenti poetici dell’opera di L. Di Ruscio e testi appositamente composti. Le musiche\, i ritmi ossessivi\, i canti originali\, l’approccio fisico\, poetico e di forte impatto visivo\, fanno dello spettacolo un’opera d’arte totale. MADE IN ILVA esprime una critica universale al processo di brutalizzazione generato dal sistema di produzione contemporaneo. \nMADE IN ILVA trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto e dalle testimonianze di alcuni operai\, intervistati dalla compagnia che lavorano nella stessa fabbrica\, per incontrare i testi poetici di Luigi di Ruscio e Peter Shneider.La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. \nLo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale\, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società. \nL’attore spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni\, azioni acrobatiche e ripetitive\, interagendo continuamente con suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo\, in cui le note si intrecciano col canto di una voce femminile che gli ordina “Lavora! Produci! Agisci! Crea!”.Egli pone il suo rifugio in una scena composta da strutture metalliche\, resa cangiante dall’uso di video-proiezioni che rievocano il contesto della fabbrica\, delle numerose fabbriche che ancora esistono come fantasmi di un’epoca moderna ormai trascorsa. Immagini e suoni popolano i suoi sogni\, come residui archeologici che si trascinano ancora in vita\, come agonizzanti\, nella memoria e nei ricordi ossessivi di chi ancora oggi lavora in simili luoghi.L’attore attraversa questa sorta di inferno contemporaneo\, fatto di ritmi alienanti e spazi distorti\, giungendo a spogliarsi della propria identità e ad indossare una maschera anonima\, senza volto\, per difendere l’essenza del proprio animo. \nL’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile\, nel tentativo di sentire la propria carne calda\, il proprio vivere organico\, in contrapposizione al ferro-freddo\, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale\, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Nomination al Total Theatre Awards – Fringe Festival di EdimburgoPremio speciale della giuria al Festival FITIC – RomaniaPremio Cassino Off per l’impegno civile nelle arti scenichePremio Landieri – teatro d’impegno civileMiglior spettacolo straniero al 16° IIFUT – IranPremio della critica – Ermo ColleII° Premio Museo CerviSelezione Visionari al Festival KilowattOffX3 Teatro Spazio OFF \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Regia Anna Dora DornoCon Nicola PianzolaMusiche originali Riccardo NanniCanti originali e voce dal vivo Anna Dora DornoProduzione Instabili VagantiSupportato in residenza da Spazio OFF – Trento \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì ore 11.00
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SUMMARY:STO MORTO MEGLIO. Ridere o morire
DESCRIPTION:Quattro clown giocano a fare quello che hanno sempre sognato\, ma niente va come dovrebbe andare. \nTra litigi\, amori e disastri acrobatici\, il loro tentativo di diventare quello che non sono li porterà a inciampare in avventure catastrofiche. Con tanta difficoltà\, a ogni costo\, non lasceranno che le cose vadano storte. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di e con Alessandro Manfredi\, Federico Pinna\, Francesca Pinna\, Giovanni Spadaro Norellaproduzione Il Sugo Teatro \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				img20\n					\n					\n					\n				\n				img17\n					\n					\n					\n				\n				img18\n					\n					\n					\n				\n				img19
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LOCATION:PACTA Salone\, VIA ULISSE DINI 7\, MILANO\, 20142\, Italia
CATEGORIES:IN SCENA 22/23,PARAPIGLIA TEATROINFAMIGLIA
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SUMMARY:RIME D'ACQUA
DESCRIPTION:Con l’arrivo della primavera ripartono le feste di SEMiNA: la prima rete del territorio che unisce natura\, cultura\, ambiente\, agricoltura\, inclusione sociale\, propone una serie di iniziative per tutta la cittadinanza. Quale migliore occasione del connubio della Giornata mondiale dell’Acqua e della Giornata mondiale della Poesia per seminare vere e proprie ‘onde di poesia’ attraverso il nostro Parco Agricolo Ticinello per una settimana intera! Campi\, fiori\, alberi\, pozzanghere\, strade\, sentieri\, si animano e irrigano la vita del quartiere. \n➢ domenica 19 marzo\ndalle 10.30 alle 12.00 – Area Didattica via Campazzino\nLE FORME DELL’ACQUA\nLaboratorio artistico creativo condotto da Paola Ghinatti\, arteterapeuta certificata ai sensi della legge 4/2013\, in cui attraverso la sperimentazione di diversi materiali si esploreranno l’elemento acqua e le sue forme.\nRivolto a bimbi e bimbe dai 2 ai 10 anni e alle loro famiglie\nInfo e prenotazioni: laboratoriladea@gmail.com \n➢ da lunedì 20 marzo a venerdì 24 marzo\ndalle 9.30 alle 12.30 – Area Didattica via Campazzino\nLABORATORI A TEMA e attività per le scuole offerti dalla rete SEMiNA con prenotazione obbligatoria: parcoagricoloticinello@gmail.com \n➢ giovedì 23 marzo\ndalle 10.00 alle 11.30 – Biblioteca Chiesa Rossa\, via San Domenico Savio 3\nLa prof.ssa Flores Zardo presenta alle scuole e al territorio la CHIAVE DICOTOMICA per il riconoscimento dei macroinvertebrati come bioindicatori della qualità dell’acqua.\nEvento organizzato dall’Associazione Parco Ticinello\, con prenotazione obbligatoria: parcoagricoloticinello@gmail.com \n➢ domenica 26 marzo\n• 10.30\, partenza in via Marcello Dudovich 10 all’ingresso della Cascina Campazzo\nPASSEGGIATA TRA NATURA E RIME\nLe guide di FaunaViva conducono il pubblico alla scoperta del parco\, con Maria Eugenia D’Aquino di PACTA . dei Teatri\, che\, durante le tappe del percorso lancerà spunti poetici acquatici\, da Eraclito\, alla Dickinson\, a Montale\, e coinvolgerà il pubblico nell’appassionante gioco di comporre haiku\, la più antica forma di poesia giapponese\, raccogliendo versi e rime dai partecipanti che verranno ‘seminati’ all’ arrivo in Area Didattica via Campazzino\, dove i ragazzi e le ragazze ‘ortisti/e’ dell’ Associazione Impronta Onlus e Progetto Persona Onlus\, accoglieranno festosamente i camminatori e camminatrici con le loro rime e con exploit poetici legati all’Acqua.\nINGRESSO LIBERO con prenotazione obbligatoria\, fino a esaurimento posti\, scrivendo a parcoagricoloticinello@gmail.com\n• dalle 14.30 alle 16.30 Area didattica Via Campazzino\nLETTURE ACQUATICHE\na cura di Vilma Marrazzo della Biblioteca Chiesa rossa\, per bambini dai 3 anni in su\nLA MAGIA DELL’ACQUA\nLaboratori interattivi per bambini dai 2 anni in su con le loro famiglie\, dove i piccoli potranno stupirsi alla vista di magiche trasformazioni.\nESPERIMENTI DIVERTENTI per i più grandicelli\, scienziati per un giorno\, coinvolti attivamente in una serie di attività con l’obiettivo di diffondere la conoscenza sulle proprietà dell’acqua.\nA cura di Matilde Marchese dell’Associazione Parco Ticinello e Chiara Lasala della Cooperativa La Dea\n• 16.30 verrà presentata al pubblico un’interessante proposta che coinvolgerà l’Area didattica\n• 17.00 merenda \n 
URL:https://www.pacta.org/eventi/rime-dacqua/
LOCATION:PARCO AGRICOLO URBANO DEL TICINELLO\, MUNICIPIO 5\, Via Marcello Dudovich\,10\, MILANO\, 20142
CATEGORIES:SEMiNA
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SUMMARY:MADAME BOVARY
DESCRIPTION:Emma Rouault è diventata moglie di Charles Bovary\, medico di provincia e vedovo da poco. Tutta presa da letture sentimentali\, fatte in particolare durante la sua educazione in convento\, sogna un’esistenza di passioni e avventure e rimane delusa dalla banalità quotidiana del matrimonio. Per l’insoddisfazione della moglie\, Charles passa dal villaggio di Tostes a quello di Yonville. Qui si svolge il resto della vicenda e qui appaiono altri personaggi (Il farmacista Homais\, l’esattore Binet\, il mercante Lheureux\, i due amanti ..) che contribuiscono al precipitare di Emma in un abisso di debiti\, tradimenti e ricatti\, fino alla tragedia finale. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Flaubert e Madame: Appetito di vitaLa storia di MADAME BOVARY si consuma in un piccolo mondo\, comico nella sua banalità\, tremendo nella sua implacabilità. Emma\, già dal titolo\, appare nella sua situazione sociale di donna maritata e\, in un certo qual modo\, estraniata da quel cognome che non le appartiene. Non può essere rappresentata se non nelle sue relazioni con l’ambiente di provenienza e con quello in cui vive. Emma è una donna qualunque\, sentimentaloide se si vuole\, ma è soprattutto una ribelle\, è ‘un barbaro’\, come Flaubert definiva se stesso. Ma perché l’autore ha voluto per lei una fine così atrocemente violenta? Emma Bovary si è suicidata o ‘è stata suicidata’ ? \nMadame Bovary rende immortale la lotta tra l’ideale e il reale\, tra l’infinito e il finito\, tra ciò che vorremmo essere e ciò che effettivamente siamo. Rende palese il dissidio fra una vita “altra”\, spesso al disopra della limitatezza della vita di tutti i giorni – e lo scenario in cui essa si svolge effettivamente. Emma sogna Parigi\, le grandi feste\, la mondanità e la vanità. Nel vuoto aperto da questo silenzio\, gli oggetti e i luoghi si dilatano e amplificano i propri significati\, imparano a parlare da sé. Creano le vibrazioni del desiderio sempre inappagato.La violenza\, come il riso\, la paura\, l’ironia\, e un po’ di vertigine\, sviluppa una variazione su questi temi\, volendo mescolare l’amore sensuale\, l’amore mistico e l’esaltazione dei sensi nel rispetto del punto di vista dei protagonisti e di Flaubert stesso. \n La prospettiva moderna restaura l’immagine documentaria\, gratta via la ridondante patina che la alterava\, scoprendo qualcosa di spiazzante. Come la polvere\, le scoloriture\, le usure\, vengono spesso considerate segni intrinseci delle cose antiche\, allo stesso modo\, qui\, la voce over grida allo spettatore tutta la propria assenza: è uno ‘sporco’ col quale eravamo abituati a convivere\, un costante rumore di sottofondo del quale ci rendiamo conto nel preciso istante in cui cessa. \nAnnig Raimondi \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Gustave Flaubertscrittura scenica e regia Annig Raimondicon Annig Raimondi e Riccardo Magherinispazio scenico e disegno luci Fulvio Michelazzielementi scenici Progetto Ri-costruzione ASST Lodimusiche originali Les violons d’ Emma Maurizio Pisatiinstallazione musicale Loris Mattia Sibonicostumi Nir Lagzielassistenti alla regia Marianna Cossu e Maria Grossoproduzione PACTA. dei Teatri \nSi ringraziano per la collaborazione Riccardo Magherini e tutto lo staff di PACTA \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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LOCATION:PACTA Salone\, VIA ULISSE DINI 7\, MILANO\, 20142\, Italia
CATEGORIES:DONNE TEATRO DIRITTI,IN SCENA 22/23
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SUMMARY:FIORISCONO PAROLE (ANNULLATO)
DESCRIPTION:LO SPETTACOLO E’ ANNULLATO A CAUSA DI FORZA MAGGIORE \nCurando il proprio giardino\, Memorina – la protagonista che ama leggere e suonare – raccoglie dei semi sonori che arrivano alle sue orecchie in modo inaspettato e spontaneo. Decide così di seminarli e curarli\, innaffiandoli\, invitando il sole a coccolarli e cantando loro filastrocche. \nLa fioritura sarà una speciale sorpresa di note e parole. La sua meraviglia si trasforma in gioia ed entusiasmo e ha inizio il gioco da condividere col pubblico: declamare una poesia\, cantare una canzone\, inventare una storia. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				uno spettacolo musicale di e con Debora Mancini e Daniele Longoda un racconto originale di Enrico Ernstregia Debora Mancinimusica e canzoni originali Daniele Longoscenografia Marta Fumagalli e Riccardo Pirovanoluci Nicolò Barbonesefoto di scena Francesco Morettiproduzione Realtà Debora Mancini \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				Fioriscono-parole-RDM-e-F.-Moretti-UMKIDS-Torino-aprile-2022-9869-2048×1365\n					\n					\n					\n				\n				Fioriscono-parole-RDM-e-F.-Moretti-UMKIDS-Torino-aprile-2022-6303-2048×1367\n					\n					\n					\n				\n				Fioriscono-parole-RDM-e-F.-Moretti-UMKIDS-Torino-aprile-2022-6356-2048×1367\n					\n					\n					\n				\n				Fioriscono-parole-RDM-e-F.-Moretti-UMKIDS-Torino-aprile-2022-9835-2048×1365
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SUMMARY:SCIENZIATE VISIONARIE\, Il mondo che vogliamo
DESCRIPTION:In occasione della Giornata internazionale della donna\, giovedì 9 marzo dalle 14.00 alle 17.00\, nella sala don Ticozzi in via Ongania 4 a Lecco\, si terrà un’iniziativa promossa da Provincia di Lecco\, Ufficio della Consigliera di parità\, Comitato pari opportunità e Ordine degli avvocati di Lecco\, Comitato pari opportunità e Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Lecco\, in collaborazione con Aiga Lecco e Ugdcec Lecco. \nDopo i saluti istituzionali\, andrà in scena lo spettacolo teatrale Scienziate visionarie – Il mondo che vogliamo\, il racconto di donne che hanno scolpito il cammino della scienza e della conoscenza. \nIn quale direzione vuole andare la scienza delle donne se non c’è una visione del mondo che desideriamo e un ostinato ottimismo nel perseguirla? Donella Meadows e Alice Hamilton una loro visione l’hanno avuta ed è da quella che si sono lasciate guidare\, sfidando posizioni scientifiche consolidate\, aprendo campi di ricerca inaspettati laddove si parla di ambiente\, di salute umana e di sviluppo sostenibile\, laddove sembra che la scienza debba essere separata dalla politica. \nPer maggiori informazioni: https://www.provincia.lecco.it/2023/03/02/giornata-internazionale-della-donna-spettacolo-teatrale-e-tavola-rotonda-sulle-professioni-al-femminile/ \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				A cura di e con Cristina Mangia\, fisica ambientale\, ricercatrice CNR\,Sabrina Presto\, fisica\, ricercatrice e divulgatrice al CNR\,Sara Sesti\, matematica ricercatrice in Storia della Scienzaelaborazione scenica e regia Maria Eugenia D’Aquinoluci Andrea Cerianiproduzione PACTA . dei Teatriin collaborazione con D.i.Re\, CNR\, ISAC CNR\, Associazione Donne e scienza\, LUD – Associazione per una Libera Università delle Donne\, CREIS Centro Ricerca Europea per l’Innovazione Sostenibile
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LOCATION:Sala Don Ticozzi\, Lecco\, Via Ongania\, 4\, Lecco\, Italia
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SUMMARY:PANDORA\, NON APRIRE QUEL VASO!
DESCRIPTION:Chi sono quelle narratrici misteriose che entrano in scena con un vaso bellissimo che sembra porti solo sventura? Cosa nasconde quel vaso? In un’atmosfera magica e misteriosa\, le voci di Pandora\, Penelope\, Aracne\, Arianna e Medea accompagnano lo spettatore “nelle storie di loro bambine\, per mare\, nei palazzi\, nelle stanze più nascoste”. \nPandora\, la prima donna che Zeus regala agli uomini per punirli della colpa di Prometeo non è solo colei che ha portato la sventura nel mondo\, ma la ragazza che vuole conoscere e che riesce a trovare\, sul fondo del peggiore dei vasi\, un dono più prezioso dell’immortalità. Aracne\, la giovane donna che con tracotanza sfidò la dea Atena e venne punita altri non era che una fanciulla che aveva un talento in cui credeva. \nLo spettacolo da voce a queste donne mitiche che prendono corpo dallo spessore di una narrazione che le rende vive e attuali. In queste donne\, ragazze\, maghe\, streghe possiamo rispecchiarci\, vedere l’origine di molti volti del femminile e degli stereotipi nei quali queste figure sono rimaste imprigionate per secoli. \nIn scena si intrecciano narrazione e partitura fisica\, le attrici indossano costumi scenografici decorati e la partitura originale di suoni e musica mescola passato e presente. Al centro il lavoro dell’attore creativo con il suo corpo e la sua voce. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				tratto da Mitiche\, La nuova frontiera\, di Giulia Caminitoregia Michela Embrìacocon Benedetta Conte e Michela Embrìacoriduzione drammaturgica Benedetta Conte e Michela Embrìacoscenografia e costumi Giusi Campisipartitura luci Mariano De Tassismusica originale Carlo Casillorealizzazione costumi Antonella Vecchitecnico Luci Luca Brunproduzione MULTIVERSOteatrocon il contributo di Fondazione Caritro e Provincia autonoma di Trentocon il patrocino di Comune di Trento \nUn grazie speciale a Verena Decarli per l’aiuto nelle decorazioni degli oggetti \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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