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Novembre 8, 20258:45 pm

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Dorian torna sulla Terra dopo un viaggio nello spazio. Non sa quanto tempo è passato né cosa sia successo davvero: la missione era salvare il pianeta dal disastro ambientale, ma la Terra che ritrova è irriconoscibile. Con lui c’è Ai, un’intelligenza artificiale che tenta di spiegargli la nuova realtà e la natura dell’essere umano. Finché non compare Corpo: un essere primordiale che comunica solo con la danza, risvegliando qualcosa di sconosciuto in Dorian. Ma chi è davvero Dorian? Un viaggiatore, un sopravvissuto… o un’intelligenza artificiale lui stesso? Un racconto post-apocalittico sull’equilibrio fragile tra natura e tecnologia, dove il corpo diventa il primo linguaggio e la prima forma di conoscenza possibile. Una favola dark e simbolica per ragazzi e adulti, tra parola, movimento e riflessione ecologica.

NOTE ALLA MESSA IN SCENA:

Qual è la funzione del corpo in assenza di corporeità? Come si sviluppa un dialogo tra la fisicità dell’organismo umano e la presenza assente dell’AI che propone realtà verosimili allocate in spazi virtuali privi di concretezza spaziale e sistemi interrelazionali? Il corpo conosce sé stesso e l’ambiente attraverso percezioni ed esperienze: non obbedisce soltanto ma cerca spiegazioni e determina la propria assoluta individualità attraverso sperimentazioni casuali, mutamenti e costanti errori. L’evoluzione stessa è un processo ininterrotto di piccoli e costanti errori in grado di modificare/migliorare il sistema, così come lo è la ricerca artistica in sé. Ecco allora che la danza è chiamata a esplorare il confine tra educazione e mutazione, fallacità e perfezione, mentale e istintuale, empirico e programmatico. Ecco che il corpo si rimette al centro della discussione tra Natura e intelligenza artificiale, giocando il ruolo provocatorio dell’outsider: il fool Shakespeariano che instilla dubbi e ribalta l’ovvietà del razionale.
Lara Guidetti

Il punto cruciale non è l’intelligenza artificiale, ma quella umana… certo siamo bravi, spinti incessantemente ai limiti dalla nostra insaziabile sete di sapere, di capire, di innovare, di superare limiti ed ostacoli, prevedere… eppure ignoriamo dati per noi fondamentali, come l’aumentare delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai e altri fatti che in un tempo più breve di quello che speriamo renderanno impossibile la nostra vita su questo pianeta. Siamo nell’ “antropocene”, abbiamo plasmato il pianeta a nostra immagine. E allora ecco alcune domande: se l’immagine che ora vediamo non ci piace, siamo in grado di non modificare il riflesso, ma noi stessi? Noi, esseri umani, possiamo essere più intelligenti di così? Può l’intelligenza artificiale, formata ed educata da uomini, esserci utile in questa corsa ad una maggiore nostra intelligenza? Può farci fare quel salto, darci quell’accelerazione nei processi di cura e riparazione del pianeta di cui ora più che mai abbiamo bisogno? Siamo in grado di servircene senza soccombere al delirio di onnipotenza, all’illusione di non dipendere da ciò che ci sta intorno, in cui siamo immersi?
Saverio Bari

Possiamo educare senza e emozionare? Possiamo fare cultura, diffondere consapevolezza, modificare le nostre priorità senza cambiare la società in cui viviamo? Educazione e arte si incontrano per stimolare, spronare, sostenere processi di cambiamento che partono dalla riflessione su chi siamo, per arrivare alla consapevolezza di cosa vogliamo essere. La nostra specie costruisce straordinari sistemi sociali di valori, relazioni, obblighi etici e morali. Siamo un animale culturale, la nostra società è lo specchio dei nostri principi e dei nostri valori. Cambiando questi
cambiamo la società. Ma tutti i cambiamenti partono dal profondo, dalla condivisione di emozioni, dalla messa in discussione di comportamenti consolidati, dall’assunzione di responsabilità verso se stessi, verso gli altri, verso il mondo in cui viviamo. L’AI Generativa è uno strumento giovane, potente, pervasivo; conoscerla, comprenderla, sperimentarla, attraverso un’esperienza artistica, può aiutarci a governarla, con la consapevolezza che l’AI riflette la nostra cultura, utilizza tutto ciò che abbiamo prodotto e immesso in rete, siti, blog, video, post, nel bene e nel male, con tutti i nostri limiti e i nostri difetti. La tecnologia è uno specchio della società, riflette i suoi valori, li plasma e li consolida. La tecnologia è un nostro prodotto e può dare il meglio e il peggio di noi, a seconda di come viene utilizzata.
Paolo Silingardi

CAST:

Un progetto SpaCCa/Sanpapié in collaborazione con Achab Group e Fabvision srl
Regia e coreografia Lara Guidetti
Testo Saverio Bari e AI
Interpreti Giacomo Stallone, Francesca Lastella
Progettazione software Fabvision srl
Formazione AI Achab Group
Costumi Maria Barbara De Marco
Realizzazione pop-up Isadora Bucciarelli
Sound disign Marcello Gori
Light design Alessandro Barbieri
Durata: 45’

ORARI:

Sabato 20:45

BIGLIETTI

Biglietti: intero 15€ |  ridotto Convenzioni, over 60 €12 | ridotto Giovani Under 25/studenti/scuole di teatro €10

Spettacolo promosso dalla Rete dance card. 20 biglietti disponibili per ogni evento scontati del 50% sul prezzo intero, prenotando via mail a biglietteria@pacta.org ed esibendo la dance card la sera di spettacolo.

Le card sono in vendita sulla app DanzaDove (https://www.danzadove.com/) e non possono essere acquistate presso la biglietteria. Per info: dance-card.org