L’ORIZZONTE NON ESISTE
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L’ORIZZONTE NON ESISTE
L’ORIZZONTE NON ESISTE
Simone, un giovane adulto del mondo di oggi, è stato abbandonato da vent’anni da suo padre, Pietro, mai più tornato.
Per tutto questo tempo Simone ha atteso da solo, seduto sulla riva a scrutare cogli occhi fissi l’orizzonte, in un muto e costante dialogo col mare. Anno dopo anno, la speranza del ritorno si è affievolita.
La mancanza di una spinta verso il futuro sfocia in un tentativo di suicidio, a seguito del quale Simone è costretto a incagliarsi fra gli scogli della terapia, dove viene assistito dalla psicologa Arianna, che lo guiderà all’interno di un altalenante viaggio di crescita interiore.
NOTE DI REGIA:
L’orizzonte non esiste indaga l’attesa, la speranza, il perdono in un, apparentemente monodirezionale, rapporto familiare interrotto.
Nel testo si fondono vicende personali dell’autore e una rilettura di una triade di personaggi tratti dall’Odissea: Simone, il protagonista, si configura come il doppio di Telemaco; allo stesso modo, Pietro lo è di Odisseo e Arianna della dea Atena.
Ribaltando la prospettiva dell’epica omerica, Telemaco, troppo a lungo adombrato dall’ingombrante figura dell’eroico padre, affronta un racconto di formazione non lineare. Gli si conferisce quella voce che non possiede, affinché si riscatti da un’esistenza castrata. Simone/Telemaco agisce e tenta di riconciliarsi non solo con Pietro/Odisseo, ma con la vita stessa, squarciata nel tempo e nello spazio. In puro contrasto, Pietro è confinato in una pietrificata immobilità ventennale (supplizio alla Tantalo o beckettiano cumulo di terra alla Winnie?). Arianna, infine, rappresenta telaio e tessitrice: trama e intreccia le fila della storia come un narratore onnipotente, ibrido di contrasti (uomo/donna ed essere umano/dio).
Spazio e tempo si smarriscono fra realtà e sogno: tangibili e contemporanei come pure archetipici e immateriali. Pochi elementi simbolici delineano una scenografia sempre cangiante, in cui l’unica costante è il mare. Esso esercita un perverso e ciclico magnetismo che respinge e ripara, come nell’arte del kintsugi.
L’intento non è ricostruire la narrazione di Omero in chiave specchiata, ma traghettare una vicenda particolare verso l’universalità. C’è un bisogno pressante e sottinteso di risposte, quando le domande risuonano d’un’elevata caratura: chi sono io? Qual è il mio posto nel mondo?
Filippo Natola
CAST:
Drammaturgia originale di Filippo Natola con inserti dall’Odissea di Omero
Regia di Filippo Natola
Con Raffaele Bilello, Margherita Lisciandrano e Stefano Caramaschi
Musiche originali di Maurizio Pisati
Scenografie di Achille Grampa
Miglior Progetto Master di Regia 2025 Scuola DanzaTeatroOscar/PACTA . dei Teatri
Produzione PACTA . dei Teatri
ORARI:
20:45
BIGLIETTI
Biglietti: intero 15€ | ridotto Convenzioni, over 60 €12 | ridotto Giovani Under 25/studenti/scuole di teatro €10
PACTA
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