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SUMMARY:MADE IN ILVA
DESCRIPTION:Lo spettacolo è stato tradotto in tre lingue e presentato nei maggiori festival internazionali con oltre 200 repliche in più di 15 paesi. Definito dalla critica un capolavoro di teatro fisico\, un esempio di biomeccanica contemporanea\, MADE IN ILVA è un assolo in cui l’attore interpreta un operaio\, archetipo del lavoratore contemporaneo\, che agisce ingabbiato in strutture metalliche compiendo azioni ripetitive e acrobatiche che lo portano all’alienazione. \nLa drammaturgia intreccia testimonianze dei lavoratori dell’ILVA a frammenti poetici dell’opera di L. Di Ruscio e testi appositamente composti. Le musiche\, i ritmi ossessivi\, i canti originali\, l’approccio fisico\, poetico e di forte impatto visivo\, fanno dello spettacolo un’opera d’arte totale. MADE IN ILVA esprime una critica universale al processo di brutalizzazione generato dal sistema di produzione contemporaneo. \nMADE IN ILVA trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto e dalle testimonianze di alcuni operai\, intervistati dalla compagnia che lavorano nella stessa fabbrica\, per incontrare i testi poetici di Luigi di Ruscio e Peter Shneider.La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. \nLo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale\, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società. \nL’attore spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni\, azioni acrobatiche e ripetitive\, interagendo continuamente con suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo\, in cui le note si intrecciano col canto di una voce femminile che gli ordina “Lavora! Produci! Agisci! Crea!”.Egli pone il suo rifugio in una scena composta da strutture metalliche\, resa cangiante dall’uso di video-proiezioni che rievocano il contesto della fabbrica\, delle numerose fabbriche che ancora esistono come fantasmi di un’epoca moderna ormai trascorsa. Immagini e suoni popolano i suoi sogni\, come residui archeologici che si trascinano ancora in vita\, come agonizzanti\, nella memoria e nei ricordi ossessivi di chi ancora oggi lavora in simili luoghi.L’attore attraversa questa sorta di inferno contemporaneo\, fatto di ritmi alienanti e spazi distorti\, giungendo a spogliarsi della propria identità e ad indossare una maschera anonima\, senza volto\, per difendere l’essenza del proprio animo. \nL’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile\, nel tentativo di sentire la propria carne calda\, il proprio vivere organico\, in contrapposizione al ferro-freddo\, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale\, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista. \n			\n				\n				\n				\n				\n				PREMI E RICONOSCIMENTI:\n				Nomination al Total Theatre Awards – Fringe Festival di EdimburgoPremio speciale della giuria al Festival FITIC – RomaniaPremio Cassino Off per l’impegno civile nelle arti scenichePremio Landieri – teatro d’impegno civileMiglior spettacolo straniero al 16° IIFUT – IranPremio della critica – Ermo ColleII° Premio Museo CerviSelezione Visionari al Festival KilowattOffX3 Teatro Spazio OFF \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Regia Anna Dora DornoCon Nicola PianzolaMusiche originali Riccardo NanniCanti originali e voce dal vivo Anna Dora DornoProduzione Instabili VagantiSupportato in residenza da Spazio OFF – Trento \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTO
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SUMMARY:MADE IN ILVA (REPLICA SCOLASTICA)
DESCRIPTION:Lo spettacolo è stato tradotto in tre lingue e presentato nei maggiori festival internazionali con oltre 200 repliche in più di 15 paesi. Definito dalla critica un capolavoro di teatro fisico\, un esempio di biomeccanica contemporanea\, MADE IN ILVA è un assolo in cui l’attore interpreta un operaio\, archetipo del lavoratore contemporaneo\, che agisce ingabbiato in strutture metalliche compiendo azioni ripetitive e acrobatiche che lo portano all’alienazione. \nLa drammaturgia intreccia testimonianze dei lavoratori dell’ILVA a frammenti poetici dell’opera di L. Di Ruscio e testi appositamente composti. Le musiche\, i ritmi ossessivi\, i canti originali\, l’approccio fisico\, poetico e di forte impatto visivo\, fanno dello spettacolo un’opera d’arte totale. MADE IN ILVA esprime una critica universale al processo di brutalizzazione generato dal sistema di produzione contemporaneo. \nMADE IN ILVA trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto e dalle testimonianze di alcuni operai\, intervistati dalla compagnia che lavorano nella stessa fabbrica\, per incontrare i testi poetici di Luigi di Ruscio e Peter Shneider.La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. \nLo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale\, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società. \nL’attore spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni\, azioni acrobatiche e ripetitive\, interagendo continuamente con suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo\, in cui le note si intrecciano col canto di una voce femminile che gli ordina “Lavora! Produci! Agisci! Crea!”.Egli pone il suo rifugio in una scena composta da strutture metalliche\, resa cangiante dall’uso di video-proiezioni che rievocano il contesto della fabbrica\, delle numerose fabbriche che ancora esistono come fantasmi di un’epoca moderna ormai trascorsa. Immagini e suoni popolano i suoi sogni\, come residui archeologici che si trascinano ancora in vita\, come agonizzanti\, nella memoria e nei ricordi ossessivi di chi ancora oggi lavora in simili luoghi.L’attore attraversa questa sorta di inferno contemporaneo\, fatto di ritmi alienanti e spazi distorti\, giungendo a spogliarsi della propria identità e ad indossare una maschera anonima\, senza volto\, per difendere l’essenza del proprio animo. \nL’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile\, nel tentativo di sentire la propria carne calda\, il proprio vivere organico\, in contrapposizione al ferro-freddo\, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale\, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Nomination al Total Theatre Awards – Fringe Festival di EdimburgoPremio speciale della giuria al Festival FITIC – RomaniaPremio Cassino Off per l’impegno civile nelle arti scenichePremio Landieri – teatro d’impegno civileMiglior spettacolo straniero al 16° IIFUT – IranPremio della critica – Ermo ColleII° Premio Museo CerviSelezione Visionari al Festival KilowattOffX3 Teatro Spazio OFF \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Regia Anna Dora DornoCon Nicola PianzolaMusiche originali Riccardo NanniCanti originali e voce dal vivo Anna Dora DornoProduzione Instabili VagantiSupportato in residenza da Spazio OFF – Trento \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì ore 11.00
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SUMMARY:STO MORTO MEGLIO. Ridere o morire
DESCRIPTION:Quattro clown giocano a fare quello che hanno sempre sognato\, ma niente va come dovrebbe andare. \nTra litigi\, amori e disastri acrobatici\, il loro tentativo di diventare quello che non sono li porterà a inciampare in avventure catastrofiche. Con tanta difficoltà\, a ogni costo\, non lasceranno che le cose vadano storte. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di e con Alessandro Manfredi\, Federico Pinna\, Francesca Pinna\, Giovanni Spadaro Norellaproduzione Il Sugo Teatro \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				img20\n					\n					\n					\n				\n				img17\n					\n					\n					\n				\n				img18\n					\n					\n					\n				\n				img19
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SUMMARY:RIME D'ACQUA
DESCRIPTION:Con l’arrivo della primavera ripartono le feste di SEMiNA: la prima rete del territorio che unisce natura\, cultura\, ambiente\, agricoltura\, inclusione sociale\, propone una serie di iniziative per tutta la cittadinanza. Quale migliore occasione del connubio della Giornata mondiale dell’Acqua e della Giornata mondiale della Poesia per seminare vere e proprie ‘onde di poesia’ attraverso il nostro Parco Agricolo Ticinello per una settimana intera! Campi\, fiori\, alberi\, pozzanghere\, strade\, sentieri\, si animano e irrigano la vita del quartiere. \n➢ domenica 19 marzo\ndalle 10.30 alle 12.00 – Area Didattica via Campazzino\nLE FORME DELL’ACQUA\nLaboratorio artistico creativo condotto da Paola Ghinatti\, arteterapeuta certificata ai sensi della legge 4/2013\, in cui attraverso la sperimentazione di diversi materiali si esploreranno l’elemento acqua e le sue forme.\nRivolto a bimbi e bimbe dai 2 ai 10 anni e alle loro famiglie\nInfo e prenotazioni: laboratoriladea@gmail.com \n➢ da lunedì 20 marzo a venerdì 24 marzo\ndalle 9.30 alle 12.30 – Area Didattica via Campazzino\nLABORATORI A TEMA e attività per le scuole offerti dalla rete SEMiNA con prenotazione obbligatoria: parcoagricoloticinello@gmail.com \n➢ giovedì 23 marzo\ndalle 10.00 alle 11.30 – Biblioteca Chiesa Rossa\, via San Domenico Savio 3\nLa prof.ssa Flores Zardo presenta alle scuole e al territorio la CHIAVE DICOTOMICA per il riconoscimento dei macroinvertebrati come bioindicatori della qualità dell’acqua.\nEvento organizzato dall’Associazione Parco Ticinello\, con prenotazione obbligatoria: parcoagricoloticinello@gmail.com \n➢ domenica 26 marzo\n• 10.30\, partenza in via Marcello Dudovich 10 all’ingresso della Cascina Campazzo\nPASSEGGIATA TRA NATURA E RIME\nLe guide di FaunaViva conducono il pubblico alla scoperta del parco\, con Maria Eugenia D’Aquino di PACTA . dei Teatri\, che\, durante le tappe del percorso lancerà spunti poetici acquatici\, da Eraclito\, alla Dickinson\, a Montale\, e coinvolgerà il pubblico nell’appassionante gioco di comporre haiku\, la più antica forma di poesia giapponese\, raccogliendo versi e rime dai partecipanti che verranno ‘seminati’ all’ arrivo in Area Didattica via Campazzino\, dove i ragazzi e le ragazze ‘ortisti/e’ dell’ Associazione Impronta Onlus e Progetto Persona Onlus\, accoglieranno festosamente i camminatori e camminatrici con le loro rime e con exploit poetici legati all’Acqua.\nINGRESSO LIBERO con prenotazione obbligatoria\, fino a esaurimento posti\, scrivendo a parcoagricoloticinello@gmail.com\n• dalle 14.30 alle 16.30 Area didattica Via Campazzino\nLETTURE ACQUATICHE\na cura di Vilma Marrazzo della Biblioteca Chiesa rossa\, per bambini dai 3 anni in su\nLA MAGIA DELL’ACQUA\nLaboratori interattivi per bambini dai 2 anni in su con le loro famiglie\, dove i piccoli potranno stupirsi alla vista di magiche trasformazioni.\nESPERIMENTI DIVERTENTI per i più grandicelli\, scienziati per un giorno\, coinvolti attivamente in una serie di attività con l’obiettivo di diffondere la conoscenza sulle proprietà dell’acqua.\nA cura di Matilde Marchese dell’Associazione Parco Ticinello e Chiara Lasala della Cooperativa La Dea\n• 16.30 verrà presentata al pubblico un’interessante proposta che coinvolgerà l’Area didattica\n• 17.00 merenda \n 
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LOCATION:PARCO AGRICOLO URBANO DEL TICINELLO\, MUNICIPIO 5\, Via Marcello Dudovich\,10\, MILANO\, 20142
CATEGORIES:SEMiNA
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SUMMARY:MADAME BOVARY
DESCRIPTION:Emma Rouault è diventata moglie di Charles Bovary\, medico di provincia e vedovo da poco. Tutta presa da letture sentimentali\, fatte in particolare durante la sua educazione in convento\, sogna un’esistenza di passioni e avventure e rimane delusa dalla banalità quotidiana del matrimonio. Per l’insoddisfazione della moglie\, Charles passa dal villaggio di Tostes a quello di Yonville. Qui si svolge il resto della vicenda e qui appaiono altri personaggi (Il farmacista Homais\, l’esattore Binet\, il mercante Lheureux\, i due amanti ..) che contribuiscono al precipitare di Emma in un abisso di debiti\, tradimenti e ricatti\, fino alla tragedia finale. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Flaubert e Madame: Appetito di vitaLa storia di MADAME BOVARY si consuma in un piccolo mondo\, comico nella sua banalità\, tremendo nella sua implacabilità. Emma\, già dal titolo\, appare nella sua situazione sociale di donna maritata e\, in un certo qual modo\, estraniata da quel cognome che non le appartiene. Non può essere rappresentata se non nelle sue relazioni con l’ambiente di provenienza e con quello in cui vive. Emma è una donna qualunque\, sentimentaloide se si vuole\, ma è soprattutto una ribelle\, è ‘un barbaro’\, come Flaubert definiva se stesso. Ma perché l’autore ha voluto per lei una fine così atrocemente violenta? Emma Bovary si è suicidata o ‘è stata suicidata’ ? \nMadame Bovary rende immortale la lotta tra l’ideale e il reale\, tra l’infinito e il finito\, tra ciò che vorremmo essere e ciò che effettivamente siamo. Rende palese il dissidio fra una vita “altra”\, spesso al disopra della limitatezza della vita di tutti i giorni – e lo scenario in cui essa si svolge effettivamente. Emma sogna Parigi\, le grandi feste\, la mondanità e la vanità. Nel vuoto aperto da questo silenzio\, gli oggetti e i luoghi si dilatano e amplificano i propri significati\, imparano a parlare da sé. Creano le vibrazioni del desiderio sempre inappagato.La violenza\, come il riso\, la paura\, l’ironia\, e un po’ di vertigine\, sviluppa una variazione su questi temi\, volendo mescolare l’amore sensuale\, l’amore mistico e l’esaltazione dei sensi nel rispetto del punto di vista dei protagonisti e di Flaubert stesso. \n La prospettiva moderna restaura l’immagine documentaria\, gratta via la ridondante patina che la alterava\, scoprendo qualcosa di spiazzante. Come la polvere\, le scoloriture\, le usure\, vengono spesso considerate segni intrinseci delle cose antiche\, allo stesso modo\, qui\, la voce over grida allo spettatore tutta la propria assenza: è uno ‘sporco’ col quale eravamo abituati a convivere\, un costante rumore di sottofondo del quale ci rendiamo conto nel preciso istante in cui cessa. \nAnnig Raimondi \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Gustave Flaubertscrittura scenica e regia Annig Raimondicon Annig Raimondi e Riccardo Magherinispazio scenico e disegno luci Fulvio Michelazzielementi scenici Progetto Ri-costruzione ASST Lodimusiche originali Les violons d’ Emma Maurizio Pisatiinstallazione musicale Loris Mattia Sibonicostumi Nir Lagzielassistenti alla regia Marianna Cossu e Maria Grossoproduzione PACTA. dei Teatri \nSi ringraziano per la collaborazione Riccardo Magherini e tutto lo staff di PACTA \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				martedì 20:45 \nmercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:FIORISCONO PAROLE (ANNULLATO)
DESCRIPTION:LO SPETTACOLO E’ ANNULLATO A CAUSA DI FORZA MAGGIORE \nCurando il proprio giardino\, Memorina – la protagonista che ama leggere e suonare – raccoglie dei semi sonori che arrivano alle sue orecchie in modo inaspettato e spontaneo. Decide così di seminarli e curarli\, innaffiandoli\, invitando il sole a coccolarli e cantando loro filastrocche. \nLa fioritura sarà una speciale sorpresa di note e parole. La sua meraviglia si trasforma in gioia ed entusiasmo e ha inizio il gioco da condividere col pubblico: declamare una poesia\, cantare una canzone\, inventare una storia. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				uno spettacolo musicale di e con Debora Mancini e Daniele Longoda un racconto originale di Enrico Ernstregia Debora Mancinimusica e canzoni originali Daniele Longoscenografia Marta Fumagalli e Riccardo Pirovanoluci Nicolò Barbonesefoto di scena Francesco Morettiproduzione Realtà Debora Mancini \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				Fioriscono-parole-RDM-e-F.-Moretti-UMKIDS-Torino-aprile-2022-9869-2048×1365\n					\n					\n					\n				\n				Fioriscono-parole-RDM-e-F.-Moretti-UMKIDS-Torino-aprile-2022-6303-2048×1367\n					\n					\n					\n				\n				Fioriscono-parole-RDM-e-F.-Moretti-UMKIDS-Torino-aprile-2022-6356-2048×1367\n					\n					\n					\n				\n				Fioriscono-parole-RDM-e-F.-Moretti-UMKIDS-Torino-aprile-2022-9835-2048×1365
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SUMMARY:SCIENZIATE VISIONARIE\, Il mondo che vogliamo
DESCRIPTION:In occasione della Giornata internazionale della donna\, giovedì 9 marzo dalle 14.00 alle 17.00\, nella sala don Ticozzi in via Ongania 4 a Lecco\, si terrà un’iniziativa promossa da Provincia di Lecco\, Ufficio della Consigliera di parità\, Comitato pari opportunità e Ordine degli avvocati di Lecco\, Comitato pari opportunità e Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Lecco\, in collaborazione con Aiga Lecco e Ugdcec Lecco. \nDopo i saluti istituzionali\, andrà in scena lo spettacolo teatrale Scienziate visionarie – Il mondo che vogliamo\, il racconto di donne che hanno scolpito il cammino della scienza e della conoscenza. \nIn quale direzione vuole andare la scienza delle donne se non c’è una visione del mondo che desideriamo e un ostinato ottimismo nel perseguirla? Donella Meadows e Alice Hamilton una loro visione l’hanno avuta ed è da quella che si sono lasciate guidare\, sfidando posizioni scientifiche consolidate\, aprendo campi di ricerca inaspettati laddove si parla di ambiente\, di salute umana e di sviluppo sostenibile\, laddove sembra che la scienza debba essere separata dalla politica. \nPer maggiori informazioni: https://www.provincia.lecco.it/2023/03/02/giornata-internazionale-della-donna-spettacolo-teatrale-e-tavola-rotonda-sulle-professioni-al-femminile/ \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				A cura di e con Cristina Mangia\, fisica ambientale\, ricercatrice CNR\,Sabrina Presto\, fisica\, ricercatrice e divulgatrice al CNR\,Sara Sesti\, matematica ricercatrice in Storia della Scienzaelaborazione scenica e regia Maria Eugenia D’Aquinoluci Andrea Cerianiproduzione PACTA . dei Teatriin collaborazione con D.i.Re\, CNR\, ISAC CNR\, Associazione Donne e scienza\, LUD – Associazione per una Libera Università delle Donne\, CREIS Centro Ricerca Europea per l’Innovazione Sostenibile
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SUMMARY:PANDORA\, NON APRIRE QUEL VASO!
DESCRIPTION:Chi sono quelle narratrici misteriose che entrano in scena con un vaso bellissimo che sembra porti solo sventura? Cosa nasconde quel vaso? In un’atmosfera magica e misteriosa\, le voci di Pandora\, Penelope\, Aracne\, Arianna e Medea accompagnano lo spettatore “nelle storie di loro bambine\, per mare\, nei palazzi\, nelle stanze più nascoste”. \nPandora\, la prima donna che Zeus regala agli uomini per punirli della colpa di Prometeo non è solo colei che ha portato la sventura nel mondo\, ma la ragazza che vuole conoscere e che riesce a trovare\, sul fondo del peggiore dei vasi\, un dono più prezioso dell’immortalità. Aracne\, la giovane donna che con tracotanza sfidò la dea Atena e venne punita altri non era che una fanciulla che aveva un talento in cui credeva. \nLo spettacolo da voce a queste donne mitiche che prendono corpo dallo spessore di una narrazione che le rende vive e attuali. In queste donne\, ragazze\, maghe\, streghe possiamo rispecchiarci\, vedere l’origine di molti volti del femminile e degli stereotipi nei quali queste figure sono rimaste imprigionate per secoli. \nIn scena si intrecciano narrazione e partitura fisica\, le attrici indossano costumi scenografici decorati e la partitura originale di suoni e musica mescola passato e presente. Al centro il lavoro dell’attore creativo con il suo corpo e la sua voce. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				tratto da Mitiche\, La nuova frontiera\, di Giulia Caminitoregia Michela Embrìacocon Benedetta Conte e Michela Embrìacoriduzione drammaturgica Benedetta Conte e Michela Embrìacoscenografia e costumi Giusi Campisipartitura luci Mariano De Tassismusica originale Carlo Casillorealizzazione costumi Antonella Vecchitecnico Luci Luca Brunproduzione MULTIVERSOteatrocon il contributo di Fondazione Caritro e Provincia autonoma di Trentocon il patrocino di Comune di Trento \nUn grazie speciale a Verena Decarli per l’aiuto nelle decorazioni degli oggetti \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì 20:45 \ngiovedì 19:00 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:SinteticoOggettivo
DESCRIPTION:Più della somma degli addendi: non avanguardia\, oltre al fatto che in fondo c’è l’ordine: è un lieto fine in piena regola. È accettabile?\nSe la musica è un grande enigma palindromo che può essere svolto in modi diversi\, allora non esiste via d’accesso sbagliata\, ma solo l’obbligo di una sintesi ad un certo (non determinato) punto.\nSinteticoOggettivo riporta a casa\, seda\, persino intrattiene: in tempo reale trasforma l’opposizione in opera di scena.\nAbbiamo pensato di lavorare per simboli e\, a partire dagli assolutamente opposti\, di presentarci come dicotomia per eccellenza. La logica binaria dei più semplici giudizi di valore\, un panorama che esaspera le differenze\, definisce le posizioni e facilita la comprensione. Il due assoluto\, in cui il terzo non è dato.\nSuoni dal mondo fisico\, e altri da oscillatori elettronici.\nOperiamo dal vivo una manipolazione che offusca i contorni\, abbatte le pareti\, sfuma i confini\, una conciliazione sintetica e\, similmente a quanto avviene in uno spettacolo di magia\, la trasformazione del suono avviene sotto i nostri occhi\, ma come? Quando?\n5 momenti\, 5 sintesi. Ognuna presenta due mondi\, li fonde\, li azzera sino alla indistinguibilità\, per tornare alla polarizzazione iniziale. 5 genesi per infiniti repertori emotivi. \nCon Anna Balestrieri e Tommaso Michelini
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SUMMARY:VECCHI TEMPI (replica scolastica)
DESCRIPTION:Due persone in un calmo e caldo interno borghese. Sono marito e moglie e parlano di una terza persona che verrà a trovarli. Si tratta di un’amica di gioventù della moglie che lei quasi non ricorda dato il troppo tempo passato. \nMa l’amica è già lì\, nella stessa loro stanza e quando “tocca a lei” semplicemente entra tra i due rievocando il passato. \nDunque è una situazione reale? È la rappresentazione di un sogno? Le due donne sono diverse o si tratta di due aspetti dello stesso personaggio? \nNon fanno che parlare dei vecchi tempi andati\, ma ciascuno dei tre ne fornisce versioni completamente diverse. I fatti ricordati slittano continuamente verso contorti e differenti immaginari\, ma quanto il processo di distorsione della memoria è un fatto naturale e quanto invece è una strategia voluta? La tensione crescente lascia intravedere inquietanti finali possibili\, ma tutto si congelerà in un lontano\, silenzioso\, lento movimento\, come un’immagine che svanisce\, come qualcosa che non è mai accaduta ed abbiamo solo immaginato. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Il personaggio non è niente. La persona è tutto. \nMa la persona è limitata nel tempo e negli atti\, mentre il personaggio non ha un tempo e tra una riga e l’altra può compiere infinite azioni\, dunque ha qualcosa d’eterno. \nEppure personaggio è creazione d’una persona. \nSi può forse dire che Teatro è ciò che mette in relazione persona e personaggio. \nE questa relazione si può forse chiamare “attore”. \nSi tratta di mettere in scena un testo. Tutto qui. Facile? Mai niente fu facile ma lavorare con attori che conoscono il loro mestiere può regalare sublimi momenti di gioia pura. \nE quali sono gli attori che conoscono il loro mestiere? Sono quelli che sanno di non poterlo conoscere del tutto\, sono quelli che sanno che è si un mestiere\, ma è anche tutto il dolore del mondo. \nCreare un clima perchè questi attori possano trovare il loro gioco. La loro vivezza\, la loro irripetibilità\, attimo dopo attimo. \nCiò che conta non è la “situazione” ma la “condizione”\, ovvero ciò che permette agli attori di attraversare analogie. Le analogie che legano il teatro alla vita. \nDunque le note di regia non riguardano il “teatro” bensì lo “spettacolo” e la sua composizione. \nAbbiamo un interno. Un appartamento\, ma c’è anche una grande finestra. E’ la finestra delle nostre anime. E’ la finestra attraverso la quale nulla si vede se non pallidi colori e flebili suoni. \nCome regista ho solo una domanda rispetto a questo testo: perchè quei tre cantano tutte quelle canzoni? \nE poi c’è la questione dei ricordi e della memoria. I ricordi cambiano i connotati alle cose passate e la memoria è quel che si perde e la si perde insieme alla vita. Della memoria non rimane quasi più nulla. Frammenti\, stralci di finte verità\, convinzioni mal riposte\, cadute\, equivoci. La memoria si perde. Individualmente e collettivamente. E quel che chiamiamo Storia nulla può fare\, tutto si deforma\, tutto svanisce. \nMa questo lo sappiamo benissimo. \nAh\, dimenticavo. E’ una commedia. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Harold Pinternuova traduzione Alessandra Serraregia Claudio Morganticon Maria Eugenia D’Aquino\, Riccardo Magherini\, Annig Raimondispazio scenico e luci Fulvio Michelazzicostumi Nir Lagzielassistenti regia Livia Castiglioni\, Lorena Noceratecnici Eliel Ferreira de Sousa\, Angelo Villanoproduzione PACTA . dei Teatri \n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n				RASSEGNA STAMPA\n			\n				SCHEDA TECNICA
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CATEGORIES:REPLICHE SCOLASTICHE
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SUMMARY:MusiSophical LIFE
DESCRIPTION:Chopin o forse Rachmaninov o Debussy e musiche improvvisate al pianoforte digitale grazie ai suggerimenti del pubblico: nei luoghi scenici e nel pensiero dei Vecchi Tempi di Pinter\, in dialogo con la\nsala indaghiamo musicalmente la dimensione della memoria\, la sua formazione conservazione strutturazione.\nUna ricerca che si propone\, con l’aiuto della filosofia\, di indagare come la musica possa essere uno strumento che migliori la nostra vita quotidiana.\nA fuoco mettiamo\, in particolare\, i meccanismi di distorsione/rimozione\, riparazione/recupero dei ricordi e il ruolo esercitato dalle emozioni in questi processi.\nAll’ascolto\, nell’ascolto\, talvolta ci accorgiamo di come la musica possa essere un’occasione di guarigione e riparazione della memoria. \nDi e con Pietro Lio
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DESCRIPTION:Due persone in un calmo e caldo interno borghese. Sono marito e moglie e parlano di una terza persona che verrà a trovarli. Si tratta di un’amica di gioventù della moglie che lei quasi non ricorda dato il troppo tempo passato. \nMa l’amica è già lì\, nella stessa loro stanza e quando “tocca a lei” semplicemente entra tra i due rievocando il passato. \nDunque è una situazione reale? È la rappresentazione di un sogno? Le due donne sono diverse o si tratta di due aspetti dello stesso personaggio? \nNon fanno che parlare dei vecchi tempi andati\, ma ciascuno dei tre ne fornisce versioni completamente diverse. I fatti ricordati slittano continuamente verso contorti e differenti immaginari\, ma quanto il processo di distorsione della memoria è un fatto naturale e quanto invece è una strategia voluta? La tensione crescente lascia intravedere inquietanti finali possibili\, ma tutto si congelerà in un lontano\, silenzioso\, lento movimento\, come un’immagine che svanisce\, come qualcosa che non è mai accaduta ed abbiamo solo immaginato. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Il personaggio non è niente. La persona è tutto. \nMa la persona è limitata nel tempo e negli atti\, mentre il personaggio non ha un tempo e tra una riga e l’altra può compiere infinite azioni\, dunque ha qualcosa d’eterno. \nEppure personaggio è creazione d’una persona. \nSi può forse dire che Teatro è ciò che mette in relazione persona e personaggio. \nE questa relazione si può forse chiamare “attore”. \nSi tratta di mettere in scena un testo. Tutto qui. Facile? Mai niente fu facile ma lavorare con attori che conoscono il loro mestiere può regalare sublimi momenti di gioia pura. \nE quali sono gli attori che conoscono il loro mestiere? Sono quelli che sanno di non poterlo conoscere del tutto\, sono quelli che sanno che è si un mestiere\, ma è anche tutto il dolore del mondo. \nCreare un clima perchè questi attori possano trovare il loro gioco. La loro vivezza\, la loro irripetibilità\, attimo dopo attimo. \nCiò che conta non è la “situazione” ma la “condizione”\, ovvero ciò che permette agli attori di attraversare analogie. Le analogie che legano il teatro alla vita. \nDunque le note di regia non riguardano il “teatro” bensì lo “spettacolo” e la sua composizione. \nAbbiamo un interno. Un appartamento\, ma c’è anche una grande finestra. E’ la finestra delle nostre anime. E’ la finestra attraverso la quale nulla si vede se non pallidi colori e flebili suoni. \nCome regista ho solo una domanda rispetto a questo testo: perchè quei tre cantano tutte quelle canzoni? \nE poi c’è la questione dei ricordi e della memoria. I ricordi cambiano i connotati alle cose passate e la memoria è quel che si perde e la si perde insieme alla vita. Della memoria non rimane quasi più nulla. Frammenti\, stralci di finte verità\, convinzioni mal riposte\, cadute\, equivoci. La memoria si perde. Individualmente e collettivamente. E quel che chiamiamo Storia nulla può fare\, tutto si deforma\, tutto svanisce. \nMa questo lo sappiamo benissimo. \nAh\, dimenticavo. E’ una commedia. \n  \nClaudio Morganti \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Harold Pinternuova traduzione Alessandra Serraregia Claudio Morganticon Maria Eugenia D’Aquino\, Riccardo Magherini\, Annig Raimondispazio scenico e luci Fulvio Michelazzicostumi Nir Lagzielassistenti regia Livia Castiglioni\, Lorena Noceratecnici Eliel Ferreira de Sousa\, Angelo Villanoproduzione PACTA . dei Teatri \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 23/02 ore 20:45 \nvenerdì 24/2 ore 20:45 \nsabato 25/2 ore 20:45 \ndomenica 26/2 ore 17:30 \nmartedì 28/2 ore 20:45 \nmercoledì 1/3 ore 20:45 \ngiovedì 2/3 ore 19:00 \nvenerdì 3/3 ore 20:45 \nsabato 4/3 ore 20:45 \ndomenica 5/3 ore 17:30 \n			\n				ACQUISTA BIGLIETTI\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n					\n					\n					\n				\n				\n				RASSEGNA STAMPA\n			\n				SCHEDA TECNICA
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SUMMARY:IL COLORE NECESSARIO
DESCRIPTION:Nelle immagini che Pierluigi Cattani Faggion ha scelto per la mostra il colore è declinato come tema trasversale\, cioè non è l’oggetto diretto della fotografia ma rappresenta un pezzo del contenuto comunicativo della foto del quale non si può fare a meno\, senza il quale l’immagine perderebbe molto del suo significato. In altre parole\, il colore non costituisce oggetto d’indagine dell’immagine ma si presenta come “colore necessario” alla storia che la fotografia sta raccontando. \n“Molti anni fa un giornalista di una rivista per fotoamatori chiese\, forse un po’ ingenuamente\, a Luigi Ghirri come mai fotografasse a colori e lui rispose con molta semplicità che fotografava a colori perché il mondo è a colori. Quando ho letto quell’intervista\, pubblicata molti anni dopo in una raccolta di testi e immagini dedicata a Ghirri\, ho capito che\, in fondo\, forse chi non riesce a non fotografare a colori\, e mi ritrovo tra questi\, lo fa per la stessa ragione. Il colore pur non essendo mai neutro (come la luce\, la prospettiva\, il tempo….. le fotografie sono sempre costruzioni) si presenta spesso come un dato di fatto\, sta lì perché “il mondo è a colori”. Però ci sono delle immagini in cui\, talvolta per scelta\, talvolta per necessità\, o per caso\, il colore prende una forma comunicativa particolare\, diventa necessario\, essenziale per il nucleo comunicativo dell’immagine”. Dice Faggion. \nLe poche fotografie che ha selezionato per il suo contributo al tema del colore sono state realizzate in luoghi e momenti molto lontani tra loro e per scopi diversi\, talvolta dentro progetti lunghi realizzati su commissione o autocommissione\, talvolta per puro caso passando di lì\, con macchine reflex da lavoro o con lo smartphone che aveva in tasca in quel momento. Tutte però sono legate da questo strano filo che le annoda. \n  \nPierluigi Cattani Faggion è nato a Ferrara nel 1969 e vive a Trento dai tempi dell’università. Si è laureato in Economia Politica ma poi ha capito che il suo rapporto con il mondo esterno sarebbe passato attraverso le cose che documenta e le storie che racconta con la fotografia. Così ha studiato fotografia e frequentato il corso di Alta Formazione in Fotogiornalismo presso l’agenzia Contrasto di Milano. Lavora come fotografo dal 2005 e aiuta Michela\, la sua compagna\, nel portare avanti il progetto di MULTIVERSOteatro.
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SUMMARY:NINA DELLE STELLE-Puoi salvare il mio pianeta?
DESCRIPTION:Il pianeta di Nina e Bibi\, un tempo verde\, lussureggiante e pieno di vita\, è ormai ridotto a poco più di un desolato deserto. La vorace Ponzia Panza\, il folle inventore Tullio Sballio e l’ignorante Savio Sola hanno sterminato gli animali e le piante\, distruggendo perfino le scuole. Per questo Nina si è messa in viaggio\, alla ricerca di un pianeta bello quanto il suo\, dove raccogliere\, piante\, animali e altre meraviglie per provare a ricostruirlo e ripopolarlo.Riusciranno i bambini ad aiutare Nina nel suo intento?Una delicata favola moderna sul legame indissolubile fra uomo\, Natura\, istruzione e diritti. \nDai 4 anni in su \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				Janusz Korczak scrive in una celebre poesia: “è faticoso frequentare i bambini” perché si è “obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti”. Con questo spirito abbiamo iniziato a lavorare a Nina delle stelle. In punta di piedi\, per timore. Per rispetto. Consapevoli che per i bimbi le storie sono uno strumento per comprendere meglio il mondo che li circonda. \n Un altro stimolo ci è arrivato da un documento ufficiale delle Nazioni Unite\, Agenda 2030 che\, di fronte alla preoccupazione per un futuro problematico\, ci spinge con decisione verso un cambiamento del nostro stile di vita. \nTuttavia non volevamo creare uno spettacolo basato sulla paura\, ma sulla speranza. Per questo abbiamo pensato di ambientare la storia in un altro mondo\, un pianeta lontano e di affidare a una bambina l’unica possibilità di salvezza. Nina ha perso tutto\, non per colpa sua\, ma a causa della miopia di chi l’ha preceduta. Ma Nina non si è arresa. Ha deciso di partire alla ricerca di nuova vita\, di nuova speranza\, di un aiuto da parte di chi\, fortunatamente\, conserva ancora il suo mondo. Un espediente drammaturgico per aiutare i bimbi a prendere coscienza delle meraviglie che li circondano e dei rischi legati a uno sviluppo insostenibile\, senza sottoporli a uno stress emotivo eccessivo. \nDiventati genitori\, ora che ai nostri piccoli spettatori si sono aggiunti anche i nostri figli\, sentiamo ancora più urgente il bisogno di creare un teatro popolare\, a misura di bambino\, per aiutarli a orientarsi in un mondo sempre più complesso. Il nostro sogno è che il teatro possa diventare\, ancora una volta\, il luogo magico dove le ispirate parole dell’agenda 2030 si trasformino in gesti\, immagini e suoni. Vogliamo contribuire in questo modo alla costruzione di un futuro migliore per i nostri figli. \nFilippo Tognazzo \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Filippo Tognazzocon Anna Valeriooggetti di scena Giulio Magnettomusiche Andrea Fabrisarrangiamento Luca Franciosodisegno luci Marco Dusemanagement Federica Bittanteprodotto da Zelda Teatro \n  \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				NinaDelleStelle (4)\n					\n					\n					\n				\n				NinaDelleStelle (7)\n					\n					\n					\n				\n				NinaDelleStelle (9)\n					\n					\n					\n				\n				NinaDelleStelle (11)\n					\n					\n					\n				\n				NinaDelleStelle (3)
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CATEGORIES:IN SCENA 22/23,PARAPIGLIA TEATROINFAMIGLIA,SCIENZA IN SCENA
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SUMMARY:GIZA E LE STELLE CHE NON TRAMONTANO MAI
DESCRIPTION:Torna con una nuova edizione l’appuntamento cult sotto la volta celeste del Civico Planetario\, con nuove esplorazioni in un mondo che rivela ancora molte soprese. Il modo in cui gli Egizi concepivano la vita ultraterrena dei faraoni era profondamente connesso ai cicli celesti. \nIl faraone era destinato a unirsi con le stelle che non tramontano mai e a raggiungere Osiride e Iside\, le cui controparti celesti erano Orione e Sirio. Infine\, il re defunto avrebbe navigato con Ra\, il Dio Sole\, nel giorno e nella notte. \nQuesto scenario è testimoniato dagli enigmatici e antichissimi testi delle piramidi e da spettacolari monumenti orientati astronomicamente\, come le Piramidi di Giza. \nLo spettacolo propone un viaggio\, affascinante ma scientificamente rigoroso\, alla scoperta di alcune di queste testimonianze utilizzando come chiave la giovane scienza chiamata Archeoastronomia. \nPresso il Civico Planetario di Milano “Ulrico Hoepli”\, Corso Venezia\, 57: Biglietti in prevendita online al link http://booking.lofficina.eu/sito/ – in vendita in cassa c/o Civico Planetario Ulrico Hoepli di Milano c.so Venezia 57 – www.lofficina.eu – info@lofficina.eu \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di e con Giulio Magli\, archeoastronomo del Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milanoletture a cura di Maria Eugenia D’Aquinoproduzione PACTA . dei Teatri – Politecnico di Milanoin collaborazione con LOfficina del Planetario – inserito negli appuntamenti di Febbraio al Civico Planetario di Milano
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LOCATION:CIVICO PLANETARIO DI MILANO\, CORSO VENEZIA\,57\, MILANO\, ITALIA\, 20121
CATEGORIES:IN SCENA 22/23,SCIENZA IN SCENA
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SUMMARY:ELEA il sogno interrotto di Mario Tchou (replica scolastica)
DESCRIPTION:Il filone Radici che riunisce percorsi intrapresi negli ultimi anni\, rivelando ritratti originali a partire dalla vita di figure della Scienza\, dell’Arte\, della Moda\, che si sono distinte nei loro settori\, porta in scena l’invenzione di un uomo e l’infrangersi del suo sogno. \nIn un tragico incidente stradale il 9 novembre 1961 si schiantò la via italiana alla Sylicon Valley. Sull’automobile diretta a Ivrea\, quartier generale della Olivetti\, viaggiava il trentottenne Mario Tchou\, ingegnere visionario che custodiva il brevetto di un nuovissimo calcolatore che avrebbe proiettato l’Italia all’avanguardia nel mondo nella sperimentazione tecnologica sull’intelligenza artificiale. Ma tutto ebbe fine quella notte. \nPoco dopo la divisione elettronica della Olivetti fu dismessa e nel 1964 fu ceduta all’americana General Electric e l’Italia perse per sempre il suo primato. Elea 9003 rimase il capolavoro della Olivetti guidata da Mario Tchou\, che era a capo di un team di geniali ingegneri e collaboratori tutti sotto i trent’anni\, tra cui il nostro consulente scientifico\, il matematico Renato Betti\, allora diciannovenne\, assunti non sulla base del curriculum ma in nome della loro voglia di essere innovatori e della loro capacità di sognare e volare alto con l’immaginazione. \nIl nome di quel calcolatore eccezionale\, capostipite di tutta la futura tecnologia basata sul sistema binario\, era lo stesso dell’isola greca dove\, oltre 2500 anni fa\, prese vita una delle scuole filosofiche più importanti per lo sviluppo della civiltà occidentale: la scuola eleatica di Parmenide. “L’essere è\, il non essere non è”. Acceso spento\, zero uno\, on off. Il sistema binario dalla filosofia alla tecnologia e ritorno\, in un passaggio visionario e geniale capace di unire l’intuizione dei greci con la concretezza degli ingegneri di Mario Tchou. Lui\, metà italiano e metà cinese\, in pochi anni aveva spinto il mondo molto più avanti\, con un’accelerazione che gli costò la vita in quello che probabilmente fu un attentato\, di cui però non ci sono mai state le prove. \nElea\, insieme musa del pensiero e macchinario tecnologico\, rivive sulla scena attraverso il racconto di un personaggio misterioso. \nLe repliche saranno accompagnate da incontri di approfondimento con i protagonisti e i maggiori esperti delle tematiche suggerite dallo spettacolo. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				ideazione percorso Radici di Maria Eugenia d’Aquino\, Livia Castiglioni\, Alberto Oliva\ndrammaturgia Livia Castiglioni\ncon Maria Eugenia d’Aquino\nregia Alberto Oliva\ncontributo scenografico Ernesto jannini\nconsulenza storica e scientifica Massimo Mazzotti\, Director Professor Department of History University of California\, Berkeley e Renato Betti\, matematico\ntestimonianze Paolo Mamo\, nipote di Mario Tchou\, AD Altavia e Presidente di Plef – Planet Life Economy Foundation\ndisegno luci Manfredi Michelazzi\nproduzione PACTA . dei Teatri
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DESCRIPTION:Il filone Radici rivelando ritratti originali a partire dalla vita di figure della Scienza\, dell’Arte\, della Moda\, che si sono distinte nei loro settori\, porta in scena l’invenzione di un uomo e l’infrangersi del suo sogno. \nIn un tragico incidente stradale il 9 novembre 1961 si schiantò la via italiana alla Silicon Valley. Sull’automobile diretta a Ivrea\, quartier generale della Olivetti\, viaggiava il trentasettenne Mario Tchou\, ingegnere visionario che custodiva il brevetto di un nuovissimo calcolatore che avrebbe proiettato l’Italia all’avanguardia nel mondo nellasperimentazione tecnologica sull’intelligenza artificiale. Ma tutto ebbe fine quella notte. Poco dopo\, la divisione elettronica della Olivetti fu dismessa e nel 1964 fu ceduta all’americana General Electric e l’Italia perse per sempre il suo primato. \nElea 9003 rimase il capolavoro della Olivetti guidata da Mario Tchou\, che era a capo di un team di geniali ingegneri e collaboratori tutti sotto i trent’anni\, tra cui il consulente scientifico dello spettacolo\, il matematico Renato Betti. Il nome di quel calcolatore\, capostipite di tutta la futura tecnologia basata sul sistema binario\, era lo stesso della polis greca dove\, oltre 2500 anni fa\, prese vita una delle scuole filosofiche più importanti per lo sviluppo della civiltà occidentale: la scuola eleatica di Parmenide. “L’essere è\, il non essere non è”. Acceso spento\, zero uno\, on off. Il sistema binario dalla filosofia alla tecnologia e ritorno\, in un passaggio visionario e geniale capace di unire l’intuizione deigreci con la concretezza degli ingegneri di Mario Tchou. \nElea\, insieme musa del pensiero e macchinario tecnologico\, rivive sulla scena attraverso il racconto di un personaggio misterioso. \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				ideazione percorso Radici di Maria Eugenia d’Aquino\, Livia Castiglioni\, Alberto Olivadrammaturgia Livia Castiglionicon Maria Eugenia d’Aquinoregia Alberto Olivamusiche originali “EAsuite” Maurizio Pisatiscenografia Ernesto Janniniconsulenza storica e scientifica Massimo Mazzotti\, Director Professor Department of History University of California\, Berkeley e Renato Betti\, matematicotestimonianze Paolo Mamo\, nipote di Mario Tchou\, AD Altavia e Presidente di Plef – Planet Life Economy Foundationdisegno luci Manfredi Michelazziassistente alla regia Marianna Cossuproduzione PACTA . dei Teatri \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				mercoledì 15 febbraio 20:45 REPLICA ANNULLATA CAUSA GRAVE LUTTO DELLA COMPAGNIA \ngiovedì 16 febbraio 19:00 \nsabato 18 febbraio 20:45 \ndomenica 19 febbraio 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:LA JUPITER
DESCRIPTION:Novità di questa edizione del Festival è l’intersezione tra Scienza e Musica\, grazie all’ incontro con l’iniziativa\, unica nel suo genere\, della rassegna Musica & Scienza\, curata da uno dei principali poli musicali di Milano. Di fronte alla grandezza dell’universo l’uomo è infinitamente piccolo\, così come di fronte alla grandiosità della musica non possiamo far altro che lasciarci travolgere\, come ci raccontano le composizioni di Arnold Schönberg e di W. A. Mozart in programma. \nA. Schönberg Verklärte Nacht (Notte Trasfi gurata)\nW. A. Mozart Sinfonia n.41 in Do maggiore K551 Jupiter \nOrchestra Sinfonica di Milano\nDirettore Kolja Blacher\nproduzione Orchestra Sinfonica di Milano \nInfo e prenotazioni: Orchestra Sinfonica di Milano – Eventi
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SUMMARY:SCIENZIATE VISIONARIE\, Il mondo che vogliamo
DESCRIPTION:Una formula vincente\, e ormai una tradizione\, quella di Maria Eugenia D’Aquino di rivelare sulla scena storie\, testimonianze di Donne che hanno scolpito il cammino della Scienza e della Conoscenza\, in collaborazione con le figure e le istituzioni più rappresentative nell’ambito dell’affermazione delle donne nel progresso scientifico. \nQuest’anno il palcoscenico di ScienzaInScena celebra l’importante ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015\, portando alla ribalta due scienziate\, Donella Meadows e Alice Hamilton\, due figure chiave nella sostenibilità ambientale\, nella salute e sicurezza nel mondo del lavoro. \nIn quale direzione vuole andare la scienza delle donne se non c’è una visione del mondo che desideriamo e un ostinato ottimismo nel perseguirla? Donella Meadows e Alice Hamilton una loro visione l’hanno avuta ed è da quella che si sono lasciate guidare\, sfidando posizioni scientifiche consolidate\, aprendo campi di ricerca inaspettati laddove si parla di ambiente\, di salute umana e di sviluppo sostenibile\, laddove sembra che la scienza debba essere separata dalla politica. \nLa serata sarà introdotta da:Elena Grandi\, Assessora all’Ambiente e Verde del Comune di MilanoDiana De Marchi\, Consigliera delegata al Lavoro e Politiche sociali della Città Metropolitana di Milano e Presidente Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili Comune di Milano \nAl termine della performance:Il saluto di Legambiente Lombardia da parte della presidente Barbara Meggetto insieme all’autrice del libro Le sfumature del verde. Storie di donne e ambiente\, Paola Turroni \n			\n				\n				\n				\n				\n				COMITATO SCIENTIFICO:\n				Cristina MangiaFisica ambientale presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR. Si interessa di capire dove vanno a finire gli inquinanti atmosferici una volta emessi e che impatto hanno sulla salute e sul clima attraversando confini disciplinari e transdisciplinari. Perché l’ambiente e la salute non sono temi neutrali rispetto alle differenze di stato socio economico né neutri rispetto al genere.Ama sedersi in compagnia di colleghe sulle spalle delle grandi scienziate del passato per individuare la propria strada di ricerca. Responsabile di diversi progetti\, è autrice di circa 100 pubblicazioni scientifiche. È stata presidente dell’Associazione Donne e Scienza. Cura la rubrica Coscienziat@ sulla rivista SAPERE ed Epidemiologia di Genere sulla rivista Epidemiologia e Prevenzione. È co-direttrice della collana editoriale del CNR Scienziati in affanno di cui ha curato il volume Scienza\, politica e società. La scienza post-normale. \nSabrina PrestoRicercatrice del CNR\, all’Istituto di chimica della materia condensata e tecnologie per l’energia di Genova. Si occupa di materiali e processi per la produzione di energia pulita. Convinta che scienza e società debbano dialogare e che un mondo sostenibile passi attraverso il rispetto dei diritti delle persone e dell’ambiente\, spesso preferisce partire dal basso\, dalle bambine e dai bambini con seminari e laboratori divulgativi nelle scuole e negli eventi dedicati. Tiene corsi di formazione per insegnanti e personale educante sui temi “STEAM e genere “dal nido alla scuola secondaria di I grado. È consigliera dell’associazione Donne e scienza e collabora con riviste divulgative\, tra cui Galileonet e Agenda17. \nSara SestiDocente di Matematica e ricercatrice in Storia della Scienza\, fa parte dell’Associazione Donne e Scienza. Ha curato per il Centro di Ricerca PRISTEM dell’Università Bocconi\, la mostra Scienziate d’Occidente. Due secoli di storia\, il primo studio italiano sulle biografie di scienziate. Collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica. Ha pubblicato con Liliana Moro il libro Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie\, Ledizioni\, 2020. Cura la pagina Facebook Scienziate nel tempo\, che ha ricevuto il premio Immagini amiche istituito dall’UDI con il patrocinio del Parlamento Europeo\, per “premiare la comunicazione\, che costruisce un’immagine positiva\, senza stereotipi di genere e senza immagini sessiste”. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				A cura di e con Cristina Mangia\, fisica ambientale\, ricercatrice CNR\,Sabrina Presto\, fisica\, ricercatrice e divulgatrice al CNR\,Sara Sesti\, matematica ricercatrice in Storia della Scienzaelaborazione scenica e regia Maria Eugenia D’Aquinoluci Andrea Cerianiproduzione PACTA . dei Teatriin collaborazione con D.i.Re\, CNR\, ISAC CNR\, Associazione Donne e scienza\, LUD – Associazione per una Libera Università delle Donne\, CREIS Centro Ricerca Europea per l’Innovazione Sostenibile \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				sabato 20:45 \n  \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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LOCATION:PACTA Salone\, VIA ULISSE DINI 7\, MILANO\, 20142\, Italia
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SUMMARY:LA FORZA NASCOSTA\, Scienziate nella Fisica e nella Storia
DESCRIPTION:La Forza Nascosta nasce da un’interazione che\, come una vibrazione\, ha attraversato un gruppo di ricercatrici Fisiche\, Storiche e Teatrali. \nLo spettacolo offre una visuale sulla Fisica del ‘900 attraverso gli occhi di quattro scienziate che ne sono state protagoniste\, anche se hanno ricevuto solo in parte l’attenzione che avrebbero meritato per le loro scoperte e il loro ingegno. Dalle loro storie traspare un tessuto comune dal forte valore intellettuale ed umano\, un’alchimia tra talento e determinazione\, che le ha portate a raggiungere risultati scientifici fondamentali per la comprensione della natura. Dai metodi innovativi per rivelare l’essenza dei processi nucleari agli esperimenti sulle loro simmetrie nascoste\, dalla natura sfuggente dei neutrini all’osservazione di galassie lontane. \nLa loro vita si è intrecciata ai cambiamenti sociali e storici vissuti con coraggio ed entusiasmo da ognuna di loro\, in un quadro internazionale caratterizzato da grandi sconvolgimenti. Sono ancora troppo poche le persone che si preoccupano di tramandare\, celebrare\, far conoscere una genealogia al femminile. In questo spettacolo incontreremo Marietta Blau\, Chien-Shiung Wu\, Milla Baldo Ceolin e Vera Cooper Rubin\, quattro donne che hanno amato la Scienza\, quattro come le forze della Natura: la forza di Gravità\, Elettromagnetica\, Debole e Forte. Ma c’è un’altra forza\, nascosta\, che potrete percepire solo partecipando a ciò che avverrà sul palcoscenico. \nLo spettacolo è un ottimo pretesto per riaccendere in ciascuno spettatore\, uomo o donna\, giovane o meno\, il desiderio di cercare e riconoscere i semi di quella Forza Nascosta\, che spinge ad amare la Scienza\, luogo di rispetto e di civile convivenza. \nLa Forza Nascosta l’8 febbraio sarà al CERN Globe Theatre di Ginevra\, parte delle iniziative per la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza. \n			\n				\n				\n				\n				\n				NOTE DI REGIA:\n				\nLa pagina documentaria non possiede quasi mai il potere di restituirci il fondo di un essere umano: a questo scopo\, più dello storico o dello psicologo sono idonei il drammaturgo o il poeta. (Primo Levi) \n\nPer raccontare le vite delle quattro scienziate\, così intense sul piano scientifico e umano e così immerse nella storia del ‘900\, è stato necessario trovare un equilibrio tra la pagina documentaria e la pagina poetica. Si è raggiunto attraverso il canto\, che affianca la parola in un dialogo continuo\, attraverso la scrittura di alcuni concetti scientifici in forma poetica e anche con i “vortici”\, momenti musicali di parole e suoni che creano un ambiente sonoro alto e solenne. Così il racconto si espande e avvolge tutta la scena. \nTesto è parola\, ma è anche musica\, canto e movimento. Testo è la scenografia essenziale: cinque barre luminose che assumono significati differenti a seconda di come vengono agite dalle due interpreti. Alla fine della pièce esse vengono composte in forma di stella\, elemento scenico potente\, definita dall’artista Gilberto Zorio “figura ancestrale …agitata dal fluire delle forze”. La stella richiama le quattro donne-stelle\, donne stellate\, donne di conoscenza. E le quattro forze della Fisica\, con una forza in più: quella nascosta delle donne. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				ideazione e cura di Anna Ceresole\, Nora De Marco e Nadia Pastrone (INFN\, Sezione di Torino)\, Simonetta Marcello (Dipartimento di Fisica-UniTO e INFN\, Sezione di Torino)\, Emiliana Losma (www.emilianalosma.it)\, Rita Spada (AICT)drammaturgia Gabriella Bordin\, Elena Ruzzain scena Elena Ruzza attrice\, Fé Avouglan soprano\, Diego Mingolla pianista\, Ale Bavo musica elettronicaregia Gabriella Bordinspazio scenico Adriana Zambonrealizzazione elementi scenici Silvano Gallianregistrazione voci Matteo Cantamessadirezione tecnica e luci Eleonora Sabatinivideo Giuseppe Verdinofotografia Anna Parisiproduzione INFN – TO\, Dipartimento di Fisica – UniTO\, Associazione Terra Terra\, Almateatro\, Teatro Baretti \n  \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \n  \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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SUMMARY:SALOTTO TEATRALSCIENTIFICO
DESCRIPTION:DA MARIO TCHOU ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE\, AL MONDO DEI MEDIA DIGITALI\, AL TRANSUMANESIMO \nIn un’ex riseria\, nel cuore della Vecchia Milano dei Navigli hanno sede Altavia\, agenzia di comunicazione specializzata nell’attivazione commerciale ibrida per il retail\, e DistrEat un progetto di ristorazione innovativo\, aperto alla fine del 2019. Qui risiedono Plef – Planet Life di Economy Foundation e qui è nato NaPa\, il distretto che anima la zona del Naviglio Pavese. Mercoledì 8 Febbraio alle 18.30\, in questo vero e proprio hub della comunicazione e della sostenibilità\, Paolo Mamo\, padrone di casa e nipote di Mario Tchou\, insieme a una testimonial speciale come Maria Gaetana Agnesi\, la matematica benefattrice milanese del ‘700 famosa per suoi salotti\, interpretata da Maria Eugenia D’Aquino\, accoglieranno il pubblico per una conviviale chiacchierata\, accompagnati da Andrea Giovanni Pogliani al pianoforte. Protagonisti del salotto\, Renato Betti matematico che giovanissimo fece parte della squadra di Mario Tchou\, Giuseppe Girgenti filosofo dell’Università San Raffaele\, Massimo Mazzotti\, storico della scienza dell’University of California\, Berkeley\, Davide Bennato\, Università di Catania\, e Gabriele Balbi\, Università di Lugano\, esperti di sociologia dei media digitali.\nUn’occasione unica per ascoltare le testimonianze di una grande storia che s’intersecano con i mutamenti della società dell’era digitale. \nSeguirà cocktail. \nINFO: ingresso gratuito fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
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LOCATION:ALTAVIA/DistrEat\, 78/3 Alzaia Naviglio Pavese\, Milano\, Italia
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SUMMARY:2OK LEGHE SOTTO I MARI
DESCRIPTION:Un misterioso mostro marino semina il terrore negli oceani\, affondando tutte le navi che hanno la sfortuna di capitar e sulla sua rotta. Per tentare di catturarlo viene organizzata una spedizione internazionale. A guidarla è chiamato il giovane Aronnax\, naturalista e scienziato\, che è un grande conoscitore dei segreti marini. \nL’avventura ha inizio. Jules Verne ci guida alla scoperta di un mondo sconosciuto\, un “pianeta azzurro” ricco di misteri e segreti dove regna indisturbato il terribile capitano Nemo\, personaggio tenebroso e affascinante che par e aver giurato odio eterno all’umanità. \nAronnax\, caduto prigioniero del misterioso pirata sottomarino insieme alla fida servitrice e amica Conseil e almarinaio Ned Land\, cercherà di comprendere il terribile segreto che il capitano Nemo cela nel suo cuore assetato di vendetta compiendo un viaggio nelle profondità delle emozioni umane e non solo in quelle degli abissi. \nSe l’infinita distesa animata degli oceani è l’orizzonte aperto nel quale si svolge l’intera vicenda di “20.000 leghe sotto i mari”; è per ò lo scafo robusto del sommergibile Nautilus lo scenario ristretto e pesante\, come l’acciaio di cui è fatto\, nel quale i protagonisti dell’avventura si studieranno\, spieranno\, scontreranno e\, forse\, capiranno. \nDa una parte il capitano Nemo; una figura mitica dotata di capacità straordinarie\, incarnata nel Nautilus come se fosse egli stesso\, al pari del sottomarino\, un prodigio di forza e tecnologia. Un personaggio capace di conquistare per la genialità\, i valori integerrimi\, l’inarrestabile adesione alla causa di distruggere quanto considera sbagliato senza mai arrendersi. Un personaggio capace di spaventare per la sua crudeltà\, la freddezza di fronte agli umani bisogni\, l’incapacità di dare spazio a qualsiasi punto di vista diverso dal suo o cercare una reciproca comprensione. \nDall’altra parte Aronnax\, Conseil e Ned; tre ragazzi distanti per carattere e inclinazioni che a questa figura risponder anno in modo diverso e mutevole. Chi opponendosi e ideando sempre nuove strategie per fuggir e\, chi schierandosi come se fosse bisognoso di trovare una guida solida e l’occasione di realizzarsi\, chi avvicinandosi e cercando un dialogo tra pari forse impossibile. \nCome nel finale del romanzo\, Nemo è destinato a sprofondare negli abissi risucchia to nel maelstrom dellanostra memoria\, lasciando irrisolti i suoi misteri e i tre ragazzi su una scialuppa a remi nel nulla dell’oceano\, persi ma anche finalmente liberi di tracciare una rotta capace di rispondere davvero a ciò che sono e diventeranno. \nDai 4 anni in su \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				testo Patrizio Belloli\, Luca Ciancia\, Paui Galliliberamente tratto da “20.000 leghe sotto i mari” di Jules Verneregia Luca Cianciacon Elisa Baio\, Giuseppe Guerrieri\, Federico Pinna e Massimiliano Zanellatiscenografia Giuseppe Bresciani fabbrocostumi e oggetti scenici Federica Ponissiluci Mirko Lampertimusiche originali composte ed eseguite da Sergio Parsons Sergio Parsonsart direction\, video editing\, motion 2D\, comunicazione strategica Francesca ZurloProduzione DittaGiocoFiaba \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				20k leghe sotto i mari (2)\n					\n					\n					\n				\n				20K foto 2\n					\n					\n					\n				\n				20k leghe sotto i mari (1)
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SUMMARY:COSMIC (replica scolastica)
DESCRIPTION:Perché l’universo non esiste senza di noi\, noi siamo il modo con cui l’universo cerca di conoscere se stesso. (Carl Sagan) \n\nSi parte da quel 1977\, quando l’allora presidente americano Jimmy Carter mandò in orbita tramite la sonda Voyager un messaggio rivolto a possibili forme di vita extraterrestre\, nel momento in cui gli Stati Uniti marcavano il distacco con i competitor sovietici nella corsa allo spazio. Da questi elementi prende avvio coSmic\, un viaggio vivace nei misteri dell’universo tra cronache del passato\, teorie presenti e fantasticherie di aspirazioni future. \nCon uno stile leggero e irriverente che richiama la stand-up comedy\, Tony Marzolla racconta di questioni scientifiche con chiarezza e semplicità\, risolvendo la complessità coSmica in comica: s’addentra nelle nuove frontiere della ricerca e delle missioni spaziali; reinventa scenari scientifici con uno stile giocoso e surreale\, tra buchi neri e cunicoli spazio temporali; immagina incontri tra sonde e s’imbatte nel revisionismo dei Terrapiattisti. \nUn one-man show divertente e originale che tra battute e visioni fantascientifiche ci ricorda in fondo che questo pallido pallino blu sul quale poggiamo i piedi è l’unica cosa che abbiamo mai realmente conosciuto. \nLo spettacolo si avvale dalla preziosa consulenza dell’astrofisica Elisa Nichelli e del fisico Gianfranco Bertone\, che hanno permesso di semplificare la complessità “cosmica”\, rendendola appunto “comica”. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Scritto\, diretto ed interpretrato da Tony Marzollaregia di Antonella Carone\, Tony Marzollascene Bruno Soriatodecorazione maschera Luigia Bressanregistrazione audio Piero Santorovoice off regista Luigi MorettiConsulenza Scientifica Astrofisica Elisa Nichelli\, Fisico Gianfranco BertoneProduzione Carone&MarzollaCon il Patrocinio dell’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica)Spettacolo “SELEZIONE IN-BOX BLU 2021”
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SUMMARY:COSMIC
DESCRIPTION:Perché l’universo non esiste senza di noi\, noi siamo il modo con cui l’universo cerca di conoscere se stesso. (Carl Sagan) \n\nSi parte da quel 1977\, quando l’allora presidente americano Jimmy Carter mandò in orbita tramite la sonda Voyager un messaggio rivolto a possibili forme di vita extraterrestre\, nel momento in cui gli Stati Uniti marcavano il distacco con i competitor sovietici nella corsa allo spazio. Da questi elementi prende avvio coSmic\, un viaggio vivace nei misteri dell’universo tra cronache del passato\, teorie presenti e fantasticherie di aspirazioni future. \nCon uno stile leggero e irriverente che richiama la stand-up comedy\, Tony Marzolla racconta di questioni scientifiche con chiarezza e semplicità\, risolvendo la complessità coSmica in comica: s’addentra nelle nuove frontiere della ricerca e delle missioni spaziali; reinventa scenari scientifici con uno stile giocoso e surreale\, tra buchi neri e cunicoli spazio temporali; immagina incontri tra sonde e s’imbatte nel revisionismo dei Terrapiattisti. \nUn one-man show divertente e originale che tra battute e visioni fantascientifiche ci ricorda in fondo che questo pallido pallino blu sul quale poggiamo i piedi è l’unica cosa che abbiamo mai realmente conosciuto. \nLo spettacolo si avvale dalla preziosa consulenza dell’astrofisica Elisa Nichelli e del fisico Gianfranco Bertone\, che hanno permesso di semplificare la complessità “cosmica”\, rendendola appunto “comica”. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				Scritto\, diretto ed interpretrato da Tony Marzollaregia di Antonella Carone\, Tony Marzollascene Bruno Soriatodecorazione maschera Luigia Bressanregistrazione audio Piero Santorovoice off regista Luigi MorettiConsulenza Scientifica Astrofisica Elisa Nichelli\, Fisico Gianfranco BertoneProduzione Carone&MarzollaCon il Patrocinio dell’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica)Spettacolo “SELEZIONE IN-BOX BLU 2021” \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				venerdì 20:45 \nsabato 20:45 \n  \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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LOCATION:PACTA Salone\, VIA ULISSE DINI 7\, MILANO\, 20142\, Italia
CATEGORIES:IN SCENA 22/23,SCIENZA IN SCENA
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SUMMARY:COLORE\, GESTO\, EMOZIONE DELL'ANIMA
DESCRIPTION:Quest’opera concepita appositamente per il Pacta dei Teatri è una sfida per Emma Terenzio\, fotografa milanese classe 1958\, in quanto per la prima volta si confronta con un’installazione di questo tipo: una struttura cubica con immagini fotografiche\, accompagnata da un video collage e una colonna sonora elettronica. \nPersonalità eclettica dalla multiforme tensione creativa ha iniziato a fotografare intorno agli anni ’70\, per dedicarsi alla ricerca di un linguaggio che coinvolga e includa teatro\, danza\, musica e fotografia\, sue grandi passioni\, da sempre. \nOcchi chiusi\, occhi dischiusi\, dal buio alla luce\, ai colori del mondo e delle emozioni. \nMusica\, gesto danzato\, colore\, calore\, intreccio inscindibile per me. Dopo l’asfissiante percezione monocromatica del lockdown\, del buio emotivo\, dei toni della paura e della quasi assenza di suono\, torna il colore\, la riapertura al mondo\, il “tempo” riprende a scorrere\, a respirare in un seppure esitante e lieve sorriso e il cuore a battere… \nColori ed emozioni: blu\, del pensiero fluttuante\, del sogno\, dell’introspezione\, del cielo; rosso della passione\, dell’amore\, della terra\, del sangue; giallo della gioia\, della leggerezza\, dei sorrisi infantili\, del Sole e ancora verde\, viola e mille iridescenze colorate che si rispecchiano tra loro. \nRebecca Erroi danza nella luce dei colori gesti\, quasi rituali ed emozioni dell’anima. “Tessi\, tessi la luce del sole nei tuoi capelli…” (cit. Eliot\, “la Figlia che piange”): questa è un’immagine che mi sovviene sempre quando la vedo danzare. \nDialogano con i dittici e posti sul loro retro i frammenti vivacemente policromi delle tele di Michele Cerchia che contribuiscono a creare quel perimetro magico\, quell’abbraccio al cui interno pulsa il cuore dell’opera. \nMusiche di Irlando Danieli quali immagini e flussi di sonorità a volte primordiali che tentano di inseguire pensieri sfuggevoli e si riflettono in insiemi di echi la cui intensità ora incalza ora svanisce. \nSplendida collaborazione con Raoul Iacometti photo editing e curatore della mostra\, artista di rara sensibilità mio maestro nella fotografia che seguo tutt’ora e che mi ha guidata nella realizzazione dell’intera opera. \nFranco Gentilucci fu poeta\, pittore\, maestro e molto altro\, autore dell’angelo/demone che ho rubato dai ricordi… \nEmma
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CATEGORIES:MOSTRE AL CUBO
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SUMMARY:L'ASINO D'ORO
DESCRIPTION:Lucio\, ospite del ricco Milone e di sua moglie Pànfile\, esperta di magia\, riesce a conquistarsi i favori della servetta Fotide e la convince a farlo assistere di nascosto a una delle trasformazioni della padrona. Alla vista di Pànfile che\, grazie a un unguento\, si muta in gufo\, Lucio prega Fotide che lo aiuti a sperimentare su di sé la metamorfosi. Fotide accetta\, ma sbaglia unguento\, e Lucio diventa asino\, pur con facoltà raziocinanti umane. \nLa curiosità di Lucio è sia la sua fortuna che quello che lo mette nei pasticci. Il pubblico vivrà insieme a lui la trasformazione in asino e la prigionia tra i briganti. Affronterà avventure e peripezie nel tentativo di farlo ritornare umano. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				liberamente ispirato alle Metamorfosi di Apuleioscritto da Carlo Bosoregia Ruggero Cavernicon Francesco Arioli\, Giulia Castelli\, Ruggero Caverni\, Stefano Gerace\, Giulia Salismusiche originali dal vivo Stefano Geraceproduzione Atelier Teatro \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				L’AsinoD’Oro (2)\n					\n					\n					\n				\n				L’AsinoD’Oro (3)\n					\n					\n					\n				\n				L’AsinoD’Oro (1)
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CATEGORIES:IN SCENA 22/23,PARAPIGLIA TEATROINFAMIGLIA
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SUMMARY:L’ORAZIO (replica scolastica)
DESCRIPTION:La comunità affronta un dilemma difficilmente risolvibile: può un eroe\, riconosciuto da tutti come lo strenuo difensore della libertà dei suoi concittadini\, essere al contempo un assassino? Rivisitando il mito\, il grande drammaturgo Heiner Muller ci restituisce in modo lucido e appassionato il dramma che ogni società si trova ad affrontare nel tentativo di affermare la Verità. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Heiner Mullertraduzione di Saverio Vertone e Mario Missirolicon Lorena Nocera\, Gilberto Colla\, Giovanni Battista Stortimusiche di Thomas Umbaca (el. Piano\, loop station)installazione di Marcello Chiarenza e Marco Muzzolondisegno e partitura luci di Fulvio Michelazzicostumi di Caterina Villaregia di Giovanni Battista Stortiproduzione Teatro Alkaestin coproduzione con PACTA . dei Teatri
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CATEGORIES:REPLICHE SCOLASTICHE
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SUMMARY:L'ORAZIO
DESCRIPTION:La comunità affronta un dilemma difficilmente risolvibile: può un eroe\, riconosciuto da tutti come lo strenuo difensore della libertà dei suoi concittadini\, essere al contempo un assassino? Rivisitando il mito\, il grande drammaturgo Heiner Muller ci restituisce in modo lucido e appassionato il dramma che ogni società si trova ad affrontare nel tentativo di affermare la Verità. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				di Heiner Mullertraduzione di Saverio Vertone e Mario Missirolicon Lorena Nocera\, Gilberto Colla\, Giovanni Battista Stortimusiche di Thomas Umbaca (el. Piano\, loop station)installazione di Marcello Chiarenza e Marco Muzzolondisegno e partitura luci di Fulvio Michelazzicostumi di Caterina Villaregia di Giovanni Battista Stortiproduzione Teatro Alkaestin coproduzione con PACTA . dei Teatri \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				giovedì 20:45 \nvenerdì 20:45 \nsabato 20:45 \ndomenica 17:30 \n			\n				ACQUISTA EVENTO
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CATEGORIES:IN SCENA 22/23,NEW CLASSIC
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SUMMARY:pactasoundzoneTeatrorchestra VOCI DALLACITTA' - CAR POOL BLUES
DESCRIPTION:Voci dalla città: lui\, tra segni\, lettere e grammatiche\, cercava anche dei suoni. Noi ora percorriamo le strade di un incontro fortuito che quello scrittore ha disegnato.Car pool blues: il viaggio si mimetizza col testo: la storia non segue la sequenza prescritta\, si ricrea tra parole spezzate\, fonemi\, segni d’aria e segni in aria\, il pubblico si fa paesaggio e\, dalla scena\, i viaggiatori lo osservano. \nInfatti\, spettatore\, fai bene a leggere queste righe perché è meglio saperlo: nessuna voce ti ha mai guardato così. Questa è un’orchestra di attori che diventa pentagramma\, matita\, foglio\, strumento. Anche uno sguardo può essere in partitura\, quasi ogni respiro\, e tuttavia mai avremo viaggiatori più liberi di questi. \nGuarda anche in live streaming: https://fb.me/e/2OTH3ZOe2 \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				liberamente ispirato a Voci dalla città di Tommaso Ursellicon Annig Raimondi\, Maria Eugenia D’Aquino\, Alessandro Pazzi\, Riccardo Magherini\, Marianna Cossumusica e conduction Maurizio Pisatiprogrammazione\, disegno luci Fulvio e Manfredi Michelazzi – AILD \n			\n				\n				\n				\n				\n				ORARI:\n				ore 20:45
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CATEGORIES:IN SCENA 22/23,PACTA SOUND ZONE
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SUMMARY:FAVOLE AL JUKEBOX
DESCRIPTION:Nel 1962 usciva uno dei libri più amati dai bambini: Favole al Telefono\, dello scrittore e pedagogista Gianni Rodari. I sessant’anni dalla sua uscita sono l’occasione per rileggere alcuni dei racconti più divertenti. \nSaranno gli spettatori a scegliere cosa ascoltare\, come si trovassero al cospetto di un jukebox che\, al posto delle canzoni\, presenta una selezione di brani. \n			\n				\n				\n				\n				\n				CAST:\n				con Alessandro Pazzi e Lorenzo Verganicoproduzione PONTOSTeatro e PACTA . dei Teatri \n			\n				ACQUISTA EVENTO\n			\n				\n					\n					\n					\n				\n				FavoleAlJukebox
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